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Luigi Fortunati, il custode della cultura, nel Laboratorio di De Augustinis
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Luigi Fortunati, il custode della cultura, nel Laboratorio di De Augustinis
Snobbato per anni dalle attività comunali, è stato chiamato dal magistrato
In ritardo. La soddisfazione per l'opera svolta nella cura delle opere artistiche, ammucchiate nel capannone a Santo Chiodo, è arrivata da dove meno se l'aspettava. Il suo nome è stato fatto dal candidato a sindaco del centrodestra De Augustinis. L'ha voluto nella lista dei consiglieri. Luigi Fortunati, interpellato, ha
accettato la candidatura. Non gli era mai sfiorata l'idea di scendere in campo per la sua elezione e di quella del sindaco.
Fortunati, inoltre, fa parte del laboratorio di idee voluto dal candidato a sindaco. Chi meglio di lui conosce il patrimonio artistico immagazzinato nel capannone comunale?
Per anni è stato tagliato fuori dalle attività comunali. Nessuno gli telefonava. Anche perché non disponeva di un apparecchio telefonico. E per non cadere in depressione s'inventò il lavoro di catalogazione del patrimonio artistico che aveva in custodia. Non solo. Col suo portatile, portato da casa, s'informò su ogni artista. Dagli antichi a quelli moderni. Tra i quali figurano nomi spoletini.
Insomma, è a lui che si deve la tutela di un imponente patrimonio. Ed è per questo suo merito che De Augustinis l'ha chiamato.
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