cronaca

Brigate di Solidarietà Attiva e FGC impegnati a Norcia

 

In piedi la prima tenda da campo. Si cercano magazzini per stoccare gli aiuti. Consegnato già un primo carico ai terremotati

 

Sono stati a lungo impegnati ad Amatrice, per regalare sorrisi, sicurezza, informazioni, volontariato e beni di prima necessità. Ora si ricomincia nella città di San Benedetto. Installato oggi pomeriggio (2 novembre) a Norcia un primo centro di accoglienza avanzato


delle Brigate di Solidarietà Attiva - Terremoto Centro Italia insieme al Fronte della Gioventù Comunista. Una tenda della protezione civile è stata montata lungo la zona industriale di Norcia. All'interno i gruppi organizzati - provenienti da gran parte del Centro Italia - conferiscono ogni giorno derrate alimentari, coperte, vestiti, pannolini, assorbenti, tovaglioli e altro materiale di prima necessità. La distribuzione dei beni è partita già in serata, con un primo carico interamente smaltito e consegnato ai terremotati.

Il presidio dovrebbe a breve arricchirsi di un'altra tenda da campo, al cui interno potrà essere allestito un piccolo ufficio a fianco del magazzino. Altre realtà pubbliche e private, a Norcia, Spoleto e Foligno, stanno nel frattempo mettendo a disposizione i propri spazi, per garantire maggiori capacità di stoccaggio degli aiuti in arrivo. Il presidio delle Brigate di Solidarietà Attiva rimarrà a Norcia per tutto il tempo necessario, garantendo sostegno morale e materiale, presenza sul territorio anche nelle frazioni più remote, sussidiarietà, informazioni legali e logistiche.

Per partecipare alla raccolta dei beni, per il momento, basta recarsi alla Libreria Aurora in via dell'Anfiteatro 12, a Spoleto, oppure telefonare al 3483458681.



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I commenti dei nostri lettori

rossonera

10 anni fa

Plaudo a questa come ad ogni altra iniziativa solidale. Anche io penso che la pecetta politica rovini in parte questa iniziativa. E lo dico "da sinistra". In un momento in cui i comunisti sono assenti nei posti di lavoro, non si sono fatti vedere quando abbiamo scioperato, non danno una mano ai disoccupati... Rinascere per aiutare lo Stato ad affrontate il terremoto mi sembra un po' come risolvere rilanciando altrove quello che non riusciamo a fare nel terreno prettamente politico. Non è estremismo, tutti ci siamo dati una mano in questi giorni in valnerina. Ma rivendicare apertamente un intervento di assistenza, quando invece non si fa conflitto si apre a critiche da entrambi i lati: da una parte, il cittadino potrebbe lamentarsi della strumentalizzazione; dall'altra il compagni si lamenta della collaborazione con lo stato. Insomma diamo una mano, ma senza bandierere. Quelle usiamole per la lotta, se ne siamo ancora capaci. Il prossimo passo sará insistere sulla ricostruzione e per difendere l'ambiente da eventuali scempi edilizi.

mario agostinelli

10 anni fa

Bravi, senza la "pubblicitá politica" sareste stati BRAVISSIMI ! La beneficenza si fa e non si pubblica, comunque Bravi ! Mario A.

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