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Ancora un nulla di fatto per il ripristino della fermata del Frecciabianca
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Ancora un nulla di fatto per il ripristino della fermata del Frecciabianca
L'assessore regionale Chianella: 'Chiesto a Trenitalia di riattivarla in occasione del Festival ma al momento non abbiamo avuto alcuna risposta'
“Recentemente abbiamo richiesto a Trenitalia, soprattutto per il periodo di giugno quando si svolgerà il Festival dei Due Mondi, di verificare la possibilità di una fermata del Frecciabianca ma al momento non abbiamo avuto risposta”.
A parlare è l’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella, che oggi in assemblea legislativa ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere Claudio Ricci per chiedere lumi “sulla possibile introduzione in Umbria di servizi ferroviari a media e alta velocità come misura compensativa post-sisma”. “Dal 2014 stiamo chiedendo di ripristinarla, anche in modo sperimentale e a dimostrarlo è la corposa corrispondenza con Trenitalia”.
La questione Tacito Dall’esponente dell’opposizione è poi arrivata la proposta di rimodulare il treno “Tacito” e potenziare così la tratta Terni-Perugia-Milano, ricordando che “in alcune regioni, come la Basilicata, Trenitalia ha attivato servizi ferroviari a mercato nella tratta Taranto (ore 5.48), Metaponto, Ferrandina, Potenza, Salerno (aggancio Alta Velocità), Napoli, Roma, Firenze, Bologna e Milano (ore 14.40), con itinerario sia a rango/velocità ridotta che in rete Alta Velocità, con specifici armamenti e tecnologie. La proposta di rimodulare il treno Tacito - ha detto - risulta tecnicamente analoga, con tratta a velocità ridotta da Terni ad Arezzo e poi Freccia Rossa fino a Milano”.
La risposta di Chianella è arrivata subito dopo: “Si tratta di una questione non praticabile perché interessa quattro regioni. Circola da oltre venti anni e non è mai stata praticata per oggettive difficoltà. Va inoltre precisato che servizi dell’Alta velocità non rientrano nella gestione ordinaria del contratto di servizio e che la Regione Basilicata ha davvero messo in atto l’operazione citata, che ha avuto un costo di 3 milioni 200mila euro, ma si tratta di treni che portano velocità di poco superiore ai 70 km/h. In ogni caso abbiamo interessato Trenitalia di verificare se tecnicamente è possibile utilizzare un Freccia Rossa ‘allungandolo’ da Arezzo verso Perugia, ma su questo non abbiamo ancora avuto risposta”.
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I commenti dei nostri lettori
Realista
9 anni fa
Ormai quella del Freccia Rossa è solo una polemica pretestuosa per lagnarsi, è come se pretendessimo uno yacht per fare la spola da/per l'isola Polvese. E' da notare inoltre che le Frecce non fanno capo al Trasporto Regionale (quindi nessuna committenza con la Regione), ma alla Divisione Passeggeri, che decide in totale autonomia. E se dobbiamo proprio lamentarci, facciamolo riguardo alla linea, che è vecchia di oltre trent'anni e il raddoppio rimasto solo sulla carta!
Passeggero per caso.
9 anni fa
Condivido il commento di Massimo. Infatti, il paragone che si può fare, in rapporto al numero di passeggeri che la utilizzerebbero, è come comprarsi una ferrari per fare il gagá e non avere i soldi per mantenerla. Nei panni di chi continua ad insistere per il ripristino delle fermate di "Freccia Bianca" a Spoleto, non vorrei prima o poi sentirmi rispondere da qualcuno ai vertici di Trenitalia che gli spendaccioni sono la rovina delle migliori famiglie. Quindi, in attesa di tempi migliori, il consiglio che posso dare è di soprassedere. Cercando di migliorare il più presto possibile quello che è alla portata della regione, del territorio e della cittá. Come consigliato da Massimo.
Massimo
9 anni fa
L'insistenza con la quale si continua a portare avanti la questione delle frecce a Spoleto mi lascia sempre più basito; mi correggo: schifato. Ciò di cui Spoleto ha bisogno è che i treni programmati siano garantiti ed eventualmente aumentati; la tratta Spoleto - Roma è giá servita da treni regionali con tempi di percorrenza accettabili. Quello che serve è che ce ne siano di più, e che si lavori per l'abbattimento dei tempi di percorrenza dei treni più lenti. Le ricche madame Dorè in tacchi a spillo prendano pure il taxi, invece di continuare a pretendere l'aggiunta di frecce che, se accolta, avrebbe come sicura ricaduta qualche bella sforbiciata ai servizi regionali per noi plebei.
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