politica

Amministrative, l'architetto Bruno Gori disponibile a correre per il centrosinistra

 

Una figura civica e di altissimo livello da contrapporre all'altra, altrettanto valida, del magistrato De Augustinis per il centrodestra. Entro giovedì tutti i nodi saranno sciolti

 

"Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare", recita un adagio del pallone. Lo sanno bene anche in casa Pd, dove alla probabile candidatura del magistrato Umberto De Augustinis per il centrodestra qualcuno ha pensato di contrapporre un'altra figura di altissimo livello: l'architetto Bruno


Gori. E' suo, infatti, il nome civico proposto proprio oggi sul tavolo regionale del Partito di Renzi da una delegazione rappresentativa della minoranza dem a Spoleto. Un nome civico, quello di Gori, che non ha agganci diretti con l'area bocciana del Pd o con altre sfumature minoritarie. Un nome, il suo, proposto come superamento della candidatura, arcinota e un po' datata, dell'assessore comunale alla Cultura uscente Camilla Laureti quale candidato sindaco per il centrosinistra.

In linea con quanto era stato richiesto a livello regionale durante la riunione di venerdì scorso, il nome presentato oggi è a tutti gli effetti civico ma di caratura più che elevata. Amministratore della cooperativa Coo.Be.C. e presidente della Pro.Rest., nel suo curriculum Gori vanta incarichi di massimo livello col Miur (Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca) e il Mibact (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo), che lo hanno reso protagonista di recuperi di beni artistici in tutta Italia. Due esempi su tutti: il restauro di Palazzo Collicola con l'architetto Macchia e il restauro della Rocca Albornoziana. A questi si aggiungano i progetti di restauro nelle aree archeologiche della Cirenaica in Libia, il complesso museale di san Francesco a Montefalco e numerose chiese e palazzi nel territorio nazionale. Membro attivo del Rotary Club, ne è stato presidente a Spoleto qualche anno fa. Nella città del Festival ha intrapreso importanti collaborazioni sia con la Fendi sia con Toscano, da cui sono nate pubblicazioni e produzioni artistiche riconosciute.

L'architetto Gori ha già dato la propria disponibilità alla candidatura a sindaco di Spoleto, ovviamente ponendo alcune condizioni che potrebbero essere prese in considerazione entro le prossime 24-48 ore, vale a dire quando giungerà la risposta ufficiale del Pd regionale e, soprattutto, del Pd locale, la cui Segreteria potrebbe essere orientata a tenere duro sulla Laureti rilanciando, per così dire, con l'eventuale proposta di un posto in giunta per Gori. Un'idea, quella della Laureti ad oltranza, che sembra più incontrare gli interessi di alcuni che i favori di molti, dato che più che civica quella dell'assessore alla Cultura uscente è una figura della precedente amministrazione, contro la quale l'intero gruppo consiliare del Pd aveva posto la sfiducia con una mozione apposita appena un anno fa. Strano a dirsi, oggi tre di quei sei consiglieri comunali la propongono candidato a sindaco... Ma è pur vero che cambiare idea, a volte, è sinonimo di maturità. Ad ogni modo, qualora la maggioranza dem dovesse puntare i piedi sul suo candidato contando sulla forza dei numeri in assemblea, allora significherebbe che la differenza la si fa sui nomi e non sui programmi o la caratura del candidato, e quindi di fatto la frattura sarebbe definitiva. Questione di poche ore per conoscere l'esito della telenovela.



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I commenti dei nostri lettori

comitato 19 giugno

8 anni fa

Tutto chiaro, a leggere l'articolo ed i commenti, pur in presenza di un candidato di tutto rispetto, il centro sinistra spoletino ha giá cominciato a farsi del male. Auguri

cittadino curioso

8 anni fa

io intravedo molti conflitti d'interesse essendo direttore di lavori di diversi grandi appalti per il Comune di Spoleto.

Elettore disorientato.

