politica

'No' di Mattarella a Savona, Salvini a Spoleto tuona: 'L'Italia non può più essere schiava di Berlino e Parigi'

 

Parole di fuoco nei confronti del Quirinale: 'Questo Paese merita di meglio, riprendiamocelo'

 

“Non possiamo continuare ad essere schiavi di Berlino, di Parigi e dei poteri forti. Andremo al Governo solo e soltanto se sarà libero”. Ne ha per tutti Matteo Salvini, giunto a Spoleto oggi nell’ambito del suo tour in Umbria in vista delle prossime elezioni politiche. A partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dopo il suo “no” a Paolo Savona


come ministro dell’economia e la conseguente rinuncia dell'ormai ex premier Giuseppe Conte: “Si è preso una brutta responsabilità: gli abbiamo presentato una lista di ministri che da lunedì sarebbero stati pronti ad operare - ha affermato in piazza Garibaldi - ed io personalmente non vedevo l’ora di andare nel mio ufficio di ministro degli Interni per riportare un po’ di ordine e di sicurezza in questo Stato. Qualcuno però ha detto che questo Governo non deve partire perché il ministro dell’economia non risulta simpatico ai signori dello spread, delle banche, magari a Berlino o a Parigi. Questo significa che l’Italia è una democrazia limitata, che il nostro voto arriva fino ad un certo punto. Avremmo potuto quindi fare l’ennesimo passo indietro e portarci a casa qualche ministero, facendo finta di niente ma io dico che la dignità vale di più. Gli unici che ora possono dire chi ha ragione e chi ha torto sono i cittadini italiani e sarà una scelta di vita: i poteri forti, le burocrazie europee e il Pd di Matteo Renzi ci hanno portato in questa situazione e quando guardo una piazza come questa di Spoleto mi dico che l’Italia merita di meglio. Non possiamo più essere schiavi di nessuno. Abbiamo il Paese più bello del mondo, riprendiamocelo per lasciarlo ai nostri figli”.

Salvini, accolto dal candidato sindaco della coalizione di centrodestra Umberto De Augustinis, dal segretario locale della Lega Sandro Cretoni e da una folta platea di cittadini, in seguito ha raggiunto il ristorante Zengoni per una cena insieme a tutti i simpatizzanti ed i militanti del Carroccio. 



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