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Piazza d'Armi e quella caparra persa, Spoleto popolare: Individuare i colpevoli e farsi risarcire
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Piazza d'Armi e quella caparra persa, Spoleto popolare: Individuare i colpevoli e farsi risarcire
Di seguito il testo della mozione di Spoleto Popolare sulla caparra vesrata, e poi persa, per l'acquisto dei terreni demaniali di Piazza d'Armi da parte del Comune di Spoleto. Il gruppo
consiliare chiede di individuare i "colpevoli" della vicenda ed eventualmente cercare di recuperare la somma persa, quasi un milione di euro.
Oggetto: Richiesta di eventuale azione di responsabilità rispetto al presunto danno erariale per perdita caparra relativo all'acquisto del compendio di Piazza d'Armi .
Premesso che:
• Il comune di Spoleto il 10 maggio del 2004 sottoscriveva con il Ministero della difesa rappresentato da CONSAP s.p.a. un contratto preliminare di acquisto per il compendio di Piazza d'Armi ove veniva stabilito un corrispettivo di euro 5.577.734,51 versando una caparra di 833.660,18 €;
• L'Ispettorato delle Infrastrutture delle Esercito, sez. Pescara, in data 26 maggio 2008, dopo aver vanamente atteso l'adempimento anche oltre i termini contrattuali, a fronte della condotta del Comune di Spoleto che ometteva di dar seguito all'accordo sottoscritto a mezzo del versamento del residuo prezzo di acquisto, dichiarava risolto il contratto preliminare sottoscritto attraverso CONSAP con il Comune di Spoleto ed incamerava la caparra versata dal Comune così come previsto all'articolo 3 del preliminare stesso;
• Con atto di citazione notificato 06 settembre del 2009, il Comune di Spoleto ha convenuto in giudizio il Ministero della Difesa chiedendo che fosse dichiarato non inadempiente agli obblighi assunti con il contratto preliminare di compravendita stipulato in data 10 maggio 2004 per l'acquisto del compendio di Piazza d'Armi;
• Con l'atto sopra citato si riteneva illegittimo l'atto dell' Ispettorato Infrastrutture dell'Esercito del 26 agosto 2008 con il quale si comunicava la risoluzione del contratto con la relativa acquisizione della caparra ed acconto pari ad 833.660,18 € già versata dal Comune di Spoleto;
• Il tribunale di Roma sezione civile ha emesso la propria sentenza il giorno 08 gennaio 2016 con la quale ha dichiarato: cessata la materia del contendere, legittimo il diritto di recesso da parte del Ministero della Difesa e conseguentemente legittima la ritenzione della caparra di euro 833.660,18 € inoltre ha condannato il Comune al pagamento delle spese di lite in favore al Ministero della Difesa liquidate in euro 10.343, oltre a spese forfettarie in ragione del 15%;
• La difesa del Comune di Spoleto, nel giudizio come sopra promosso , aveva essenzialmente dedotto i seguenti argomenti difensivi:
1. Errata valutazione del compendio, in particolare si sarebbe sovrastimata la possibilità edificatoria;
2. Sopraggiunti vincoli normativi relativi alla spesa per le pubbliche amministrazioni;
• Il Tribunale di Roma, nel motivare il rigetto della domanda, rispetto al punto 1., rilevava che il Comune di Spoleto non aveva esercitato per tempo tutte le azioni disponibili per l'annullamento del preliminare e che successivamente tale ipotesi era stata abbandonata, inoltre non aveva mai dimostrato il presunto errore, errore che peraltro appariva anche non facilmente giustificabile in considerazione che lo strumento di programmazione urbanistica era in capo allo stesso Comune;
• Rispetto al punto 2. la sentenza è stata ancora più pesante, in quanto scrive chiaramente Il Tribunale nella sua motivazione, che al momento dell'approvazione dell' investimento, preliminare all'esercizio del diritto di prelazione all'acquisto , avvenuto nel 2002, il Comune avrebbe dovuto già individuare la relativa copertura finanziaria e le relative fonti così come previsto dall' art. 200 del TUEL;
• nella sentenza viene in più riportato, sempre rispetto al punto 2. , che il il Ministero della Difesa con nota del 29 settembre del 2007, aveva perfino comunicato al Comune la possibilità di accedere ad ulteriori mutui, sulla base di un'intesa programmatica tra il MEF, l'Agenzia del Demanio e la C.D.P. e che il Comune non ha nemmeno provato a verificare tale possibilità;
Ritenuto che :
• Dalle motivazioni della sentenza parrebbe esclusa definitivamente ogni possibilità di recuperare la caparra pari a 833.660,18 €, cifra che in un momento di grande difficoltà economica rende tali comportamenti ancor più censurabili e deplorevoli;
• La sentenza del Tribunale di Roma evidenzia come le Amministrazioni Comunali che si sono succedute nella gestione della vicenda, siano state non solo pressappochiste, ma abbiano violato varie norme in materia di contabilità della pubblica amministrazione, atteso che si è inteso impegnarsi per un acquisto, versando una notevolissima caparra, senza avere copertura finanziaria effettiva.
Tutto ciò premesso il consiglio Comunale:
1. Stigmatizza il comportamento delle Amministrazioni Comunali degli anni che vanno dal 1999-2004 a quella 2004-2009, per come hanno gestito la vicenda relativa all'acquisizione del compendio definito Piazza d' Armi.
2. Chiede al Sindaco di segnalare all'autorità competenti tali comportamenti e metta in campo ogni azione, nei confronti di coloro i quali verranno ritenuti responsabili, al fine di recuperare i soldi persi nella caparra, pari ad euro 833.660,18 oltre ad ogni altro eventuale danno.
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I commenti dei nostri lettori
daniela de gregorio
10 anni fa
Che non era certo per questo che l'ho votato.
@Daniela
10 anni fa
E dica Daniela, adesso che Cardarelli governa insieme a Brunini, lei come la pensa?
daniela de gregorio
10 anni fa
Bè, le date non sono difficili da confrontare. Sono sulla pagina del sito dello stesso Comune. Che riporta anche i nomi. Periodo dal 29 Giugno 1999 al 13 Giugno 2004, prima Giunta con Sindaco Massimo Brunini. Periodo dal 13 Giugno 2004 al 23 Giugno 2009, seconda Giunta con Sindaco Massimo Brunini. Giuro che mi ci sono voluti quattro minuti e la capacitá deduttiva di un paio di sinapsi.
solospoleto
10 anni fa
Ahahah sto pezzo é forte. Indicate pure gli anni di riferimento di giunta !!!! Basta chiedere al compagno di banco quando fate giunta ...ma dai...
daniela de gregoriio
10 anni fa
Questa è una delle cose per cui la nuova giunta dovrebbe distinguersi da quelle che l\'hanno preceduta: fare chiarezza sulle responsabilitá ( non solo giuridiche, che richiedono tempi lunghi, ma politiche) che hanno prodotto queste situazioni. Quale era la Giunta? Chi era Sindaco in quel periodo? E poi costituirsi parte civile a nome dei cittadini. In altri paesi si chiama \"class action\" ed è una delle cose più civili. E\' perché si sentiva la necessitá di queste \"rotture\", anche clamorose, con il passato che la nuova giunta è stata votata. Se non erro la \"apertura dei cassetti\" era uno slogan ripetuto durante la campagna elettorale. Bè, alcuni di noi ci avevano creduto.
spoletino
10 anni fa
Chiedete alla collega di giunta, vi saprá indicare il nome del sindaco che cercate
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