politica

Riordino dirigenti comunali, il sindaco Cardarelli ce l'ha con 'l'organetto'

 

Conferenza-fiume del primo cittadino sulle recenti scelte amministrative. 'Attacchi inaccettabili'

 

Un fiume in piena. Perché “i commenti degli ultimi giorni vorrebbero far credere che i cambiamenti siano stati fatti senza un criterio, ma la realtà è ben diversa”. Il sindaco Fabrizio Cardarelli e l’assessore al personale Gianmarco Profili oggi, nel corso di una conferenza, sono tornati sulla


riorganizzazione dei dirigenti facendo chiarezza sulle motivazioni che hanno spinto l’amministrazione a nominare Massimo Coccetta comandante dei vigili urbani, Stefania Nichinonni alla guida del sociale e allo sviluppo economico (ad interim), Giuliano Mastroforti a capo della maxi area tecnica e a spostare in staff Vincenzo Russo (fino al recente passato vicesegretario generale e numero uno della municipale) e Antonella Quondam, ormai ex responsabile della direzione cultura e dello sviluppo economico.

La genesi del percorso “Il percorso che abbiamo seguito - ha detto Profili - è nato seguendo i dettami della legge Finanziaria 2007, che prevedeva la possibilità di ridurre i costi di gestione anche attraverso l’accorpamento degli uffici. Con il passare degli anni le norme sono diventate sempre più stringenti, eppure cosa ci ha lasciato in eredità la precedente Giunta? Dei dirigenti stabilizzati con il noto concorso del 2010. Daniele Benedetti, tra le prime cose che ha fatto, ha nominato dirigente Paolo Risoldi non tenendo invece conto degli obblighi di legge vigenti. Ecco, a questo punto diventa faticoso accettare prediche da determinate persone e da determinati partiti - ha aggiunto l’assessore - considerando che la riorganizzazione da noi pensata permetterà di comprimere le spese e migliorare i procedimenti”.

La nomina contestata Profili, in seguito, ha rispedito al mittente le critiche relative ai nuovi servizi (“e non deleghe, perché quelle spettano agli assessori”) assegnati a Mastroforti. “Anche qui occorre fare chiarezza. Quello contestato a lui non è un reato contro la pubblica amministrazione: non ha, in pratica, provocato un danno alla città”. Sulla vicenda del buco di bilancio, la cui inchiesta coinvolge tra gli altri la Quondam e Russo: l’amministrazione “rappresenta al contrario la parte lesa. Le due situazioni sono ben differenti”. Per il sindaco, inoltre, è improprio considerare quella di Mastroforti una promozione, visto che non avrà più la facoltà di rilasciare concessioni edilizie. “Abbiamo dovuto concentrare tanti servizi su pochi dirigenti perché non potevamo fare diversamente. Mi dite quali altri personaggi avremmo potuto utilizzare? L’errore vero - ha affermato Cardarelli - è stato fatto in passato, stabilizzando l’intero corpo dirigente”.

Scelte temporanee? In ogni caso, alcune delle decisioni prese potrebbero anche non essere definitive. “Siamo pronti a rivalutare la Quondam e Russo nel caso in cui dovessero risultare totalmente estranei ai fatti contestati, e poi – ha detto il primo cittadino - non dobbiamo dimenticarci del fatto che Mastroforti l’anno prossimo andrà in pensione. Ho totale fiducia nelle persone che abbiamo nominato: sono consapevole di aver sovraccaricato i dirigenti rimasti ma non penso che la macchina comunale subirà contraccolpi negativi”.

I veleni del sindaco Cardarelli, infine, ha voluto rispondere alle polemiche. “Molti soggetti si sono espressi per sentito dire o conoscendo solo parte della vicenda. Per quanto mi riguarda, sono sempre pronto a dare spiegazioni a chi me le chiede. Leggere però su alcuni giornali online e in particolare su un ‘organetto di stampa’ vari commenti anonimi di persone che non intendono firmarsi, il cui unico scopo è sollevare biasimo e disapprovazione nei confronti della mia amministrazione, mi è dispiaciuto molto. Fare il sindaco è una grande avventura ma può anche essere fonte di grande amarezza”. Chiusura sul Movimento 5 Stelle, che lunedì ha annunciato di aver richiesto all’ordine degli architetti di Perugia un intervento interpretativo sulla posizione di Mastroforti alla luce della riorganizzazione comunale. “Forse - ha detto Profili - si sta davvero passando il segno”.



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I commenti dei nostri lettori

Bingo

10 anni fa

Dite al sindaco che l'organetto non stampa, suona...... @ erbetta ci siamo meravigliati del pd, ma questa amministrazione non ha fatto nulla di quanto ha promesso in campagna elettorale, ha solo mischiato le carte per fare un'altra partita a tresette. Intanto gli strilloni e i comici come tu li chiami sono l'unico soggetto che mettono il dito nelle piaghe. Il problema che molti italioti hanno il prosciutto sugli occhi e molti altri (purtroppo ancora la maggioranza) godono dei benefici di questo modo becero di amministrare

neroroso

10 anni fa

Dall'editto bulgaro all'attacco a ballaro fino all'editto longobardo di Cardarelli un unico filo conduttore: L'allergia dei potenti alle critiche

Al peggio...

10 anni fa

Al peggio non c'è mai fine. C'è bisogno di aggiungere altro?

P.C.

10 anni fa

L'organetto forse cercava le notizie per fare informazione e non suonava le canzoni stonate del gossip di coloro i quali hanno creato questa situazione ed ancora oggi non hanno capito che la politica è diversa dalla comicitá. Quarto insegna.....

riccardo masciotti

10 anni fa

Vorrei ricordare che l'organetto quando l'attuale maggioranza era all'opposizione funzionava bene....

erbetta

10 anni fa

Ottimo. Bravi, credo che adesso anche il movimento degli strilloni populisti, delle signore in gamba, del gruppo dirigente dei ben pensanti che ha realizzato il palatenda, ha stabilizzato tutti i dirigenti, ha costruito l'area industriale Flaminia, che si lasciava sottrarre tutti i centri strategici cittadini, così come il mondo degli intellettuali avranno capito la veritá. Costoro, la veritá la conoscevano giá da tempo ma non potevano dirla perché significava ammettere le proprie responsabilitá, mentre per i "comici" significava studiare le carte e tutti sanno che è più facile respirare emettendo dei suoni. In sintesi, la riorganizzazione FA RISPARMIARE LA COLLETTIVITA', e se non è assoluta lo si deve solo al fatto che alcune scelte passate hanno preferito stabilizzare determinate figure.

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