cultura e spettacolo
Sul cammino della Resistenza da Spoleto a Patrico
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Sul cammino della Resistenza da Spoleto a Patrico
La Seconda Marcia della Gioventù Partigiana si è svolta in memoria del partigiano Spitella e del suo 'Campanello d'Allarme'
Sulle tracce della Resistenza lungo il sentiero dei partigiani. Si è svolta a Spoleto, lunedì 24 aprile, la Seconda Marcia della Gioventù Partigiana, organizzata dal Fronte della Gioventù Comunista (Fgc) nazionale. Oltre settanta fra militanti, quadri e una piccola ma significativa delegazione estera si sono
dati appuntamento alle 9 in piazza Campello, dove hanno reso omaggio alla lapide commemorativa dell'evasione dei partigiani slavi e italiani dal carcere della Rocca. Dopodiché la compagnia è partita alla volta di Patrico, alle falde del Monte Fionchi, lungo i sentieri del "Campanello d'Allarme per la Somma", squadra partigiana di cui era vicecomandante lo spoletino Francesco Spitella.
Decine di bandiere del Fronte e i tricolori della Brigata Garibaldi, con al centro una stella rossa, hanno quindi percorso parte del giro dei condotti, raggiunto i prati di Monteluco e le Aie, prima di fermarsi a un paio di chilometri circa da Patrico, sede operativa della formazione partigiana.
Lungo la marcia i partecipanti hanno potuto ascoltare aneddoti di Resistenza e osservare i luoghi in cui furono attivi i partigiani di Spoleto e della bassa Valnerina, rinnovando il proprio impegno politico collettivo per una società in cui non esista più lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo.
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I commenti dei nostri lettori
max 21
10 anni fa
giustissimo il commento di comunista partito, piccolo dettaglio che sfugge nella critica, ripeto giustissima è che stiamo parlando del FGC, cioè un'organizzazione giovanile, i cui militanti sono attivi principalmente nelle scuole superiori, diamo tempo al tempo a questi ragazzi. Il Partito ancora non si è strutturato ma ripeto, tempo e al tempo il futuro della lotta di classe sono questi ragazzi qui, che si formano per la lotta di domani. complimenti ai ragazzi!
comunista partito
10 anni fa
Queste cose sono molto positive, serve una cultura e una lotta culturale. Ma la sola lotta colturale non basta e non può bastare. Essa può essere un di più, una sovrastruttura degli sfruttati da contrapporre alla sovrastruttura degli sfruttatori. Quello che serve è la lotta di classe. E su questo il fgc mi pare molto assente. I rapporti coi lavoratori non esistono. Nel caso Novelli, se ne interessano solo il movimento 5 stelle. Nel caso ex Pozzi se ne interessa solo Aurelio Fabiani e Maura Coltorti, nel comitato disoccupati praticamente è in mano a USB Casa Rossa e Rifondazione, nelle lotte contro le aperture domenicali se ne interessano solo la UIL a Perugia e gli anarchici a Viterbo e Terni. Insomma vanno bene le scampagnate, ma chi ha l'ardire di definirsi Partito Comunista deve essere presente nei posti di lavoro e nelle lotte che si generano. Purtroppo quasi nulle, ma se quelle che ci sono non fate nulla a che serve arrivare simbolicamente a Patrico?
Pensiero
10 anni fa
Per commemorare la resistenza, il colmo sarebbe stato se i partecipanti alla sgambata non avessero avuto la "resistenza" per arrivare a piedi a Patrico.
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