Opinioni

Mostra Modigliani: alcune precisazioni sulla 'tela della discordia'

 

Scrive l'avv. Arbìa, procuratore del proprietario

 

Quale procuratore della proprietà della tela attribuibile a Modigliani denominata "Dede..." - attualmente in esposizione al palazzo Tordelli di Spoleto nell'ambito della mostra ideata dall'Istituto Amedeo Modigliani e sotto la direzione artistica del Prof. Alberto D'Atanasio - colgo


l'occasione dalla lettura dell'articolo da voi pubblicato oggi sull'argomento, per precisare quanto segue: la tela inedita della quale si discute, è pervenuta al mio rappresentato circa dieci anni fa suscitando in un primo momento incredulità e perplessità ma, al tempo stesso, la determinazione di fare comunque quanto possibile per approfondire lo studio e la conoscenza del dipinto, la sua autenticità e l'eventuale attribuibilita' dell'opera al grande Maestro livornese del quale pure riportava in bell'evidenza la firma.
Autonomamente, la proprietà ha pertanto sottoposto la tela ad un primo ciclo di esami tecnico - scientifici effettuati presso un primario Laboratorio di Milano, diretto dal noto Prof. Matehus, il cui esito ci dava conferma e CERTEZZA scientifica che non si poteva trattare di un "reperto" qualificabile come "falso" e che, anzi, tutte le diverse e sofisticate indagini esperte, datavano la tela proprio nel primo ventennio dello scorso secolo. (La perizia è stata depositata, unitamente ad altro materiale fotografico, presso l'istituto A.M. ed è a disposizione di chiunque voglia consultarla).
Sostenuti dunque da tali prime risultanze scientifiche, si è quindi ritenuto corretto, utile e necessario sottoporre il dipinto stesso all'attenzione dell'Istituto Amedeo Modigliani di Roma ed a quella del Prof. Alberto D'Atanasio che, noto per la sua competenza e professionalità tanto quanto per la sua scrupolosita', ha voluto integrare ulteriormente gli esami tecnico - scientifici da svolgere sulla tela in questione, prima di dare il suo assenso e proporla all'attenzione del pubblico e dei critici alla mostra spoletina della quale è direttore artistico: ebbene, ancora una volta, le analisi e gli esami tecnico - scientifici svolte dalla Co.be.c di Spoleto (non credo ci sia bisogno di citare la sua notorietà nell'ambito del restauro artistico) nonché da altro laboratorio scientifico di loro piena fiducia sito a Padova - attrezzato anche per effettuare l'esame stratigrafico del dipinto - hanno confermato, arricchito ed ACCERTATO l'autenticità della tela, del supporto e dei pgmenti usati, concludendo per la sua databilita' intorno all'anno 1917 (anche questa documentazione è di pubblica consultazione siccome depositata presso l'Istituto A.M. e presso la mostra).
Dunque, non può ancora affermarsi con certezza che si tratti di un Modigliani e, ben consapevoli che l'attribuzione storico-artistica è cosa diversa ma necessariamente complementare a quella tecnico- scientifica, confidavamo e confidiamo ancora che possa svolgersi in proposito un dibattito elevato, serio e competente, con affermazioni che possano essere documentate od almeno concretamente documentabili e consultabili, dibattito che in ogni caso sia privo di toni offensivi della rispettabilità di tutti i soggetti in causa i quali NON SONO NÉ FALSARI, NÉ TRUFFATORI O "PATACCARI" né loro complici, cosa che pure taluno parrebbe suggerire o lasciare intendere, attraverso interventi inutilmente provocatori - come d'altronde è tipico degli artisti ma anche dei politici - che sconfinano tuttavia nella diffamazione gratuita quanto generica di tutto e tutti: le Istituzioni locali, la Direzione del Festival dei Due Mondi, le mostre "pattume" ovvero, il che a nostro parere è assolutamente inaccettabile, anche sul piano personale, offendendo l'onore e la reputazione professionale dei curatori la mostra e del prof. D'Atanasio in particolare, ma anche della proprietà, di questo stesso procuratore che oggi vi scrive e di tutte le persone che si sono sin qui già mostrate interessate al dipinto.
Mi riferisco alla "querelle" della quale anche voi avete dato conto sul vostro giornale - mi pare in data 28.6 u.s. - innescata on line dai violenti quanto inopportuni commenti postati su Facebook di tal Graziano Marini il quale è evidentemente quanto misteriosamente sicuro della "falsità " (definita addirittura "grossolana ed evidente") della tela esposta e che pure ha solo velocemente visionato: non una foto, non l'allegazione di documenti scientifici, non un'immagine della presunta altra Dedet che lo stesso pur sostiene di aver avuto tra le mani tempo addietro (?), ma senza tuttavia nulla mostrare né dire (forse è poi stata autenticata e ceduta nonostante le perplessità espresse dal nostro...?).
Invero, al Marini fa poi degno coro sulla stessa pagina Facebook un suo amico che con un' ironia che deve essergli parsa particolarmente originale e culturalmente profonda, ha suggerito di chiamare l'autore del dipinto "Er monnezza": questo il livello culturale del dibattito e questi i protagonisti? Se ne può fare certamente a meno, è pur vero che quelle che una volta si qualificavano "chiacchiere da bar dello sport" oggi possono definirsi "chiacchiere da Facebook" , ma, francamente, anche su questo piano mi sarei atteso qualcosa di più serio e professionale.

Dott. Avv. Gennaro Ermanno Arbìa n.q.


 



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