cronaca
Parole 'sismiche'
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Parole 'sismiche'
Il terremoto non ha solo sconvolto il territorio, non ha solo sradicato abitudini, comportamenti, non ha solo lasciato segni profondi nel nostro animo ma ha cambiato anche il nostro linguaggio, ha creato una lingua nuova, una nuova lingua "emergenziale". Più che il linguaggio cambiato dovrei dire,
correttamente, ha trovato nuove sigle, acronimi, nuovi modi di rappresentare la realtà.
Un linguaggio che è "burocratese puro", una nuova lingua ignota e misteriosa per nascondere, chissà poi perché, concetti semplici o anche inglesismi come se nella nostra lingua mancassero i corrispettivi sostantivi.
Il linguaggio, del resto, è un fenomeno complesso, che investe molti aspetti della nostra vita ed essendo anche un fenomeno socio-culturale, inevitabilmente, interagisce con il nostro vivere quotidiano. E poiché il nostro vivere quotidiano oggi si chiama convivere con il terremoto, ecco come è cambiato il nostro linguaggio: COC - Centro Operativo Comunale; COR - Centro Operativo Regionale; COM - Centro Operativo Misto; CCS - Centro Coordinamento Soccorsi; FAST- Fabbricati per l'agibilità sintetica post terremoto (in questo caso l'acronimo è doppio perché richiama alla mente anche la velocità e l'urgenza dell'operazione); AEDES - Agibilità e danno emergenza sismica (in questo caso l'acronimo involontariamente rimanda anche a qualche luogo infernale); DI.COMA.C. - Direzione Comando e Controllo (perché la Direzione sia a Rieti é uno di quei misteri gloriosi che speriamo di riuscire a capire prima o poi). Insomma lunghe perifrasi, giri di parole che rendono complicato quello che si potrebbe dire in minor spazio e con maggiore chiarezza.
Questa forma di linguaggio, però, in qualche maniera serve per sentirsi appartenenti ad una nuova comunità, alla comunità di coloro che sono vittime del terremoto ed è, paradossalmente, una forma per proteggersi dagli sguardi degli esterni alla comunità. Queste parole sono piene di un effetto fisico e anche spirituale. La toponomastica di Norcia fa riferimento soprattutto a nomi del Risorgimento ma, in questo contesto, ci sono altri luoghi che si prestano a nuove forme di creatività, nuovi luoghi di aggregazione come la mensa dell'esercito, già mensa degli Alpini, la mensa della Croce Rossa, il campo delle brigate della solidarietà. Una menzione speciale merita l'inventore di Piazza dei Bancomat nel piazzale davanti alla scuola media!
Nei prossimi mesi dovremmo trovare altri nomi per altri luoghi e soprattutto dovremmo battezzare il nuovo fiume che é uscito dalle viscere della terra e che ha preso il posto di un torrente che si chiama Torbidone, nome poco onomatopeico per un fiume che ha una energia incredibile da far invidia ad un fiume alpino, con le povere trote che già erano salmonate ma che rischiano nel prossimo futuro di diventare veri e propri salmoni.
Le trote vivono in un fiume che si chiama Sordo e che dopo la gran massa di acqua del Torbidone che gli si é riversata addosso ha poco a che fare con il suo nome: adesso è come se scappasse tra le gole della Valnerina come tanti miei concittadini allontanati da quel mostro del terremoto.
Quando si dice il paradosso del linguaggio!
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I commenti dei nostri lettori
Roberto Quirino
9 anni fa
Ci sono anche coloro che, attaccati alle "app", chiedono se hai sentito "il 3.7 di poco fa".....
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