politica

Laureti, Renzi: SpoletoNorcia in MTB spostata, presentata interpellanza per un piano di marketing strategico

 

'Quale strategia dietro la perdita di un evento importante come la nota manifestazione cicloturistica?'

 

E' arrivata in queste ore la notizia che la sesta edizione de "La SpoletoNorcia in Mtb" non partirà dalla nostra città ma da S. Anatolia di Narco a fine agosto 2019. Un altro evento nato a Spoleto ma pronto a traslocare, senza che nessuno ne conosca bene neanche le ragioni. In queste stesse ore abbiamo


 presentato un'interpellanza, che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale, in cui proponiamo a questa amministrazione di dotarsi di un Piano Marketing strategico (e il non aver fatto di tutto per "La SpoletoNorcia in Mtb" a noi sembra abbia poco a che fare con una strategia). A questa città serve un Piano che definisca la sua identità turistica e si doti degli strumenti per promuoverla, un Piano che costruisca attorno al Festival un insieme di ‘ragioni' per venire a Spoleto: dall'arte contemporanea alla gastronomia, dal Cammino di Francesco alle piste ciclabili. E pensare che un evento come la nota manifestazione cicloturistica stia traslocando ce lo fa chiedere con ancora maggiore consapevolezza. 

La nostra città vive un momento di grave crisi occupazionale e di mancanza di opportunità: non solo per i più giovani ma anche per quei cittadini che si ritrovano senza un lavoro o con una cassa integrazione in scadenza.
A fronte di questa situazione di crisi abbiamo una ricchezza potenziale enorme, legata al turismo e alle sue opportunità ancora non valorizzate. Sono i dati a dirlo. La Regione Umbria, il 24 gennaio 2019, ha precisato che nel periodo gennaio-novembre 2018 si sono registrati 2.318.682 arrivi e 5.753.203 presenze con un incremento pari al +17.62% negli arrivi e +11.63% nelle presenze, rispetto al 2017. Incrementi che ci dicono che la nostra Regione sta intercettando fette di turisti sempre più grandi e dell'opportunità che abbiamo davanti. Se vogliamo coglierla la nostra città è chiamata a un cambio di passo.
Grazie a strumenti come un Piano strategico del turismo le città sono rinate. Il caso di Lucca, di Cortona, di Matera, che in questo 2019 vive il suo anno europeo della cultura. Per una città come Spoleto è il momento giusto per farlo. Il 2019 è, infatti, l'anno del turismo lento: quello della spiritualità, dei cammini sulle ferrovie abbandonate, della riscoperta dei valori agricoli, della cultura e dei beni culturali.
"Abbiamo chiesto a questa Amministrazione se è d'accordo sull'idea di un Piano strategico per Spoleto, su quali sono i passi da compiere e se ci si è già mossi in questa direzione dall'inizio del mandato ad oggi - hanno dichiarato le consigliere comunali Camilla Laureti (Per Spoleto) e Luigina Renzi (Ora Spoleto).
La nostra città è in linea con tutto quello che richiede il nuovo modo di pensare il viaggio ma se non si compie un passo avanti in programmazione, progettazione e investimenti perderemo anche questa opportunità e sarebbe grave. Per compierlo c'è bisogno di un Piano strategico e di rafforzare i diversi comparti del turismo oltre a quello culturale: da quello religioso a quello enogastronomico, sino a quello sportivo, dei cammini, ambientale, essenziali anche per il rilancio economico non solo del nostro centro storico ma anche delle nostre frazioni" - hanno concluso le consigliere Laureti e Renzi.

 


 



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I commenti dei nostri lettori

Giuliano Maria Mastroforti

8 anni fa

Non me ne voglia nessuno, ma in passato in Comune ad un (a) collega Dirigente, fu attribuito il ruolo di " Coordinatore Unico della Pianificazione Strategica" ... termine pomposo da far tremare le vene dei polsi a chiunque dotato di buonsenso... fatta salva la massima stima professionale che conservo per il -la- Dirigente.....ruolo che non esiste nè a Perugia, nè a Terni, per rimanere nella nostra piccola Umbria....a Spoleto invece sì....non esiste creare barattoli vuoti con l' etichetta ed il vuoto di risorse dentro...sono finiti i tempi delle "eccellenze" virtuali di Bruniniana memoria... gambe in spalla e pedalare, come diceva qualche ciclista di lontana memoria....e dopo si mettono a sistema le risorse, se mai ci sono.

Signor Smith

8 anni fa

Magari non si chiamerá "Piano Marketing strategico", ma un "disegno", un "progetto" di cosa Spoleto debba (o possa) diventare mi pare sia premessa indispensabile ad ogni futura idea di sviluppo turistico (ma non solo). Valorizzare la vocazione turistica, al di fuori del mese del Festival, richiede capacitá di programmazione ed un minimo di investimenti. Se il turista conoscesse con congruo anticipo le occasioni di richiamo (anche culturale) avrebbe modo di pianificare un soggiorno a Spoleto, magari grazie ad un'offerta ricettiva coordinata. Con un minimo di buona volontá ci si può riuscire, persino a Spoleto. P.S.: anche il Festival, se continua a presentare il suo cartellone a pochi giorni dal suo inizio, non è che può sperare di richiamare da molto oltre il circondario...

Le cose devono essere fatte per bene.

8 anni fa

Se realmente si intende allestire un "Piano Marketing Strategico" nel dépliant metteteci tutto ma non "Il Cammino di San Francesco". Non sarebbe credibile! Per il semplice fatto che, se non fosse stato per accorciare il percorso per arrivare a Roma, conoscendo la litigiositá e il masochismo degli spoletini, San Francesco da Spoleto non ci sarebbe mai passato. Per evitarlo, avrebbe preferito imbarcarsi ad Ancona, fare il giro della Penisola, e sbarcare a Ostia..

mefisto

8 anni fa

COME? sarebbe ora da capirlo. I problemi oramai li conosciamo tutto e anche molto bene. Sono le soluzione che non vengono mai spiegate.

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