politica

Pd: dalla rete alla 'Smart-City' per cambiare marcia

 

 

I sociologi e gli economisti più attenti sostengono che siamo di fronte a cambiamenti epocali nel rapporto fra individuo,beni e proprietà. Rifkin parla ad esempio del passaggio dalla "società del possesso a quella dell'accesso" e sottolinea che, soprattutto tra le nuove generazioni, sembra


perdere costantemente rilievo il fatto di possedere un bene, a favore della possibilità di poter accedere ai servizi che quel bene offre.

Oggi accedere significa ovviamente essere connessi alla Rete, elemento ormai imprescindibile per molte delle attività quotidiane, quali la mobilità delle persone, la vendita, l'acquisto e il trasporto dei beni di consumo, la diffusione delle notizie e delle immagini ma anche per attivare un traduttore automatico se si ascolta una lingua diversa, consultare la mappa di una città, trovare il ristorante orientale più vicino e via dicendo per altre mille opzioni.

RETE PADRONA la definisce Federico Rampini parlando dei potenti che governano il web (Google, Apple, Amazon?) e dei grandi rischi connessi alla concentrazione di poteri e ricchezze enormi nelle mani di pochi soggetti. La rete e la facilità di accesso sembrano essere quindi il tratto identitario della vita contemporanea, ben oltre la 'sacralità' della proprietà privata.

Per chiarire tale tesi viene spesso fatto l'esempio di quello che è stato il bene primario, insieme alla casa, per tutte le generazioni dal dopo guerra ad oggi: l'automobile.

Dagli anni 60 in poi possedere una macchina è stato considerato strumento di libertà per eccellenza, paradigma di una stagione di felicità e di progresso, garanzia di "poter andare ovunque"e di una velocità del vivere fino ad allora sconosciuta.

Pertanto non può non sorprendere il risultato di un sondaggio, che vorremmo ripetere anche qui a Spoleto, fatto fra la GENERAZIONE Y, cioè i nati fra il 1981 e il 2000. Alla domanda: "Cosa preferisci tra la proprietà di un'auto e l'accesso al web?" Circa la metà (il 46%) ha risposto:  l'accesso alla rete. La generazione internet privilegia la connessione poiché attraverso essa, ogni individuo può sentirsi incluso e "condividere" impressioni, visioni, aspirazioni ed anche essere facilitato nell'accesso ai servizi.

Per esempio essere connessi garantisce anche libertà di movimento: bike-sharing, car-sharing, car-pooling sono nuove forme di trasporto che non presuppongo la proprietà del mezzo, permettono risparmi superiori al 50%, non hanno necessità di alcun investimento iniziale per l?acquisto, riducono l?inquinamento da CO2, snelliscono il traffico (ogni auto in car-sharing produce l?eliminazione di quindici auto private) facendo guadagnare tempo.

Ormai in numerose città europee: Amsterdam, Berlino, Copenaghen, ma anche Milano e Torino, la stragrande maggioranza dei giovani si muove attraverso queste nuove modalità, supportata da un efficiente trasporto pubblico la cui efficacia è però la precondizione della odierna mobilità alternativa: tutti comprendono che se attraverso il mio smartphone organizzo uno spostamento tramite bike o car-sharing, bus o treno da A a B, nel punto B il bus ?deve? passare con assoluta precisione, altrimenti salta tutto il programma.

Pertanto cablaggio, reti, connessioni, mobilità alternativa, efficienza dei servizi pubblici, equità e facilità di accesso; in una parola quegli elementi che costituiscono la base della sfida che dobbiamo affrontare anche nelle nostre città: realizzare la smart-city, cioè la città intelligente.

Ma come dove essere Spoleto "città intelligente" Bike e Car-sharing da noi hanno senso?

Quali servizi deve offrire la città? Quali articolazioni per essere attrattiva sui mercati turistici e migliorare la qualità della vita dei cittadini? In che modo si facilita anche qui da noi l'accesso ai servizi pubblici?

