Salute
La Fondazione Loreti ha presentato 'Foodyland', risposta culturale al cibo spazzatura
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La Fondazione Loreti ha presentato 'Foodyland', risposta culturale al cibo spazzatura
Una piattaforma online per imparare a mangiare giocando
Una concreta risposta culturale, emotiva, antropologica e territoriale del e per il consumatore nei confronti dell'azione, a medio e lungo termine, portata avanti in maniera immorale dalle multinazionali dell'alimentazione e farmaceutiche. Si chiama "Foodyland - Impariamo a mangiare giocando", e più che una
piattaforma online - presentata ieri alla Fondazione Loreti Onlus - è uno stile di vita sano e con radici profonde, volto all'educazione alimentare come un qualcosa che deve essere parte del bagaglio culturale di ciascuno. Il progetto, patrocinato dalla Regione Umbria e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, è pensato per i bambini ma fa bene anche agli adulti, anzi si rivela uno strumento utile proprio ai più grandi per aiutarli ad orientarsi e ad orientare figli e nipoti sulla genuinità dei prodotti alimentari. Questa iniziativa è promossa dalla Fondazione nell'ambito del Progetto principale "Prevenzione e cura dell'obesità e del diabete di tipo 2", sia per informare la popolazione che per supportarla nella ricerca di corretti stili di vita.
Ieri mattina, 19 febbraio, ha visto la luce la piattaforma online interattiva di Foodyland, www.foodyland.eu, attraverso la quale il consumatore reperisce informazioni, studia e a pprende le proprietà dei singoli alimenti e della piramide alimentare transculturale, si confronta con esperti e specialisti; in una parola, tende ad uno stile di vita sano e corretto. Speciale attenzione è dedicata ai bambini, quindi a tutti coloro che con i piccoli si relazionano: genitori, insegnanti, educatori. Spazio ai giochi, dunque, tutti incentrati sulla conoscenza degli alimenti attraverso soprattutto il loro colore e la stagionalità. La piattaforma è dotata anche di una pagina Facebook, www.facebook.com/Foodyland-Impariamo-A-mangiare-giocando, per interagire in tempo reale.
Ieri mattina la piattaforma è stata presentata dalla "Corebook Multimedia & Editoria", che ne ha curato la realizzazione (presenti Ugo Mancusi e Sonia Bagnetti, che ne hanno illustrato tutte le caratteristiche tecniche). Sono inoltre intervenuti la pediatra Teresa Garbeglio - che ha parlato dell'importanza dell'allattamento naturale almeno fino al sesto mese d'età del bambino come forte elemento di prevenzione dell'obesità infantile -, la dietista Maura Scarponi - che ha invece puntualizzato quanto sia importante, per i bambini, rendere il momento del pasto più coinvolgente di quanto non sia adesso, inventando giochi e incoraggiando i più grandi a cucinare per i più piccoli -, la psicologa infantile Annamaria Manili - che ha messo in luce l'uso come stimolo emotivo, premiante o punitivo, che gli adulti fanno spesso del cibo con i bambini, fino ad azzerarne il senso di fame o sazietà - e il presidente della Fondazione, il professor Valerio Di Carlo, che proprio nei bambini e nella cultura del "fare rete" ripone fiducia per abbattere in maniera sensibile i dati relativi all'obesità infantile, che mina la salute sia fisica sia psicologica delle persone. Come è infatti emerso dal dibattito, la moderna società occidentale propone cibo spazzatura sotto ogni forma, accompagnando poi questa proposta malsana con il mito della magrezza intesa come "bello". Le lobby internazionali portano avanti ormai da più di 40 anni questo percorso volto alla massima capitalizzazione, che parte sin dall'utilizzo dei latti in polvere per concludersi con i farmaci più comuni.
La conferenza, sapientemente coordinata dalla factotum della Fondazione, Raffaella Bartesaghi, si è rivelata un momento di confronto raro e genuino.A maggio prossimo, infine, Foodyland vedrà anche la realizzazione di un evento, nato dalla collaborazione della Fondazione Giulio Loreti Onlus con Corebook Multimedia & Editoria e l'Associazione Civilino, presente ieri in conferenza. Nascerà infatti una vera "cittadella del cibo" dove si imparerà molto sulle materie prime dell'alimentazione e della dieta mediterranea, attraverso giochi e laboratori sensoriali, percorsi a tema e una vasta rassegna di prodotti locali portati dalle aziende agroalimentari del territorio.
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