le interviste di Sol
Verso le amministrative, a tu per tu con Filippo Ugolini. 'Ecco la città per la quale sto lavorando'
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Verso le amministrative, a tu per tu con Filippo Ugolini. 'Ecco la città per la quale sto lavorando'
Il coordinatore dei giovani di Forza Italia e la nuova generazione che dà ancora una possibilità alla politica
E' uno dei candidati più giovani in consiglio comunale alle prossime amministrative, ma è già alla sua seconda esperienza elettorale. Filippo Ugolini, 23 anni, coordinatore dei giovani di Forza Italia Spoleto, si racconta a Spoletonline.
Filippo, partiamo subito con una domanda politica: ma l'amministrazione uscente non è di centrodestra? Perché esprime due candidati sindaco che andranno contro il vostro? "Veramente a quale area politica appartenga l'amministrazione uscente non lo abbiamo ancora capito, anche perché forse per primi non lo
hanno capito nemmeno coloro che ne fanno parte. Erano partiti come persone provenienti da un'area ben definita, ex Movimento sociale italiano-Alleanza nazionale; dopodiché diciamo che hanno intavolato tuttala loro amministrazione con un colloquio continuo, un filo diretto con Catiuscia Marini, e oggi ci ritroviamo Camilla Laureti candidata con il Pd e Maria Elena Bececco indipendente".
Eppure anche voi siete alleati con una parte di quell'esperienza: Rinnovamento."Sì, la nostra è una coalizione inclusiva. Rinnovamento, nella fattispecie, si è depurato da quelle realtà non positive che hanno fatto parte dell'amministrazione uscente. A queste condizioni, con lo spirito originario di Rinnovamento, noi possiamo condividere un percorso, simile a quanto già fatto nel 2009".
Dicci le priorità da realizzare entro i primi cento giorni di amministrazione in caso di vittoria. "Innanzitutto verificare il bilancio dell'ente e, quindi, il modo in cui sono stati investiti sia i finanziamenti vincolati provenienti da Regione e Governo sia i proventi dalla tassazione locale e dalle multe. Poi aderiremo al servizio Amministrazione Trasparente, così da garantire finalmente ai cittadini la possibilità di verificare tutto l'operato degli organi amministrativi: delibere, determine, incassi e uscite. Poi l'arredo urbano e la cura del verde: dobbiamo tornare ad essere una città accogliente per chi la visita e vivibile per chi ci risiede. E poi c'è la macchina comunale: più che una priorità, un'urgenza".
Stravolgimenti in vista? "Non so se si chiamino stravolgimenti, ma di certo una verifica degli uffici esistenti, dell'organigramma e conseguente riassetto amministrativo degli uffici e delle dirigenze".
Anche questo entri i cento giorni? "Assolutamente sì. E aggiungo, nello specifico, una verifica nell'ufficio dei bandi europei, e poi la costituzione della consulta dei giovani, al momento cancellata dal Comune di Spoleto".
Qual è, secondo te, il livello di partecipazione dei giovani in politica? "Purtroppo in questo momento non è alto, perché c'è innanzitutto un disinnamoramento dovuto a vicende nazionali ma soprattutto un mancato coinvolgimento a livello locale. A questo proposito ho in programma di istituire nuovamente la consulta giovanile, un canale valido di confronto tra l'amministrazione e i giovani e un modo concreto per crescere anche le future classi dirigenti. E' uno degli strumenti, molti, che l'attuale amministrazione ha lasciato all'abbandono in questi anni".
Dunque immagino che la tua azione amministrativa partirà proprio dai giovani. "Senza dubbio. Politiche giovanili e, di conseguenza, recupero delle frazioni, eliminando l'isolamento in cui versano molte di esse sia sotto l'aspetto infrastrutturale sia tecnologico sia, addirittura, sociale. Penso alle strade, dunque, ma anche alla fibra ottica e agli spazi di aggregazione come i verdi attrezzati, molti dei quali versano in uno stato indecoroso. Andrò ad analizzare il bilancio comunale relativo al discorso viabilità, per dare trasparenza sui fondi che saranno poi impiegati per rifare strade e segnaletica, verticale e orizzontale".
Come intendi muoverti? Hai una tabella di marcia? "Terrò un diario dei vari risanamenti realizzati, come avvenuto già a Perugia. Servirà per dare ai cittadini una sorta di rendicontazione relativa ai soldi incassati dalle multe e poi spesi, per sistemare l'intero comprensorio spoletino partendo dalle realtà più disastrate".
A proposito di Perugia, è noto il tuo buon rapporto con il sindaco Romizi. Il diario è una sua felice intuizione: quali altri spunti prenderai dalla sua apprezzata azione amministrativa? "Romizi sta risanando Perugia, è un vero esempio. Per l'amicizia che ci lega cercherò di lavorare per dar vita ad alcune iniziative di comune accordo: una di queste potrà essere ad esempio la collaborazione sulla Sanità e la ricerca. Grazie all'accordo con il Comune di Perugia e l'Università degli Studi di Perugia (alla quale proporrò questo progetto), lavorerò per giungere alla firma di un protocollo per portare un comparto considerevole della ricerca presso l'ospedale di Spoleto. Credo che la difesa e il rilancio del nostro San Matteo degli Infermi passino anche da operazioni come questa, che ne qualificano ancor di più il già elevato livello di professionalità".
Il tuo pensiero sulla questione lavoro e sviluppo economico. "E' un aspetto che sicuramente ha vissuto la maggior crisi in questi ultimi anni, dovuta anche a una mancata presenza delle istituzioni a partire dall'amministrazione comunale, che non ha di fatto preso in mano i reali problemi della città. Penso alle vertenze Maran, Panetto e Petrelli, Ims e altre, a cominciare da quelle realtà positive del territorio spoletino che non hanno trovato risposte dall'istituzione locale nel momento in cui hanno palesato una richiesta o un'esigenza di sorta. Il rischio è quello di far fuggire dal territorio posti di lavoro.In questo senso abbiamo intenzione di eliminare molta burocrazia per chi viene a investire in città, potenziando lo sportello unico per le impresee renderlo più funzionale. Poi occorre aiutare chi investe anche dal punto di vista economico".
In che senso? "Sto studiando sgravi fiscali per chiapre aziende nel territorio e assume personale locale con contratti a tempo indeterminato. Unsistema di incentivazione defiscalizzante per chi crea posti di lavori veri, sempre nel rispetto dell'integrità dei principi contabili del bilancio".
Chiudiamo col Festival, fiore all'occhiello di questa città. "Dovrebbe essere la prima industria di Spoleto, soprattutto in quanto a indotto. Sul Festival sicuramente è necessaria una reinterpretazione, che punti alla valorizzazione massima dell'evento e alla meritocrazia per le scelte apicali, a cominciare dalla Direzione Artistica. Dunque occorre un bando internazionale per la Direzione, partenariati internazionali per creare eccellenze e tanti, ma tanti posti di lavoro. Penso no solo agli artisti ma anche alle maestranze, agli attrezzisti e tecnici. Vedrete".
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