8 anni fa

Quello che rattrista di più in questo marasma pre-elettorale è che molti spoletini per eleggere il loro sindaco non si basano sull' integritá morale e sulle capacitá individuali delle singole persone che potrebbero candidarsi, bensì sulle indicazioni che vengono loro dettate dagli esponenti dei singoli partiti, atte a favorire alcuni "misteriosi" interessi. Perché ritengo che se una persona è valida, al di lá delle sue simpatie o delle sue appartenenze politiche, se l'obiettivo è quello di lavorare effettivamente per il bene della cittá e dei cittadini, essa dovrebbe incontrare il parere favorevole di tutti. Con l'anima e il cuore in pace di tutti.

Gervaso

8 anni fa

Se questo signore è "civico" io sono frate. Faceva parte della segreteria loretoni, in quota Bocci probabilmente, quindi dirigente di partito. E certo con tutti quei lavori nella pubblica amministrazione, come giustamente sottolineato da voi, forse sarebbe meglio si dimettesse dalla coobec? Così come de augustinis sarebbe meglio si dimettesse da magistrato, se diventasse sindaco? Non si può fare sindaco e magistrato, ente appaltante e ditta appaltatrice, arbitro e giocatore. http://www.umbria24.it/politica/pd-spoleto-loretoni-presenta-la-nuova-segreteria-avremo-il-nostro-candidato-alle-regionali

Trilussa

8 anni fa

Cara Francesca Bencivenga tu lo sai che li corvi vivono a loro agio tra la monnezza? E allora de che te meravigli??

Francesca Bencivenga

8 anni fa

Bruno Gori è un ottimo professionista. La sua famiglia è stimata in cittá e le sue qualitá e le sue competenze sul settore della cultura sono tra le più autorevoli che la cittá possa esprimere. Trovo assurdo che il Pd abbia rigettato l’opportunitá di candidarlo a Sindaco o abbia pensato, come provocatoriamente scrive qualche altra testata giornalistica, di proporlo tuttalpiù come vicesindaco portaborse di tale Camilla Laureti, ma candidato sindaco mai. In una ricostruzione di un altro giornale online ci viene detto che Matteo Cardini, Stefano Lisci e Daniela Tosti abbiano detto no alla candidatura a primo cittadino, in un incontro tenutosi ieri. Ma chi sono questi soggetti? Si ergono a giudici di una delle migliori energie culturali della cittá senza neanche avere un decimo della sua autorevolezza e della sua preparazione culturale. È proprio vero che dopo aver toccato il fondo, si può sempre iniziare a scavare per andare ancora più giù! Bravi, mi avete convinta a votare cinque stelle, togliendomi ogni dubbio.

Franco Manili

8 anni fa

In America quando sì vuole misurare l ‘ affidabilitá di un politico si chiede: “ comprereste un’ auto usata da quel politico”? Io da Umberto De Augustinis la comprerei. Dai vari Laureti, Benedetti, Brunini, Lisci ...., visto quello che hanno fatto politicamente nel passato, l’ auto non la comprerei. No, grazie. Basta. Rialziamoci, come cittá, affidandoci a persone serie come De Augustinis.

Roberto Proietti

8 anni fa

Umberto De Augustinis è la scelta giusta e potrebbe fare molto per il nostro Tribunale e per la nostra cittá, vista la sua esperienza di lavoro alla Presidenza del Consiglio dei ministri. Nei commenti che ho letto alcune valutazioni sono condivisibili, soprattutto sul passato della cittá, ma dobbiamo soffermarci anche e soprattutto sulle capacitá. Ho letto dei politici del passato e ne condivido alcuni giudizi, ma ad esempio, Massimo Brunini aveva esperienza ed energia straripante, nonostante qualche problema con la lingua; Luciano Lisci correggeva i temi di italiano a mia figlia. Spazio al merito, alle competenze per tornare a competere.

Giuliano Mancini

8 anni fa

Il copione e' gia' scritto: Cardini e Lisci stanno preparandosi per portare il Pd sotto la soglia del 15 per cento. Ovviamente Lisci fara' incetta di preferenze lasciando il secondo posto della lista al consulente ai grandi affari! Camilla Laureti scrivera' l'epitaffio sulla tomba del Pd che la preferisce ad uno spoletino verace ed un uomo di grande cultura, oltre che una persona dai modi garbati come Bruno Gori. E tutto questo dietro la regia della Governatrice Marini. Che, prima di veder franare il Pd alle prossime regionali, vuole sposare il motto: "Muoia Sansone con tutti i Filistei!".

