società

Vivere nella morsa delle banche: piccolo imprenditore ottiene sospensione delle procedure esecutive

 

L'uomo aveva sporto denuncia-querela contro il proprio istituto di credito per usura ed estorsione

 

"Ho avviato questa battaglia, non mi voglio fermare, voglio che mi sia restituito tutto, tutto ciò che in questi anni ho REGALATO agli istituti di credito." Terminava così la lettera che un piccolo imprenditore locale ci aveva scritto quasi due anni fa. Erano parole di sconforto unite a rabbia,


 speranza, determinazione e ribellione a un sistema bancario che troppo spesso schiaccia le persone comuni in una morsa di debiti, privazioni, non vita. E in questo scenario da cappio economico arriva una vittoria, non sappiamo ancora se determinante o no, ma un segnale che la "montagna" potrebbe avere un punto debole.
La Procura della Repubblica presso il tribunale di Spoleto, nella persona del P.M dott. Iannone, ha infatti accolto l'istanza presentata dall'avvocato dell'imprenditore concedendo la sospensione dei termini delle esecuzioni e del rilascio degli immobili, comprese le vendite e le assegnazioni forzate, poichè "dalla cosulenza tecnico-contabile emerge la sussistenza del fumus del delitto di usura". Le attività esecutive sono state sospese per 300 giorni, in cui si procederà alle indagini sulle procedure contabili che l'istituto di credito ha messo in atto nei confronti della posizione debitoria del suo cliente, procedendo con precetti, pignoramenti ed esecuzioni immobiliari. Crediti illeciti, in parte frutto di usura, interessi ultralegali, usura pattizia, anatocismo, queste le accuse mosse dall'uomo alla sua banca attraverso una denuncia-querela per usura ed estorsione.
La battaglia va avanti, la "montagna" potrebbe avere un punto debole.


 



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