cronaca

Terremoto, il 'modello Norcia' c'è ma anche gravi danni e tanta paura

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

A un mese dal sisma che ha colpito il centro Italia viaggio nella città di San Benedetto. Dove un quinto della popolazione reale vive fuori casa propria

 

Prima di tutto è bene sgombrare il campo da ogni dubbio, genuino o artatamente indotto che sia: a Norcia il terremoto c'è stato eccome. C'è stato e ha fatto danni. E non pochi. Le immagini, come si dice, parlano da sole. Come da soli parlano i numeri, che dicono 800 sfollati su circa 3mila e 500


residenti reali. E questo è un punto. Con buona pace di chi vorrebbe far passare altri messaggi.

A Norcia, un mese dopo il sisma del 24 agosto, si resiste e si tira a campare. Lo scenario è triste. Le mura di cinta hanno subito ulteriori danni, la zona rossa si è ampliata. I ragazzi vanno a scuola in un edificio agibile solo in alcune ali, mentre i più piccoli sono in tenda. Lo scenario è triste, senza dubbio: ma non desolante. Perché i nursini, gente di montagna, nel bene o nel male tirano avanti come possono, con la volontà, in alcuni casi la testardaggine, dei propri abitanti, molti dei quali si sono sistemati in albergo - alcuni sin dai primi giorni dopo il 24 agosto - mentre altri in affitto o da amici. Altri ancora, pochi per la verità, hanno deciso di proseguire a trascorrere le loro notti chiusi in macchina.

Già, le notti. E' tutta lì, in fondo, la partita con la paura. Basta percorrere le mura di Norcia durante le ore notturne, oppure farsi un giro lungo i campi immediatamente fuori dalla cittadina, per vedere gruppi di auto parcheggiate in ordine più o meno sparso, con la gente che ha paura di entrare in casa a prescindere che questa sia agibile o meno. La Regione ha stanziato 200 euro mensili pro-capite per ciascun membro del nucleo familiare per un'eventuale sistemazione autonoma in affitto, ma le case scarseggiano al pari dei controlli sui contratti. C'è confusione: non il caos, certamente, ma confusione. Le maglie sono larghe per il mercato nero.

Poi c'è l'aspetto economico della vicenda. Economia vuol dire vita, per qualsiasi comunità. Certamente Norcia è uno dei centri turistici più importanti dell'Umbria e del Centro Italia. Certamente gli alberghi e le strutture giudicate agibili dalla protezione civile possono ospitare turisti, visitatori e gli stessi nursini sfollati. Senza dubbio la città deve ripartire dai propri punti di forza per tornare a vivere la propria, meravigliosa normalità. Ma altrettanto senza dubbio, non è un mistero, nascondere il dramma e dire che la città di San Benedetto è ridente e accogliente come sempre, vuol dire ingannare il potenziale turista, illuderlo che il terremoto non ci sia stato e che potrà godere di Norcia e delle sue bellezze come se nulla fosse accaduto. Purtroppo non è affatto così, malgrado ci sia chi vorrebbe dipingere una situazione diversa.

Questo non vuol dire che ci si debba strappare i capelli o che si debba inveire contro le istituzioni, come purtroppo avviene attraverso quelli che ormai sono dai più considerati come vere fonti di vere notizie, vale a dire i social network. E' lì' che, spesso, sfoghi emotivi e colossali "bufale" si mescolano ai dati ufficiali della protezione civile o del coordinamento, in un devastante pot pourri in cui spesso si confonde il falso col vero, il mito con la notizia, in maniera a volte forse strumentale.

La verità è che le istituzioni fanno il loro, e lo fanno come possono, per rendere meno traumatica possibile la sciagura. E se i tempi di intervento appaiono non sempre tempestivi, chi ha vissuto il dramma di Colfiorito del '97 sa che questi tempi non sono comunque da disprezzare. Anche se la marginalità geografica rispetto al dramma di Amatrice, Arquata e Accumoli rende tutto un po' più difficile.

Se i primi quattro moduli abitativi, per esempio, sono giunti in città dal nord Italia soltanto venerdì 23 settembre, vale a dire a 30 giorni giusti giusti dalla prima scossa, ci sono certamente ragioni valide e plausibili. Se le tende, elemento di sicurezza psicologica per molte persone - soprattutto le più anziane - sono in fase di smantellamento proprio in queste ore, c'è di certo un più che valido motivo: per esempio il fatto che di notte, oramai, la temperatura scende e di parecchio, e non è affatto salutare starsene senza un tetto sulla testa. Se le numerose chiese, giudicate immediatamente inagibili, non posso subire opere di puntellamento e quindi tengono in scacco decine di complessi abitativi, c'è da comprendere i tempi della Soprintendenza e quindi del Ministero per i Beni e le Attività culturali, per i quali un mese da comuni mortali è pari a un giorno da burocrati. Insomma, a Norcia ci vuol pazienza, anche perché - per fortuna - nessuno ci ha rimesso la pelle e (quasi) nessuno si è fatto (un po') male.

