cronaca
Ex Pozzi, Fiom-Cgil: 'Mantenere alta l'attenzione'
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Ex Pozzi, Fiom-Cgil: 'Mantenere alta l'attenzione'
Ordine del giorno del direttivo provinciale, riunitosi oggi (8) a Spoleto
Riceviamo e pubblichiamo dal direttivo provinciale di Perugia Fiom-Cgil:
Il Direttivo Provinciale della Fiom Cgil di Perugia, riunitosi l'8 marzo presso Villa Redenta a Spoleto, ritiene importante condividere con l'opinione pubblica, le ragioni per le quali si è voluta svolgere la propria assise a Spoleto. La Fiom Cgil di Perugia ritiene fondamentale la difesa delle industrie IMS e
Isotta Fraschini - ex Pozzi - a Spoleto, non solo per il valore occupazionale ed economico che storicamente rappresentano, ma anche per rilanciare il lavoro manifatturiero come centrale per i nostri territori.
Mantenere alta l'attenzione su questa vicenda per noi rappresenta la condizione necessaria per coinvolgere l'intera comunità locale e giocare così un ruolo nella difficile partita che i lavoratori e le lavoratrici stanno affrontando, per la difesa del loro posto di lavoro.
I DATI DELLA CRISI NELLO SPOLETINO
Il valore del Direttivo Fiom a Spoleto è tanto più forte se consideriamo che i dati elaborati da Ires Cgil, e disaggregati sul territorio dello Spoletino, indicano il protrarsi di una situazione di stagnazione, senza nessuna reale inversione di tendenza.
Parlando di territorio spoletino ci si riferisce ad un'area di circa 48.000 abitanti, formata dai comuni di Spoleto, Castel Ritaldi, Giano dell'Umbria e Campello sul Clitunno.
Gli occupati complessivi dell'area interessata sono circa 21.000. Fermo il dato sui lavoratori dipendenti (circa 15 mila), lo 0,1% in più rispetto all'anno precedente, sono in aumento dell'1,3% i lavoratori autonomi (6mila), con un'incidenza rilevante delle partite IVA, che spesso nascondono lavoro subordinato mascherato, anche in settori tradizionali come l'edilizia.
In aumento rilevante i disoccupati che sono ormai 2.354, pari al 12%, con un aumento dello 0.7% rispetto al 2014, mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono ben 9mila. Su circa 4mila avviamenti al lavoro solo 480 (12%) sono a tempo indeterminato.
Emerge con nettezza un quadro di lavoro frammentato, precario e a tempo determinato.
Il territorio di Spoleto ha tra l'altro subito un colpo durissimo sul versante della presenza industriale con il forte ridimensionamento occupazionale anche delle aziende metalmeccaniche.
Da evidenziare, inoltre, l'esplosione dell'utilizzo dei voucher, con circa 90mila buoni lavoro acquistati nello spoletino e circa 850 lavoratori costretti a questa forma di "ipersfruttamento".
Per quanto riguarda la demografia d'impresa, balza agli occhi come le aziende si siano sempre più frammentate, ridimensionandosi enormemente, perdendo quindi anche capacità competitive nel mercato.
Non solo il numero delle imprese cessate è leggermente superiore a quelle avviate, una differenza dello 0,4% nel 2015, ma se aggiungiamo l'alto numero di aziende fallite, il dato complessivo diviene assai più negativo.
Sul versante delle risorse finanziarie del credito, appare una notevole difficoltà nell'utilizzo delle risorse - impieghi vivi - , basti pensare che l'industria ha visto un - 2%, - 3% per i servizi e un - 9,9% per l'edilizia, che conferma ormai una crisi strutturale con pesanti ricadute per tutta l'economia del territorio.
Il Direttivo Fiom Cgil di Perugia, in un quadro come quello esposto, visti i tempi che il Programma di Cessione - approvato al MISE il 1 luglio - prevede per Ims e Isotta Fraschini, dopo le prime "manifestazioni d'interesse" all'acquisto delle aziende, impegna la FIOM CGIL a continuare, insieme alle altre organizzazioni sindacali ed alle istituzioni, rispetto la copertura degli ammortizzatori sociali e ad un proficuo impegno per una positiva soluzione, ribadendo ancora una volta che per il sindacato la soluzione per Ims e Isotta deve essere unica, di sito, e per Spoleto.
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I commenti dei nostri lettori
operaio
10 anni fa
In passato sono stato molto critico con la CGIL, compresa la FIOM, almeno quella umbra. Spero che questo non sia solo un fatto simbolico, ma che indichi un cambio di rotta. Sono d'accordo col Corvo della rocca che bisogna anche fare proposte, ma temo le mie siano opposte alle sue (a giudicare da altri commenti su questo sito): secondo me la Pozzi, come tutte le aziende in crisi va espropriata e messa sotto controllo operaio; il lavoro che c'è va diviso abbassando l'orario; e chi non riesce a lavorare deve ricevere un salario garantito. Non sono proposte vetero-marxiste, ma di semplice buon senso: confrontandomi con gli operai della ex Pozzi ho notato come loro conoscessero molto meglio i meccanismi di produzione dei loro stessi dirigenti e così vale anche nel mio vecchio posto di lavoro. Inoltre non si dica che non ci sono soldi perché viviamo in un periodo storico in cui la ricchezza non è mai stata così tanta nelle mani di pochi. Un imperatore romano se li sognava i lussi del ricco oggi al centesimo nella classifica mondiale. Che paghino questi signori una volta tanto
Il Corvo della rocca
10 anni fa
Non bisogna limitarsi solamente a "tener alta la guardia" ma bisognerebbe anche sforzarsi di riuscire a trovare delle soluzioni valide, ragionevoli e fattibili da proporre. Prima che il patatrac sia completato! Portare delle proposte o delle soluzioni a decisioni prese, può rivelarsi spesso troppo tardi. I sindacati, se intendono realmente difendere i diritti dei lavoratori, essi stessi devono lavorare per difendere si il presente, ma in prospettiva del futuro. E questo non vuol dire stare solo attenti a ciò che "di oscuro" potrebbe profilarsi nell'immediato all'orizzonte. Lavorare per il futuro significa far tesoro del presente per costruire una nuova cultura lavorativa. E questa non la si costruisce così sui due piedi! La si costruisce individuando in che direzione va il mondo del lavoro, e coinvolgendo politici, investitori, scuole, universitá, studenti e aziende a guardare. in armonia. in quella direzione. Altrimenti, non conoscendo l'entitá e la posizione del "nemico", ogni "fuoco di copertura" potrebbe rivelarsi sterile. E ogni altro tipo di reazione starebbe a indicare un segnale di debolezza.
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