società

Politici ai talk show: parlare del silenzio e del punto G-ente

 

 

Negli interminabili talk show televisivi si apprezza il western all'italiana, il gioco delle parti, l'immancabile cattivo, il buono, il brutto no, è assente, non è politicamente corretto, e poi, con cerone , cipria e filtri adatti, si vincono terribili battaglie estetiche. L'unica cosa che resiste,


 ostinandosi, è la convinzione, che le logorroiche, estenuanti, insopportabili lezioni di democrazia, dei nostri politici in tv, abbiano ancora un senso. Ospiti killer, designati dai partiti, solo per dissentire l'ovvio, scuotendo la testa continuamente, quando i rivali rivelano l'intruglio miracoloso della soluzione dei problemi, oppure c'è l'avversario che sorride, deridendo chiunque abbia la parola, sotto l'occhio compiaciuto del bravo conduttore. Ripescando Ferrini, D'Agostino e Bracardi, in quelli della notte di Arbore, programma rimasto nella memoria collettiva, potremmo raggiungere l'apoteosi, in un gemellaggio dell'insensatezza. Con la differenza che i personaggi sopracitati erano piuttosto credibili, nella loro follia artistica, mentre a rappresentare i politici sarebbe sufficiente una bandiera gialla ( altro programma radiofonico cult ) ma di quelle che espongono le navi. La frase ricorrente del politico è " noi stiamo tra la gente, con la gente, noi viviamo i problemi della gente " Qualcuno calca sulle G per rafforzare modo il concetto. Il problema è che la gente , con una G o 2 , non si è mai accorta della loro presenza. Nessuno di loro offre credibilità, sudditi devoti al loro leader, che in nome e per conto, si immolano al ridicolo. L'avvento di internet ha bypassato, questi indegni spettacoli televisivi, queste maschere cadenti, che facendo finte baruffe, si inerpicano sulla nobiltà della politica, riducendola a brandelli. Nella corsa alla democrazia, sono doppiati, ma sono candidamente convinti di essere primi. Bravi continuate a correre, perché poi, al traguardo non troverete nessuno.


 



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I commenti dei nostri lettori

velleitario

9 anni fa

In questo utile ma complesso argomento,forse prima per me,occorre non solo leggere per sapere,leggere per capire.nei western all'Italiana,interminabili talk shov-peraltro non imposti in modo coercitivo-ma evitabili attraverso il telecomando e il dono del discernimento,quindi della libertá individuale,si sostanzia la superficialitá di tutto l'ordine dominante.Il benpensante aborrisce a ciò, ma segue con interesse da come si evince!!E' pacifico che il nuovo modello di comunicazione stride per chi a i capelli grigi e non è predisposto a tutto ciò che è,e sará innovazione come le tecnologie digitali,internet,intelligenze artificiali,ecc,ecc.Mentre sono convinto che anche in questo guazzabuglio si ricava il suo messaggio.Il messaggio dell'uomo come entitá essere umano creato a somiglianza del Creatore.Mi meraviglio invece della meraviglia per le frasi ricorrenti del politico:Noi stiamo tra la gente,con la gente,noi viviamo i problemi della gente.Il noi non preclude il tutti noi, essendo uomo che è politico ed è quella la sua dimensione dominante.Ciò detto non esclude nessuno men che meno gli esponenti di CULTO,i quali ne hanno fatto fondamento della loro esistenza.Sintetizzando un pensiero di Eric Pinchas From:Al centro la persona!!Non come individuo dell'avere ma persona dell'essere e della responsabilitá........(o giù di li)AD maiora

Roberto Quirino

9 anni fa

Non sembra, però, che internet abbia veramente migliorato la situazione. In questa democrazia simulata, nei blog e in varie forme di commenti, in FB, una consistente parte dei partecipanti si sente troppo spesso autorizzata a dire di tutto, con la copertura dall'anonimato di un nickname e con la certezza dell'impunitá quando si sconfina nell'insulto o nelle apologie di stampo razzista o parafascista.

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