Fabio Conti

8 anni fa

Il teatrino della politica spoletina è sempre più uno spettacolo desolante. Ennio Flaiano avrebbe detto che " la situazione è grave, ma non è seria". E' grave, molto grave la situazione sociale ed economica della citta', grave come non lo e' stata mai, se non come ai tempi del disastro che colpi' la realta' delle nostre tanto care miniere di Morgnano. La ex Pozzi, la Maran, il gruppo Novelli, tanto per fare degli esempi dolorosi, stanno vivendo momenti difficilissimi, e con loro le numerose famiglie dei loro lavoratori. Un contesto del genere dovrebbe portare ad una assunzione di responsabilita' collettiva per provare a reagire, a rilanciare con delle progettualitá innovative, a non rassegnarsi definitivamente. Dovrebbe..., ma " la situazione è grave, ma non è seria." Non e' serio vedere come parte della politica locale sia ancora ferma alla rappresentazione di progettualitá vecchie, autoreferenziali , con sceneggiature scritte dalle solite famiglie, nei salotti di palazzi sempre più fatiscenti e decrepiti. " Historia vero testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis " ( Cicerone) - " . La storia in veritá è testimone dei tempi, luce della veritá, vita della memoria, maestra di vita, messaggera dell'antichitá" -. La storia è maestra di vita, o dovrebbe esserlo. Se non si conosce il proprio passato non si puo' guardare al futuro! Negli anni ottanta la Regione dell' Umbria ridisegnava la propria organizzazione sanitaria, e in quelle scelte Spoleto, che era stata autonoma fino ad allora, viene accorpata a Foligno. Fù un fatto eclatante. Votò compattala maggioranza di sinistra, e il consigliere regionale spoletino di allora, Luciano Lisci, voto' a favore....! Iniziarono da allora anni di una difficile integrazione, che lasciava aleggiare costantemente il rischio di una annessione della realtá più piccola, quella spoletina, da parte di quella più grande, quella folignate. Seguirono anni difficili, sterili discussioni sulla costruzione di un ospedale unico, obiettivo mai realizzato. Venne poi il periodo difficile del terremoto del 1997, che porto' in seguito Foligno a costruire anche un nuovo Ospedale, mentre Spoleto rimase in larga parte inspiegabilmente e con molte polemiche fuori dall' Area del cratere. Il sindaco di allora, Sandro Laureti, non venne ricandidato dalla sua parte politica, sull' onda delle ampie critiche interne emerse, e venne proposto Massimo Brunini. Nel frattempo prende forma il nuovo ospedale di Foligno, struttura ultra moderna e all'avanguardia, e l' ex sindaco di Spoleto Sandro Laureti ne diventa il direttore. La crescita della realtá sanitaria folignate è tale che arriva a competere con quella perugina, mentre per quella spoletina si acuiscono le criticitá, con la percezione di un lento, ma inesorabile ridimensionamento. Arriviamo poi agli anni della giunta Benedetti, con le polemiche del buco di bilancio, le indagini delle autoritá di controllo, la bocciatura del piano regolatore e una cittá sempre più debole sul contesto regionale. In ultimo la giunta Cardarelli, che nasce sulla spinta di tante attese, e si conclude drammaticamente con la scomparsa del nostro caro Fabrizio. Ci sarebbe da scrivere tanto, ancora molto di più, ma la cronaca di oggi fa venire meno la voglia. Si legge delle polemiche legate al terremoto, di un partito democratico sempre ostaggio delle liti interne, dove si predica il rinnovamento e poi lo si pratica con la figura di Stefano Lisci, figlio di quel Luciano consigliere regionale sopra menzionato, si fa appello ad una nuova stagione politica, e si propone sindaco Camilla Laureti, nipote di Sandro Laureti, sopra menzionato...! La trama si ripete, la storia a Spoleto non sembra insegnare nulla. Io sono un vecchio repubblicano, oramai con non tanti anni davanti, ma spero ancora di poter davvero rivedere la nostra Spoleto risplendere come nei momenti migliori del suo glorioso passato. Abbiamo bisogno di persone brillanti e capaci. Ho letto del dottor Umberto De Augustinis e del dottor Bruno Gori, sono due intelligenze tra le migliori che la cittá possa esprimere come sindaci. Auspichiamo che uno di due possa essere candidato sindaco e diamo il nostro contributo. E chiudiamo le porte al passato peggiore che tenta di ripresentarsi...!

