E meno male. Almeno è possibile scoprire nuovi talenti, che non hanno avuto grandi opportunità per farsi conoscere. La saletta di Casa Menotti, dove si tengono concerti, è l'ambiente adatto per mostrare il proprio valore artistico. Il pubblico non è numericamente quello dei grandi teatri. Però è di bocca
buona. E centellina la musica proposta nota per nota. Senza il tracanno d'osteria. Il violoncellista Federico Papi è il direttore artistico di questi eventi. Ed ha allestito, per quest'anno, un programma raffinato. Avvalendosi della vasta e fitta rete di conoscenze che gli consente il suo lavoro alla Kajimoto, la più grande industria al mondo che si occupa di veri e propri eventi musicali. Federico Papi, che lavora nella sede parigina dell'azienda giapponese, ha trovato il suo sbocco lavorativo al termine del corso universitario a Parigi in organizzazione di concerti. Gli è abituale fare avanti e indietro da Tokyo o da Pechino, come l'andata e ritorno da San Giacomo del padre. E ciò per dire quanta fiducia è riuscito a conquistarsi in azienda. Per gli appuntamenti a Casa Menotti, Federico ha chiesto di trasferirsi nel periodo del Festival a Spoleto. Neanche a dirlo. La direzione gli ha dato carta bianca anche sul numero dei giorni di trasferta. La cui indennità gli viene regolarmente riconosciuta in busta paga.
Un'eccellenza tra le eccellenze spoletine che andrebbero sfruttate per il bene della città. Al Festival per esempio. Senza dovere rivolgersi ad agenzie o millantatori pagati a peso d'oro e per di più senza vedere cammello. Ma tant'è. La politica è entrata a piene mani nel festival. Corrompendone la natura. Si guarda solo al soldo. E a Roma non ci si è fatta scappare l'occasione. Ogni decisione viene presa nella capitale. La Fondazione Festival è diventata una burla. I suoi componenti sono solo manichini. Pupi, mossi da fili invisibili.
Comunque meno male che c'è Casa Menotti. E grazie anche al giovane Federico Papi, viene custodita gelosamente la ricetta del fondatore del Festival: dare spazio ai geni musicali in nuce, consentendo loro di esprimersi e dimostrare il proprio estro. Domani, 3 luglio, alle ore 18 è la volta del chitarrista Giordano Passini, che si cimenterà con musiche di Bach (Ciaccona in re minore); Liobel (Dos canciones populares catalanes) e poi Rodrigo (sonata giocosa), Ennio Morricone (Film suite) e Giuliani (Rossiniana). Per i veri amanti della musica, buon ascolto.
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