politica

Impianti sportivi, il portavoce del gruppo Pd si dimette e va all'attacco

 

'Interpellanza conosciuta e concordata. Da Antonini neanche una telefonata'

 

Come quando governavano. Come quando contavano qualcosa. La guerra interna al commissariato Partito democratico di Spoleto sta già mietendo le prime vittime. Dopo l'incredibile epilogo in consiglio comunale, relativo all'interpellanza presentata alla stampa in un modo e poi stravolta nella massima


assise cittadina, il Partito democratico di Spoleto perde il portavoce del gruppo consiliare, il collega giornalista Renzo Berti, "reo" - per così dire - di aver inviato l'interpellanza originale con tanto di comunicato stampa. Da quanto si evince nell'intervento del commissario locale Antonini, il fu portavoce avrebbe agito a titolo personale. Di seguito la risposta del dimissionario Berti, che ha scritto a Sol:

Gentile Direttore, carissimo Editore. Credo che sia il momento di raccontare la verità su questa vicenda. Perché, prendendo in prestito una famosa frase della buonanima (non per molti) del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, dico semplicemente che :"NO, non ci sto!". Poiché in questa vicenda vengo tirato in ballo come colui che ha scritto il testo dell'interpellanza e lo ha diffuso per proprio capriccio personale, adesso è bene ristabilire la verità dei fatti. Ma iniziamo con ordine. Domenica mattina, con la prima bozza del testo dell'interpellanza, mi sono recato ad un appuntamento con il consigliere Paolo Martellini per sottoporlo alla sua attenzione. La cosa può essere testimoniata dalla decina di persone che erano in quel momento al Centro Sportivo Flaminio, che hanno visto il sottoscritto incontrarsi con il consigliere Martellini. Peraltro sono giunto in ritardo perché ho trovato una gomma della mia auto bucata. Il giorno 25 aprile, alle 12.30, mi ha chiamato il consigliere Paolo Martellini per emendare l'interpellanza che, e lo dimostrano le mail che ho inviato sia a quest'ultimo che al capogruppo Dante Andrea Rossi, era quella il cui testo originale è stato diffuso agli organi di stampa e conteneva esplicito riferimento sia alla società sportiva La Fenice che al consigliere con delega allo sport, Roberto Settimi. Se l'interpellanza non fosse stata concordata o avesse contenuto frasi che sono puramente farina del mio sacco, qualcuno se ne sarebbe dovuto sicuramente accorgere e non mi avrebbe mai e poi mai autorizzato a inviarla. Ma non solo. Il consigliere Paolo Martellini mi ha chiesto di accompagnarla con un comunicato stampa che si rifacesse al testo dell'interpellanza. Cosa che ho fatto con lo stile e l'onestà intellettuale che, reputo, mi appartenga e non permetto a nessuno di mettere in discussione, in quanto riconosciutami anche dagli avversari politici. Perché, e mi rivolgo in particolare a Lei, esimio Commissario Antonini, vorrei ricordare che il sottoscritto non ha né posti pubblici, né incarichi e non ha mai ricevuto favori personali da questo partito. E che ho una moglie dirigente ospedaliero, ma che dopo 15 anni di carriera non ha neppure un incarico professionale (Sic). Lei mi capisce, vero caro Commissario? Ma sono semplicemente animato dalla forza della passione per le idee del Pd, da una modesta competenza che mi viene da 33 anni di professione e dall'amore per gli studi giuridici e, aggiungo, dalla fraterna amicizia con alcuni esponenti del Partito, in particolare del gruppo consiliare. Tornando alla vicenda, alle 6 del 26 aprile, ho inviato l'interpellanza ai consiglieri Massimiliano Capitani e Laura Zampa. Il primo, con una telefonata, mi ha comunicato che non l'avrebbe firmata perché, pur condividendone lo spirito politico, riteneva che fosse un attacco personale nei confronti del consigliere Settimi. Poi, quello che è successo in aula, non mi compete perché, innanzitutto, non ero presente, come non lo era il capogruppo Dante Andrea Rossi per comprovati motivi personali e gravosi impegni politici che doveva assolvere nelle sue funzioni di segretario provinciale del Pd. Concludo dicendo che il Commissario del Pd Carlo Antonini, non ha avuto neppure la correttezza ed il buonsenso di farmi una telefonata per capire dal sottoscritto come si siano svolte le cose. Il che è tutto dire!! Da semplice iscritto, perché da questo momento rimetto il mio incarico nelle mani del capogruppo Dante Andrea Rossi, ritengo che sia quanto mai necessario accelerare il processo congressuale. Su quanto è accaduto in consiglio comunale, infine, mi riservo di esperire tutte le azioni a tutela della mia immagine professionale ed onorabilità, avendo già dato mandato allo studio legale degli Avv. Proff. Rossi e Budelli di Perugia di approfondire gli aspetti della questione. Tanto dovevo e grazie per l'ospitalità.
Dott. Renzo Berti, già responsabile della comunicazione del Gruppo consiliare Pd Spoleto

C'è da giurare che questo non è che l'inizio di un duro scontro interno al partito, uno scontro destinato ad inasprirsi ulteriormente come accade, del resto, quando si rimandano le discussioni relative ai problemi reali, in un partito come in un'azienda o una famiglia. E nel caso del Pd di Spoleto, non è un mistero, il confronto interno manca ormai da quasi due anni, dalla sconfitta elettorale di Dante Andrea Rossi contro l'attuale sindaco Fabrizio Cardarelli. E a proposito di Rossi: sarebbe quantomeno opportuno, a questo punto, un intervento del capogruppo consiliare - assente giustificato martedì in consiglio comunale - nonché segretario provinciale del Pd.



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I commenti dei nostri lettori

basilio rapucci

10 anni fa

Dopo aver letto alcuni articoli con le relative piccanti repliche, alla fine scopriamo che queste comunicazioni non avvenivano dopo attenta e vivace discussione sui vari argomenti trattati, ma ciò avveniva per iniziativa di pochi al solo scopo di mettersi in evidenza. Purtroppo dopo questi passaggi si arriva alla più classica ( semplificazione), con l'auto-esclusione che avviene per ( dimissioni). Ci sono alcuni passaggi di non semplice comprensione per le persone normali ( vedere la lamentela fatta sul coniuge che dopo 15 anni di carriera non ha ancora incarichi professionali ). Mi preme ricordare a chi legge che le statistiche segnalano tassi disoccupazione giovanile superiori al 40%, situazioni decisamente peggiori del caso personale segnalato nella lettera.

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Se il Signor Berti ha ritenuto opportuno di condurre la sua battaglia politica in un certo modo, senza che i membri del suo partito fino a ora si siano opposti, lo si può criticare ma certamente non si può dire che egli sia stato un traditore. Da semplice cittadino, di un' altra tendenza politica, posso solo dire che merita senz'altro: L'onore delle armi. Detto ciò, mi permetto di augurargli per il suo futuro più fortuna e più modestia. Sono doti che nella vita non guastano mai.

Arturo M.

10 anni fa

Berti è sempre inutilmente contorto...bene che si sia dimesso tanto ha cambiato 10 partiti!

giampy

10 anni fa

Era ora che se ne andasse. Speriamo che sia vero. Tanto ci sará qualche altro partito che se lo prenderá. Giampy

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