Il PD è impegnato nella elaborazione di un progetto-programma per la città basato anche su tali tematiche e sarebbe interessante ed assai utile che si sviluppasse una discussione fra tutti

coloro che hanno a cuore e si impegnano per il bene di Spoleto.

Vi invitiamo pertanto ad esprimere le vostre opinioni inviandole a:

partitodemocraticospoleto@gmail.com

 

 


 



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I commenti dei nostri lettori

EraOra

10 anni fa

Un commento evidenzia che come si alza il livello della discussione, ci sono i somari che continuano a ragliare perché altro non sanno fare e pur conoscendo (ma sará poi vero? ) l'inglese, o forse solo qualche anglicismo, non conoscono altra lingua se non quella del lamento unito all'insulto. Per fortuna, almeno tra i lettori di Sol, è un caso isolato, una mela marcia, insomma.

Irriverente spoletino

10 anni fa

Molto fanno ironie sul bile sharing, sul fatto che a Spoleto non si possa (e non si debba?) fare.. Ma in realtá tutti questi signori ignorano il fatto che lo stesso bike sharing è stato proprio inserito nel piano agenda urbana del Comune di Spoleto e che riceverá quindi ingenti fondi regionali ed europei... Ma perché la gente non si informa prima di parlare? Perché questi signori fino ad oggi allora non si sono lamentati con il Comune che qualche tempo fa ha presentato proprio il bike sharing fra gli obiettivi del l'agenda urbana? Eh si, ben 800.000 euro alla voce "mobilitá sostenibile" con prima voce proprio bike sharing seguito poi da car-sharing... Perché ve la prendete tanto con il PD che tira fuori un tema per parlare quantomeno dell'agenda urbana di questa Giunta dicendo che in realtá non è cittá da bike sharing.. E allora perche non avere contestato la cosa alla Giunta? Forse perché siete di parte?

Il conte

10 anni fa

Cioè famo un sondaggio: io voto sì Vuoi il bike sharing SI Il car sharing SI La banda ultra larga SI ora, dal piddì, mi aspetto il come ed il quando

Arturo M.

10 anni fa

Articolo stupefacente. Di quale cittá state parlando? Per caso di quella Spoleto che avete governato per 70 anni, fino a 1 anno e mezzo fa e che avete mantenuto, per gran parte, in condizioni di arretratezza? Perché quel che oggi dite non lo avete fatto ieri? La fibra ottica a Spoleto raggiunge solo il 22% della popolazione mentre il 78% ha una rete dsl tra le più scadenti dell’Umbria con intere parti del comune senza nemmeno la connessione con il vecchissimo doppino di rame. Voi PDini citate – bambinescamente - cittá come Amsterdam, Berlino, Copenaghen, Milano e Torino: sapete qual è la percentuale media di copertura con banda ultra-larga (fibra) in queste cittá? Siamo sopra al 94%! Ma di che diamine di bike-sharing, car-sharing, car-pooling e smart-city andate blaterando se in una cittá come la nostra la fibra copre il 22% dei cittadini ed è concentrata nel solo 15% del territorio del comune di Spoleto? Fa molto ridere poi immaginare il bike-sharing delle cittá europee e italiane che citate - le quali sono notoriamente tutte in perfetta pianura – applicato alla collinare Spoleto, cittá con un esteso centro storico con notevoli salite e discese, dove non a caso si tiene la corsa dei vaporetti. Ve la immaginate una vecchietta sui pedali inerpicarsi per la salita dello stadio e scendere in picchiata per via salara. Bah! Sveglia PDini, abbiamo chilometri di tapis roulants e di scale mobili il cui titolo del progetto era “Spoleto cittá senz'auto…” Purtroppo, oltre a fare proposte spesso insensate, danneggiandovi di conseguenza, voi non sapete rappresentare il territorio spoletino (alcune volte ho il sospetto che non siate nemmeno spoletini), vi limitate al più a curare gli interessi particolari di partito e poiché non contate niente nel PD dell’Umbria (non vi hanno concesso nemmeno un candidato alle ultime regionali, non siete presenti né in Provincia né in Regione né in Parlamento, siete minoranza in Comune, siete commissariati e pare siate sommersi dai debiti), vi hanno ridotto per disciplina di partito ad obbedire a ferree direttive perugine-folignati, le quali hanno naturalmente come prioritá Perugia e Foligno e dopo – se rimangono soldi – forse si penserá anche a Spoleto … aspetta e campa cavallo! Voi PDini di Spoleto siete diventati un enorme, grosso problema per la cittá e dunque non siete la soluzione; tutto questo è assai triste sia per noi cittadini sia per voi stessi che ben conoscete la vostra attuale condizione. Vi auguro di uscire dall’angolo in cui siete costretti e poi magari si potrá parlare seriamente di futuro. Cari PDini, in conclusione e per sdrammatizzare, giacché nel vostro articolo avete buttato un po’ di fumo negli occhi dei lettori con anglicismi di gran moda, anche io - che frequento quella lingua e i relativi luoghi per lavoro - mi permetto affettuosamente di cedere al medesimo vezzo. Catch this? Check it out and break a leg!

