cronaca

Dove sei finita, protezione civile?

 

Una questione annosa e un nuovo dirigente che non sembra averla presa di petto. Qualche curiosità da Udine

 

Un piano emergenza che non ha convinto in occasione delle recenti ondate di maltempo, la città allagata due volte senza che la protezione civile fosse stata mobilitata, dubbi sulla presenza effettiva di un piano antincendio per il gruppo comunale. Sono queste alcune tematiche che è lecito sollevare dato


che la dirigente responsabile del servizio, l'architetto Barbara Gentilini da Udine, vincitrice del concorso lo scorso autunno, non sembrerebbe ancora aver preso in mano la pur complessa macchina della prociv di Spoleto. Una macchina arrugginita da tempo, senza dubbio, per via di attriti interni che sono ben noti agli spoletini e che risalgono addirittura agli anni della sindacatura Benedetti.

Ad ogni modo, la dirigente friulana, che a fine marzo completerà la formalità del periodo di prova prima di entrare a titolo definitivo nell'organico del Comune di Spoleto, nell'ente in cui ha ricoperto l'ultimo incarico dirigenziale prima di quello attuale - Comune di Udine, appunto, a guida Pd - non sembra aver lasciato esattamente una scia di estimatori dietro di sé, come si può evincere da una serie di articoli di cronaca locale (tra cui Il Messaggero Veneto e Il Perbenista Friuli Venezia-Giulia). Nell'ordine, il giovane architetto si sarebbe autonominata progettista, insieme a un ingegnere, dei lavori di pedonalizzazione di Mercatovecchio, a Udine, pur essendo al contempo dirigente del servizio e responsabile unico del procedimento. Inoltre, la Gentilini è anche responsabile unico del procedimento relativo ai lavori di ristrutturazione del palasport Carnera, sempre a Udine. Una vicenda che ha portato la ditta vincitrice dell'appalto da 2 milioni e mezzo di euro, la Polese, a fare causa al Comune di Udine a maggio 2016, al punto che lo stesso ente ha messo prudenzialmente da parte mezzo milione di euro in previsione di una possibile sconfitta legale. E altre amenità del genere, che vanno dalla presenza inquietante di un quadro elettrico "volante" al termine di lavori pubblici fino al ricorso al Tar all'esposto all'anticorruzione, presentato dall'opposizione, in merito al prolungamento dell'incarico di tre mesi conferito alla stessa Gentilini, proprio nel mezzo della "bufera Carnera", a febbraio dello scorso anno.

Certamente chi ricopre incarichi di responsabilità nelle pubbliche amministrazioni incorre spesso in infortuni legali come quelli di cui sopra, come ben sa anche il predecessore della Gentilini, l'architetto Giuliano Maria Mastroforti. Tuttavia, quel che traspare dal modo in cui è stata gestita negli ultimi mesi la protezione civile di Spoleto di fronte alle varie emergenze pioggia e neve che si sono succedute, rende lecita più di una perplessità. A meno che, ma questo non è certo dato saperlo, non si scopra che lo stato di abbandono in cui versa la protezione civile locale non dipenda dalla dirigente in questione ma da qualcun altro, come ad esempio l'indirizzo politico (il sindaco pro tempore Bececco) o la gestione della materia affidata a qualcuno dei tre dipendenti comunali in forza al Servizio Ambiente, Manutenzione e, appunto, Protezione Civile. Qualcuno chiarirà come stanno le cose, dato che la città ha bisogno del suo gruppo di portezione civile.



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