Non è un caso, sotto quest'ultimo aspetto, che a Norcia e per esteso in Umbria le operazioni di soccorso post-sisma sono state coordinate sin dall'inizio dalla protezione civile regionale, mentre non c'è stato bisogno della prociv nazionale né, tantomeno, non si è visto il Genio Militare riguardo i lavori alle vie di comunicazione. Tuttavia, se parlare di "modello Norcia" - come fatto dai media e dalle istituzioni nelle ore immediatamente successive al terremoto - è esemplare dal punto di vista dell'edilizia antisismica, affiancare a tale modello un "modello Regione Umbria" per quel che concerne le standardizzazioni delle pratiche, il protocollo di intervento e le misure da adottare in casi simili, appare ancora prematuro quando non azzardato. Di certo c'è la buona volontà da parte degli enti coinvolti e coordinati, anche se carenze comunicative e operative purtroppo non mancano.



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I commenti dei nostri lettori

Pisu

10 anni fa

No ma.....il modello di ricostruzione Norcia ha funzionato dai....un esempio da seguire .. Solita retorica per nascondere i difetti di una ricostruzione che di qualita' ha ben poco se non resiste neanche a un sisma del genere . Chi specula sugli affitti non mi meraviglia , anzi lo sarei del contrario .

lucrezia_ro

10 anni fa

nei primi giorni del post terremoto tutti in televisone a denigrare gli altri comuni!!!!!..c.que io penso male!!! forse il sindaco di Visso ha ragione!..Errani che guardasse bene a chi elagire i soldi!!

Nano

10 anni fa

Stendiamo un velo pietoso su come la regione sta affrontando il post emergenza.

rolex

10 anni fa

Se occorre "alzare la voce" questo lo si deve fare verso le istituzioni che devono muoversi, non c'è nulla di sbagliato a non diffondere messaggi di devastazione tramite i media. I turisti tornano a primavera, se invece vogliamo allontanarli per due o tre anni allora va bene fate pure....

Micio

10 anni fa

Tutti bravi a prendersi i meriti della ricostruzione tutti i meriti che vanno all indimenticato e l unico sindaco di norcia Alberto Novelli. Tutto il resto è noia.

cogito ergo sum

10 anni fa

Speriamo che il suo articolo possa arrivare dove la voce di tante persone si è persa. Sembra che la storiella sia finita. Tutto bene...non abbiamo avuti danni...venite a Norcia per trascorrere qualche ora in totale relax .... Questo è il messaggio inviato dall'amministrazione al tutto il mondo a poche ora dal cataclisma... La realtá non rispecchia pienamente queste parole.. Si, d'accordo stiamo tutti bene...ma una volta rispettato le lacrime di ferite più grandi ( Amatrice ,Arquata,Pescara ecc...) siamo tutti sulla stessa barca...o meglio camminiamo con una stampella fissa.. Hanno cercato in tutti i modi di difendere il possibile turista quando ancora ci sono cittadini che pagano le tasse regolarmente che si vedono dover arrangiarsi in auto o in box di lamiera (prontamente coibentati al loro interno ) si la soluzione c'è. ...autosistemazione !! In albergo??? Dove gli squilibri tra le tue abitudini e quelle della struttura che ti ospita (45 € a persona) fanno peggio del terremoto appena prima di dormire... Affitto?? Magari. ....il 23 agosto un affitto a Norcia per un locale di più o meno 80 metri quadri era approssimativamente di 350/400€...magicamente il 25 settembre questi sono saliti fino ai 600/700 €...è ovvio...infatti la regione ha deciso di dare 200 euro a persona per nucleo famigliare per un tetto massimo di 600 euro... I giochi sono fatti... Bella l Italia delle disgrazie ( altrui)!!!!

Giggio

10 anni fa

Norcia ha subito tantissimi danni e tutti vogliono nascondere la veritá. Interessi economici????comunque gravi ritardi per colpa della marini che invece di starsene a perugia viena a comandare qui con il solo risultato di rallentare la ricostruzione.voto 3.

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