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Innanzitutto, ritroviamo la nostra identitá di cittadini, conosciamoci meglio e discutiamo su cosa vogliamo. Se da una parte la realtá virtuale può favorirci, nell'avere dei contatti con tutte le persone connesse, e con tutti i luoghi del mondo, dall'altra parte questo sistema di comunicare ci isola sempre di più, perché ci toglie la possibilitá di "confrontarci fisicamente" con le altre persone. Penso che, immergerci troppo nella realtá virtuale, ci privi di quei piaceri, di quelle sensazioni e di quelle emozioni che solo una presenza reale ci può dare. Un conto è vivere delle emozioni dal vero, causate dalla visione di un panorama, dallo sguardo di una persona, dalla gioia o dal dispiacere di un avvenimento, o da una qualsiasi altra occasione che può toccarci, traendone delle sensazioni sia dal tono di voce, sia dall'espressione del viso degli interlocutori, e altra cosa è dover interpretare le emozioni di altre persone attraverso un ok, affiancato dalla faccia gioconda di qualche pupazzo che simboleggia il consenso, o di un ah, ah ah..che esprime un' ironia o una risata. Spero di potermi sbagliare, ma mi dispiacerebbe che in futuro, la completa dipendenza dalla rete, (sia telefonica che digitale), anziché dimostrarsi la conquista di una nuova libertá, non diventasse l'emblema di una nuova schiavitù. Se ci soffermassimo solo per qualche attimo a rifletterci, a come reagiamo quando abbiamo dimenticato un telefonino, un tablet, o qualche altra "diavoleria" moderna, ci accorgeremmo che schiavi, in parte, lo siamo giá. Non è sbagliato definire la tecnologia "la droga collettiva" della civiltá moderna!

Michele

10 anni fa

Finalmente qualcuno che si occupa del tema smart city, economia condivisa e su dove investire i fondi europei. Vi ho inoltrato il mio suggerimento, soprattutto per sviluppare la connettivitá internet, perchè ormai tutti i servizi (pubblici e privati) passano per il web. E' importante che Spoleto si doti tutta, dal centro fino alle periferie, di fibra ottica per aumentare la competitivitá. Un appunto: avete notato che nel piano dell'agenda urbana i soldi andranno a finire solo al centro storico e illuminazioni ? Ma perché vengono sempre escluse le periferie che potrebbero dare tanto al nostro territorio e dove sono presenti anche le nostre aziende? con stima, Michele

Diogene

10 anni fa

CONDIVIDO IN PIENO IL CONCETTO DI " realizzare la smart-city, cioè la cittá intelligente" MA INSIEME A " Bike e Car-sharing " CHE NE DIRESTE DI DARCI TUTTI DA FARE PER RICREARE , OLTRE AL TURISMO , UN SANO E DURATURO TESSUTO PRODUTTIVO ?

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