Sante Marchi

8 anni fa

Direi una bellissima intuizione! L’architetto Bruno Gori, oltre ad essere un Valente professionista con un curriculum di tutto rispetto è persona equilibrata e profondo conoscitore della cittá! Credo che in questo particolare momento sia la persona giusta per la cittá di spoleto! Come spoletino sono convinto che il lavoro e la cultura sono elementi fondanti di questa cittá e quindi si debba ripartire dalla cultura fiore all’occhiello da sempre della nostra comunitá dove l’architetto Bruno Gori giocherebbe sicuramente un ruolo da protagonista. Se il PD dovesse scegliere una persona che non ha questo tipo di caratteristiche, tutto farebbe supporre di voler fare la stessa fine del partito a livello nazionale dove Renzi, pur di imporre persone in maniera anti democratica, solo perché a lui fedelissime, ha “ottenuto” una sconfitta epocale. Auspico pertanto che un profilo civico come quello dell’architetto Gori possa essere la scelta del pd locale ovviamente in favore alla comunitá spoletina! Se Cardini si fa imporre un nome come quello della Laureti, senza analizzare attentamente anche altri profili, significa non saper minimamente esercitare il ruolo, non saper ascoltare e interagire con la cittadinanza! Auguri

fragolina

8 anni fa

Candidatura autorevole,interessante,con tutte le probabilitá di succesdo. Voterei architetto Gori e PD. La Camilla Laureti,Mauro Luchetti e tutto il trasversalismo inopportuno può restarsene tranquillamente a Roma.

ciliegina

8 anni fa

Penso che i Cardini,Lisci,Capitani,Gambetti,Mazzoni,Tosti e compagnia cantando devono rinunciare alla candidata sindaco proveniente da una amministrazione “strana”di centro destra che di civico non ha nulla e riconsegnare il tutto al 《grande》Luchetti Mauro e ai Romani.

ciliegina

8 anni fa

Penso che i Cardini,Lisci,Capitani,Gambetti,Mazzoni,Tosti e compagnia cantando devono rinunciare alla candidata sindaco proveniente da una amministrazione “strana”di centro destra che di civico non ha nulla e riconsegnare il tutto al 《grande》Luchetti Mauro e ai Romani.

mauro

8 anni fa

Ora si può tornare a votare il PD. Certamente prima leggere il programma.

Fabio Proietti

8 anni fa

L'architetto Bruno Gori è davvero una persona perbene e preparata. La cittá farebbe davvero un salto di qualitá importante, ma pensare che il gruppo dirigente, o presunto tale, possa ancora essere fermo nel sostenere un assessore anonimo, non spoletino e conosciuto solo per il cognome che ha segnato negativamente e in modo drammatico le sorti della sanitá spoletina, fa sorgere uno sconforto totale. L'eccellente Bruno Gori non si confonda con la mediocritá di questi personaggi, gli elettori sapranno cancellarli elettoralmente e i vari Lisci, Gelmetti, Stella e Alleori avranno più tempo per organizzare qualche sagra della porchetta, consona alla loro statura culturale, più che avere addirittura la presunzione di occuparsi del governo di una cittá splendida come la Nostra. Spoleto merita molto di più.

claudio(che non vota PD)

8 anni fa

PD regionale? E cosa c'entra il PD regionale con Spoleto, vuole comandare anche qui? No No No la decisione deve essere solo di Spoleto.(

andrea federici

8 anni fa

Dopo mesi di buio e ridicolaggini una scelta seria e autorevole. Ora posso votare PD.

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