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Sviluppumbria nel mirino del Movimento 5 Stelle: 'Subito una commissione d'inchiesta'
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Sviluppumbria nel mirino del Movimento 5 Stelle: 'Subito una commissione d'inchiesta'
La proposta del consigliere regionale Carbonari: 'Fondamentale liberare la partecipata dall’ingerenza e dal giogo della politica'
Subito una commissione d’inchiesta per analizzare la gestione di Sviluppumbria. A richiederla attraverso una nota è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Maria Grazia Carbonari, alla luce delle “numerose violazioni
di legge nel mancato invio di relazioni” e dei “giganteschi errori, pagati dagli umbri, devi vertici di nomina politica”. In questi giorni leggiamo la notizia di una inchiesta che ha visto accusati 53 dirigenti e 12 dipendenti della Regione Marche per gravi reati quali abuso d’ufficio, falso ideologico e truffa aggravata in merito a 776 assunzioni senza concorso, per un danno erariale stimato di oltre 121 milioni di euro. La vicenda riporta alla luce l’importanza di una gestione trasparente non soltanto delle amministrazioni regionali e comunali, ma anche della miriade di loro enti partecipati, spesso ostaggio della politica e utilizzati per assunzioni e consulenze a soli fini elettorali.
Le tecniche emerse dall’inchiesta sono sempre più raffinate. “Assunzioni co.co.co, lavori socialmente utili o a tempo determinato, poi trasformati (senza concorso) in assunzioni a tempo indeterminato, ovviamente solo per i ‘prescelti’ e a danno di vere competenze, magari sfruttate per anni e poi buttate via. Altre volte si assume a discrezione chi si vuole (senza alcun concorso) in enti formalmente privati, che si sa verranno poi assorbiti dall’ente pubblico, trasformando magicamente tutti quei lavoratori in dipendenti pubblici indeterminati. Così, mentre per qualche manciata di posti sostengono concorsi durissimi centinaia di migliaia di persone con titoli e preparazione, i beneficiari di questi squallidi giochetti sono raccomandati della politica, parenti, amici, amanti, che poi di solito devono ripagare il loro protettore con voti, clientele, soldi o altre utilità”.
Queste storie, spiega la Carbonari, “indignano soprattutto in questo contesto così difficile di povertà, disoccupazione, emigrazione, che vede la nostra Umbria tra le peggiori regioni d’Italia. Questo quadro economico e sociale disastroso dovrebbe aprire una riflessione seria anche sul ruolo svolto da Sviluppumbria, la cui ragione sociale appare oggi quanto mai beffarda. Abbiamo scoperto che dal 2011 Sviluppumbria o la Giunta per suo conto, non inviano le relazioni annuali sull’operato della partecipata al Consiglio regionale, in palese violazione della legge regionale 1 del 2009”.
A ciò, aggiunge, “possiamo aggiungere altre recenti vicende di cui ci siamo occupati: lo scandalo FlyVolare, i progetti in Brasile e Palestina con a capo ex politici PD e altre. Esempi che mostrano che è necessario rendere più trasparente la partecipata, che riceve ogni anno milioni di euro di soldi dei cittadini e sarebbe da considerarsi una società pubblica a tutti gli effetti e non uno strumento di partito come sembra essere diventata. La componente politica è evidente, a partire dal direttore generale Agostini, professionista sicuramente di alto livello, ma anche un politico di spicco: ex tesoriere, parlamentare e componente della direzione nazionale del Partito Democratico. Agostini tra qualche mese supererà la soglia dei 66 anni sette mesi di età della pensione, ma da quanto si legge nei giornali lui non avrebbe alcuna intenzione di farsi da parte e nei palazzi si vocifera che la Presidente Marini avrebbe pronto uno stratagemma per consentirgli di mantenere la carica”.
Leggendo poi tra i “consulenti esterni” (assunti senza concorso) di Sviluppumbria si notano nomi legati al Partito Democratico, “con rinnovi a catena - ha detto il consiglieri - e curricula molto molto scarni. Stratagemma che consente a queste persone di prendere uno stipendio pubblico da anni senza alcun concorso. Riceviamo poi sistematicamente segnalazioni molto precise in merito alle anomalie presenti in Sviluppumbria, segnalazioni la cui veridicità vogliamo sempre verificare, ma da qualche mese l'azienda si rifiuta di fornirci i dati per fare i nostri riscontri adducendo un ‘abuso di diritto’ da parte nostra, anche quando abbiamo ridotto il numero di dati richiesti. Abbiamo allora depositato una interrogazione alla Giunta con nomi e cognomi segnalatici affinché venga verificata la veridicità delle segnalazioni. Se anche la Giunta dovesse traccheggiare, se ne assumerà la responsabilità e saranno direttamente le autorità competenti a verificare quelle assunzioni e quei rimborsi. Visto che in Sviluppumbria ci sono tante straordinarie professionalità e oggi più che mai abbiamo bisogno di un ente che si occupi dello Sviluppo dell’Umbria riteniamo vitale liberare la partecipata dall’ingerenza e dal giogo della politica, di qualunque colore essa dovesse essere. Come primo passo proporremo l’istituzione di una commissione d’inchiesta che analizzi alcuni recenti vicende, l’organizzazione interna, la gestione del personale e i progetti futuri per lo sviluppo della regionale”.
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