Opinioni

Impossibile continuare a fare i salti mortali

 

 

La settimana scorsa è stato sospeso (pare per sei giorni) il servizio ospedaliero di Cardiologia. Di conseguenza per chi dovesse avere bisogno , in quest'arco di tempo, di un ECG, di una prova da sforzo o di un' ecocardiografia, l'unica soluzione è un dirottamento su Foligno (o altre sedi). E' stata una


 decisione sofferta, cui il Dott. Maragoni non avrebbe mai voluto arrivare, ma non era assolutamente possibile sostenere certi ritmi di lavoro con le carenze che il Servizio sta sopportando ormai da tempo. Tutti abbiamo sempre sostenuto la necessità di una "cardioprotezione" per il SanMatteo ( e, indirettamente , per la città ), da intendersi come l'opportunità di avere a disposizione, sia per il paziente ricoverato che per quello rivoltosi al PS, la figura dello specialista cardiologo 24 ore su 24. Ma per garantire quest'importante obiettivo Giorgio Maragoni ed i suoi collaboratori stanno facendo oggi, letteralmente, i salti mortali.
Nell'organico medico della Cardiologia c'è, da mesi, il vuoto creato da una lunga malattia e c'è, per ben due medici, un'astensione dai turni notturni determinata da motivi di salute.
C'è, nei fatti, un superlavoro per chi resta (praticamente quattro gatti) ovvero per coloro che, comunque, debbono assicurare la presenza continua del cardiologo.
Ci sono, in conclusione, i salti mortali di cui si diceva e che non possono, però, essere effettuati più di tanto. Quando li vediamo fare al Circo battiamo le mani, non immaginando neppur lontanamente la fatica di chi li sta compiendo. E' una fatica, infatti, che non può essere procrastinata all'infinito ed è per tale motivo che , seppur a malincuore, il Primario ha preso una decisione così pesante: sospendere il Servizio.
Sicuramente il Primario si sarà dato da fare in ogni modo per evitare che si giungesse a tanto. Lo conosco bene e so della sua dedizione al lavoro ed al SanMatteo. E' sempre presente ed attivo, in ambulatorio ed in reparto, una vera "locomotiva" a detta di uno dei suoi. E so , peraltro, quanto lui creda ed auspichi un sano processo di integrazione fra tutte le strutture aziendali, l'unico modo per fronteggiare le possibili disfunzioni del sistema, sempre in agguato. Mi piace ricordare, in proposito, che non è rimasto mai sordo "al grido di dolore" che più di una volta si è levato dagli angoli dell'Azienda, consentendo ai cardiologi di Spoleto di accorrere a tamponare le improvvise falle di Foligno, di Narni e, se la memoria non mi inganna, anche di Orvieto.
Non pare, oggi, che ci sia, da parte dei suoi colleghi dell'USL 2, la stessa disponibilità. Non risulta , infatti, che sia mai venuto un cardiologo, da fuori, a dare una mano , evitando così un viaggio di troppo ai malati spoletini. Mai. Per cui il cardiologo del SanMatteo è costretto a fare i salti mortali. E quando sono troppi. come si sa, non si reggono: ti devi assolutamente fermare e riposare , se non vuoi rischiare un infarto.


 



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I commenti dei nostri lettori

due cittadini

10 anni fa

E' proprio vero:i professionisti di Spoleto devono sempre tamponare le carenze che si verificano negli altri ospedali della USL, ma quando è Spoleto in difficoltá nessuno si muove.E' stato sempre così! Ci auguriamo che il nuovo direttore generale unitamente all'assessore regionale alla Sanitá vogliano instaurare una gestione equa e rispettosa dei diritti dei cittadini. Ed infine: Spoleto ha un assessore alla Sanita? dai fatti non risulta.

Enzo

10 anni fa

Fatto veramente grave,ma nel frattempo il Direttore Sanitario cosa fa?

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