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Italia: tra casinò tradizionali e casinò online
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Italia: tra casinò tradizionali e casinò online
Forse non tutti sanno che in Italia esistono, ad oggi, quattro casinò fisici autorizzati dove potersi recare per giocare di persona. Un qualcosa che ovviamente rappresenta una stortura perché, come noto, nel nostro Paese i casinò sono vietati in tutti gli altri luoghi che non siano, per l'appunto, i quattro
autorizzati. Spazi appositamente creati per praticare il gioco; gli unici sul territorio e tutti con sede al nord Italia. Per la precisione i casinò tradizionali in Italia sono: Campione d'Italia (Casinò di Campione), Saint-Vincent (Casino de la Vallée), Sanremo (Casinò di Sanremo), Venezia (Casinò di Venezia).
In sostanza il gioco d'azzardo è vietato nel nostro Paese; ma tollerato all'interno di questi spazi appositamente adibiti e nati anche per evitare la fuga di giocatori verso località estere ma al confine con l'Italia, come la Slovenia, la Croazia o Montecarlo.
Tutto nasce da una legislazione italiana piuttosto carente in materia che ha concesso a questi quattro soggetti di operare in deroga alla norma; ed aprire, ormai da anni, casinò fisici. Una concessione che ha ovviamente, per lo Stato, anche un tornaconto economico dato che ha consentito lo sviluppo in alcune aree del Paese soprattutto nel passato, in momenti storici particolarmente critici.
La stranezza è data dal fatto che anche il sud Italia in fondo è stata un'area (e lo è tutt'ora) con grandi criticità economiche. E anche dal Meridione c'è una fuga verso mete estere del gioco, favorita da voli aerei ormai alla portata di tutti. Eppure malgrado a Taormina era presente un casinò negli anni '60, non è mai stata predisposta una nuova apertura.
Ad onor di cronaca va detto che se non lo si è fatto in passato difficilmente potrà accadere in futuro perché, dati alla mano, i ricavi dei casinò fisici sono dati in sostanziale calo già da qualche anno.
Ciò non significa che gli italiani non giochino più; ma che preferiscono farlo online. Una sorta di osmosi che ha portato i dati del gioco fisico a calare in contemporanea all'aumento dei giocatori che si rivolgono alla rete per accedere al mondo dei casinò.
Il boom del gioco online non è certo una novità, ma è interessante qui metterlo a paragone con i casinò fisici per comprendere se realmente possa valere la pena pensare ad ulteriori aperture sul territorio. Ebbene, nel corso del 2016 l'unico casinò che ha registrato un aumento delle entrate è stato quello di Venezia. Per gli altri tre i dati sono in calo. E ciò va a confutare quanto detto in riferimento alla fuga dai casinò fisici a vantaggio di quelli online.
Malgrado ciò non sono pochi i sindaci di tutta Italia che propongono la propria città per essere sede di un nuovo casinò. Fra queste anche città del centro Italia come Roma, Aquila e, qualche anno fa, la stessa Spoleto: oltre al punto di vista microeconomico, relativo alle entrate derivanti dal gioco, sarebbe comunque un modo di incrementare di molto il turismo. Ma a livello macroeconomico, quindi di settore giochi e di Italia globale, la sensazione è che ormai il business maggiore si sia spostato online. E che quindi possa non essere così conveniente dar vita ad un nuovo progetto di casinò sul territorio italiano.
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