cronaca

ALBERI MONUMENTALI, REPLICA ALL'ASSESSORE CAMPAGNANI. LA NORMATIVA DEVE ESSERE APPLICATA COMPLETAMENTE.

 

 

L'Assessore Vincenza CAMPAGNANI ha risposto in merito alla vicenda del Censimento degli alberi monumentali nel nostro Comune e più in generale all'applicazione della Legge n.10/2013, la quale fa obbligo per i Comuni di piantumare un albero per ogni neonato nel Comune e di predisporre il censimento degli alberi monumentali.


L'Assessore CAMPAGNANI riporta dei dati che risalgono alle amministrazioni Brunini e Benedetti mentre la Legge di cui stiamo parlando stabilisce scadenze per il 2015, quindi il censimento dovrebbe essere già stato concluso a fronte di circa 2500 nuove piantumazioni per i neonati durante l'amministrazione Cardarelli, e quelle relative al bilancio arboreo in compensazione degli abbattimenti.

Esiste però un aspetto più importante da sottolineare che riguarda la valutazione che deve essere fatta nel compilare il Censimento e quindi su chi è come opera questa scelta e i criteri che vengono utilizzati.

L'assessore Campagnani ci ricorda che a Spoleto ci sono 4 alberi monumentali, mentre il sito della Regione Umbria ne riporta anche altri per un totale di 6 (ecco a che serve un censimento!): un Platano in Via F.lli Cervi, un Faggio in San Pietro in Monte, una Sequoia in Viale Matteotti, un Leccio a Monteluco e poi Villa Redenta con un Leccio ed un Cedro del Libano.

Il punto importante è che sembra che nella scelta e nella selezione degli alberi da inserire nel censimento sia stato applicato solo una parte del primo comma della Legge, quella parte cioè che classifica gli alberi monumentali in base alla loro imponenza.

Riporto allora di seguito i 3 commi dell'articolo 7 della citata legge che classificano gli alberi monumentali:

l'albero ad alto fusto isolato o facente parte di formazioni boschive naturali o artificiali ovunque ubicate ovvero l'albero secolare tipico, che possono essere considerati come rari esempi di maestosita' e longevita', per eta' o dimensioni, o di particolare pregio naturalistico, per rarita' botanica e peculiarita' della specie, ovvero che recano un preciso riferimento ad eventi o memorie rilevanti dal punto di vista storico, culturale, documentario o delle tradizioni locali;
i filari e le alberate di particolare pregio paesaggistico, monumentale, storico e culturale, ivi compresi quelli inseriti nei centri urbani;
gli alberi ad alto fusto inseriti in particolari complessi architettonici di importanza storica e culturale, quali ad esempio ville, monasteri, chiese, orti botanici e residenze storiche private.

Risulta evidente che solo pochi di questi criteri siano stati considerati.

In particolare a voler applicare la legge a nostro vantaggio, Spoleto dovrebbe inserire i due filari di lecci (licini) che compongono la Passeggiata, nonché il filare lungo la rampa di accesso a San Pietro. Sempre in quella zona abbiamo la famosa e storica "Casina degli Ippocastani" che ha rappresentato un punto di riferimento per le attività sociali e culturali della nostra città.

La legge infatti fa riferimento anche a tradizioni storiche e culturali nei centri urbani, e quindi mi aspetterei ad esempio che il doppio filare di tigli denominato "Le Piantarelle" possa essere inserito nell'elenco, così come ad esempio a Terni sono stati inseriti l'Olmo di Piazza dell'Olmo e la Palma di Villa Palma.

Non da meno possiamo considerare tutto il Giro della Rocca e quindi anche l'area verde che lo accompagna quale patrimonio della città.

Ma sopratutto non si capisce perché a Monteluco è stato inserito un Leccio e non TUTTO il Bosco Sacro che già i Romani avevano dichiarato patrimonio della comunità arrivando ad emettere uno dei primi esempi di Legge Ambientale, la Lex Spoletina.

In conclusione, ritengo ci siano i margini per una applicazione non solo geometrica della legge ma anche storico e culturale che possa dare risalto anche a questo patrimonio della nostra città, che taluni ritengono poca cosa, ma che invece sono uno di quei tasselli che danno la percezione ed il senso civico, culturale e ambientale della nostra città.

*  portavoce 5 Stelle

 


 



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I commenti dei nostri lettori

roberto

10 anni fa

Giro della Rocca: sarebbe ora di ripulire ed abbattere tutte le piante e sterpaglie che purtroppo non permettono più la visuale sulla vallata. Il povero Francis Menotti fu lapidato ed ora invece tutto tace. Stessa cosa per le piante che oramai coprono completamente il primo anello di mura intorno alla Rocca. Tagliare ed abbattere per tornare alla bellezza originale.

giobatta

10 anni fa

Purtroppo gentile Diogene,Spoleto è campione di polemiche di promesse .

Diogene

10 anni fa

RIBADISCO CHE GLI ALBERI SONO MOLTO IMPORTANTI PER LA NOSTRA VITA; MA INVECE DI BATTIBECCARE SU SCADENZE, LEGGI, ARTICOLI E COMMI VARI CHE NE DIRESTE DI INTAVOLARE UNA STRATEGIA COMUNE PER IL LAVORO ! SPOLETO HA BISOGNO DI OCCUPAZIONE , DI SOLO TURISMO NON SI CAMPA.

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