politica

'Scriviamo il futuro di Spoleto senza più essere servi di Perugia'

 

Umberto De Augustinis chiude la campagna elettorale in piazza Garibaldi. 'Padroni a casa nostra. Spoleto città modello del cambiamento politico in atto nel Paese'

 

"Padroni a casa nostra. Nessuno da Perugia dovrà più permettersi di dirci cosa fare e come amministrare la nostra città, il nostro territorio". Pacato, come sempre, ma come sempre senza sconti. Per nessuno. Umberto De Augustinis chiude così la sua campagna elettorale, con un comizio vecchio


stile in piazza Garibaldi, faccia a faccia con la sua Spoleto, che ha risposto affollando la piazza. Sul palco molti "big" della politica regionale, tra i quali la senatrice Donatella Tesei sindaco di Montefalco, Antonio Ruggiano sindaco di Todi, , il Vice Presidente della Regione Umbria Valerio Mancini i senatori Franco Zaffini e Fiammetta Modena, gli On.Catia Polidori e Virginio Caparvi, Per tutti parole di elogio e di incoraggiamento per il candidato sindaco e per la pattuglia di aspiranti consiglieri comunali, ben 120 spalmati sulle cinque liste che lo sostengono: Laboratorio Spoleto, Rinnovamento per Spoleto, Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia. La sensazione è che si possa ottenere un grande risultato già il 10 giugno. "La città è pronta - ha dichiarato Donatella Tesei, particolarmente vicina a De Augustinis - ad avere finalmente un gruppo affidabile alla propria guida. I nostri avversari non hanno argomenti, e loro per primi lo sanno bene". " Se facciamo asse con Donatella Tesei, che è la Ferrari dei sindaci in Umbria, possiamo volare", la replica di De Augustinis.

Al suo primo comizio in assoluto, il candidato del centrodestra ha dimostrato una verve particolare, seconda solamente alla fretta di cominciare a lavorare da subito per Spoleto. "La nostra comunità chiede l'umanità e l'attenzione che merita - ha esordito - e che adesso di certo non riceve. Vivo a Spoleto da 38 anni: il degrado quotidiano in cui è scivolata mi ha spinto ad accettare la sfida di candidarmi a sindaco. Voglio cucinare qualcosa di buono per questo meraviglioso ristorante. Penso di poterci riuscire".

E poi il modello Spoleto, tutto da creare prendendo spunto dalle sue eccellenze architettoniche e agroalimentari, ma anche dallo scenario politico nazionale delineatosi dopo il 4 marzo. "Le scorse elezioni hanno lanciato la sfida per la realtà umbra, con la vittoria di un raggruppamento politico molto diverso da quello che da sempre governa la Regione. Il nuovo assetto di Governo è in grado di guidare un cambiamento politico non più rinviabile. Sotto questo aspetto Spoleto può divenire la città modello in cui tutto può funzionare bene, l'importante è non cedere alla tentazione di lasciarsi andare, all'apatia di chi si sente trascurato".

C'è stato anche spazio per togliersi qualche sasso dalla scarpa: "E' stata una campagna elettorale piena di bugie - ha detto De Augustinis - come quella che mi vedrebbe sindaco part-time. A parte il fatto che non è vero, mi chiedo: ma se chi ha fatto tutti questi danni ha lavorato a tempo pieno, allora forse è meglio il mezzo servizio... Poi Piazza d'Armi, che non è del Comune ma del Demanio. Checché se ne dica, chi ci ha preceduto ha gettato via 800 mila euro di caparra. Il problema è abbastanza serio. E poi c'è la questione inquinamento in piazza d'Armi, segnalata cinque anni fa ma mai presa in considerazione dall'amministrazione comunale. Per non parlare del bilancio, con i derivati che ci costano 2 milioni e mezzo l'anno senza che nessuno li abbia rinegoziati, pur potendolo fare. Il Comune di Spoleto deve diventare il posto in cui nessuno si sente dimenticato, come è stato per lo Sportello del cittadino. Ora nessuno lo ha mai spostato a Spoleto Alta, vero? Ma perché non dicono che sono già 10 anni che i servizi come questo possono essere informatizzati? Possiamo prenderci i nostri documenti direttamente da casa".

Proprio l'inerzia, proprio l'apatia sociale è per De Augustinis il vero male in agguato per Spoleto. "E' facile abbandonarsi a ciò che si è stati, a ciò che ancora si conserva degli antichi onori e tirare a campare. Ma così non si lascia spazio ai giovani, si vive senza orizzonte, si diventa bersaglio di appetiti poco raccomandabili. Basta pensare alla sorte di alcune delle principali realtà produttive del nostro territorio, in passato fatte oggetto di speculazione senza alcun interesse per le sorti dei lavoratori".

Per De Augustinis tutto ciò si può e si deve interrompere: "La situazione politica è favorevole: possiamo innestare non solo la prima, ma tutte le marce fino alla quinta e andare veloci! Abbiamo un sacco di risorse e mezzi, mentre siamo stati trascurati oltremodo dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite nel tempo, suddite come sono state di Perugia in maniera patologica. Ma se qualcuno, nel capoluogo, pensa ancora che può far fare a Spoleto quel che vuole, sappia che è fuori strada. Come nella vicenda del tribunale di Spoleto, ben nota a tutti a cominciare da Domenico Benedetti Valentini (presente in prima fila) che tanto si è battuto per non farcelo portare via", (è stato uno dei principali artefici del salvataggio). "Ebbene, a Perugia non è andata giù quella partita. C'è chi sogna una Spoleto senza risorse, una città adagiata su se stessa. Io vi dico - ha concluso De Augustinis - che possiamo fare nostra la battaglia per i nostri figli, per farli crescere e vivere qui, per farli lavorare qui senza raccomandazioni, perché saranno eccellenze in quanto spoletini".

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