cronaca

Terremoto, partiti i lavori di messa in sicurezza del campanile della chiesa di Santa Maria delle Grazie a Castelluccio

 

La struttura presenta profonde lesioni e la messa in sicurezza prevede una cinghiatura dopo aver posizionato una rete di contenimento della muratura decoesa. Il ministro Franceschini: 'Mibact al lavoro per salvare il patrimonio culturale'

 

Avviato uno dei primi interventi di messa in sicurezza di un bene culturale danneggiato in Umbria dal sisma del 24 agosto. Il campanile della parrocchiale di Santa Maria delle Grazie a Castelluccio di Norcia, si legge nel sito del Mibact, 


“ha manifestato la necessità di un urgente intervento di messa in sicurezza. Tale intervento, concordato in una prima riunione con il presidente della Regione Marini e con il Prefetto di Perugia, è stato progettato dalla Soprintendenza dell’Umbria in collaborazione con il segretariato regionale dell’Umbria e in accordo con i vigili del fuoco. Dopo una prima fase, interrotta il 31 agosto  per il ripetersi delle scosse sismiche, l’intervento è ora definitivamente iniziato ed è in fase di esecuzione”.

Le condizioni del campanile Il campanile presenta profonde lesioni e la messa in sicurezza prevede una cinghiatura dopo aver posizionato una rete di contenimento della muratura decoesa. L’opera mira a garantire la sicurezza pubblica per  evitare il crollo definitivo e danni sulle case limitrofe, ed è al contempo un importante recupero di un edificio storico di forte connotazione identitaria per il borgo di Castelluccio. A questa prima fase farà seguito l’intervento all’interno della chiesa, dove sono cadute importanti porzioni della muratura affrescata del lato confinante con il campanile, e la messa in sicurezza delle opere mobili. “I tecnici del Mibact – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini – proseguono insieme a vigili del fuoco e al personale della protezione civile la preziosa opera di  messa in sicurezza del patrimonio culturale nelle aree colpite dal sisma, preludio necessario al pieno recupero degli elementi identitari di quei territori. Un’azione di tutela esemplare che viene svolta con passione, professionalità e spirito di sacrificio dai molti architetti, storici dell’arte, restauratori, diagnosti, bibliotecari, archivisti che si sono resi disponibili sin dalle prime ore successive al terremoto”.



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