cronaca

Né ripopolamento di lupi, né proibizioni per case di legno. Il Parco dei Sibillini smentisce alcune 'leggende rurali'

 

'Non siamo una gabbia ma un vettore importante per il rilancio e lo sviluppo di tutto il territorio di competenza'

 

Riceviamo e volentieri pubblichiamo dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini:

L'Ente Parco si trova nuovamente a rispondere su una questione che mette in evidenza come siano ancora forti pregiudizi e ignoranza nei confronti del lupo e, più in generale, sulle politiche di tutela del territorio attuate dal Parco stesso. Ci riferiamo a quanto riportato recentemente su un articolo della


testata giornalistica Spoleto Online in cui si afferma che la popolazione vittima del terremoto "si sente sempre più abbandonata dalle istituzioni e praticamente prigioniera di un parco nazionale che non ha mai dato nulla al territorio, salvo proibire la costruzione di case di legno e ripopolare le montagne con i lupi."

È plausibile che si possano avere posizioni critiche nei confronti dell'Ente Parco, ma da qui ad asserire quanto dichiarato nel finale dell'articolo suddetto ce ne corre. Anche perché si riportano notizie non corrispondenti al vero:
1) in merito alla paventata proibizione della costruzione di case di legno non sappiamo a cosa si faccia riferimento dal momento che, ad oggi, non risultano richieste pervenute all'Ente Parco per la costruzione di non meglio specificate "case di legno" su cui, tra l'altro, gravano ben altri dettami (regolamenti comunali, nulla osta delle Sovrintendenze, etc...) per l'eventuale concessione delle relative autorizzazioni;
2) in merito al ripopolamento delle montagne con i lupi informiamo che ad oggi non è mai stato effettuato alcun intervento di reintroduzione o ripopolamento di questa specie in Italia e, tanto meno, nel Parco. La popolazione di lupi nell'area del Parco e zone circostanti (circa 1.200 kmq) conta, secondo gli ultimi dati disponibili, una settantina di individui distribuiti in 14 gruppi familiari. Va evidenziato che il lupo, oltre ad essere una specie tutelata a livello europeo, rappresenta un elemento fondamentale degli ecosistemi naturali e della salvaguardia della biodiversità nonché un vettore significativo per lo sviluppo dell'eco-turismo. Non si vuole negare la difficoltà di convivenza di questa specie con gli allevatori, ma si ricorda l'impegno del Parco nell'attuazione di interventi finalizzati alla prevenzione dei danni e all'indennizzo degli stessi.

Quanto alla affermazione che il Parco "non ha mai dato nulla al territorio" è sufficiente citare i tanti progetti che vedono l'ente protagonista sul fronte della valorizzazione delle aree naturali protette, della salvaguardia di specie a rischio, dell'educazione al rispetto dell'ambiente delle giovani generazioni anche attraverso i centri visita e le case parco, del notevole sviluppo apportato al turismo eco-sostenibile, etc... Sottovalutare tutto questo significa squalificare l'impegno di chi, istituzioni e persone fisiche, quotidianamente porta avanti un lavoro importante per il territorio del Parco, testimoniato anche dai tantissimi messaggi di vicinanza che, in questi giorni post terremoto, ci arrivano attraverso mail e la pagina facebook del Parco.



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I commenti dei nostri lettori

Fioretti Bruno

10 anni fa

Nulla di nuovo. La solita solfa a favore dei cacciatori e contro il parco che Spoleto on line ripropone con inquietante cadenza. Non mi aspetto neanche stavolta che il commento venga pubblicato ma almeno gli faccio perdere un po' di tempo a questi miopi sostenitori delle doppiette.

scusatemi tanto

10 anni fa

Ma scusatemi tanto che c'era un parco dei monti sibillini, come c'è un gal valle umbra e sibillini? Molti cittadini non lo sanno, come non conoscono come spendono i soldi che vengono assegnati, A quando un bilancio certificato da parte di questi spenditori di denaro pubblico.

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