Opinioni

Il paese della Capitale della Cultura

 

Ovvero quando 'città' è un termine un po' troppo pretenzioso. Ofarch dice la sua sulle sconfitte di Spoleto

 

Finalmente il velo di silenzio sui progetti relativi a Spoleto capitale della cultura e, di conseguenza, sull'Agenda Urbana di questo territorio, si rompe. Ciò che l'amministrazione ha gestito in silenzio, nel silenzio dell'opposizione che temeva, scioccamente, di sembrare ostile al progetto e quindi di esporsi a


strumentalizzazioni, è oggetto della critica - costruttiva ma decisa - dell'associazione Ofarch, Officina d'Architettura, composta da otto giovani architetti spoletini che hanno come obiettivo quello di realizzare una vera, tangibile partecipazione in un'ottica di concreto recupero e rilancio urbano della città. Che a volte, però, somiglia ancora troppo ad un paese. Di seguito l'intervento dell'associazione:

Vincere o perdere non era importante.
Era fondamentale capire che l'adesione di Spoleto a questa gara poteva rappresentare il primo vero incontro di partecipazione che la città avesse mai visto.
Si urlava a gran voce di DARE VITA ad una partecipAZIONE che non si limitasse ad incamerare oltre 100 progetti arrivati da altrettante associazioni ma di avviare incontri fatti di scambio di idee tra i ragazzi, giovani creativi che eccellono nelle loro discipline.
Si i ragazzi, proprio loro, che sempre a parole si difendono ma poi quando si arriva ai fatti vengono necessariamente scaricati; la stanza dei bottoni non vuole compromessi e la struttura piramidale della città (non solo immaginifica con la Rocca come vertice) non si scalfisce.
Eravamo tutti pronti a tavoli tecnici di confronto, dove le idee presentate potevano essere cambiate, mutate, dove ci si poteva conoscere l'uno con l'altra, ma questo tipo di partecipAZIONE è altra cosa, risulta incomprensibile.
Il fumo di facebook ha tentato di trasformare l'evento in un concorso di bellezza, ma era necessario coordinare le varie scintille creative che arrivavano da più parti e, se necessario, spegnerne alcune perché si partecipa con un grande progetto attrattore e non con centinaia di differenti, completamente all'oscuro l'uno dell'altro.
Il milione di Euro era una banalità di fronte ad una possibile coesione tra i giovani locali che, per una volta, potevano guardare con fiducia ad un presente spoletino senza stare solamente alla finestra dei grandi eventi che atterrano dall'alto.
Il Bando stimolava le città a proporre programmi innovativi in grado di prevedere linee di sviluppo locale, che superassero la dimensione del breve periodo, programmi in grado di valorizzare le Industrie culturali e creative, favorire processi di rigenerazione urbana, la cooperazione tra operatori culturali e turistici nonché la partecipazione attiva degli abitanti della città e del suo circondario.
Senza partecipAZIONE, nessuno ha potuto sostenere un dossier senza parole e nessuno ha atteso il risultato perché in fondo nessuno si è sentito partecipe.
Un'occasione perduta in termini di crescita culturale locale: quante e quali altre occasioni stiamo perdendo? Quale Agenda (Urbana) per la città si sta costruendo senza un progetto condiviso e partecipato con la città?
Conclude il poeta: non provarci, fai.

OFARCH Officina d'Architettura



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I commenti dei nostri lettori

Dario Bianchi

10 anni fa

Dario Bianchi per Salata Vecchia Non condivido quanto Lei dichiara di non riconfermari gli autori del progetto , mi permetto caldeggiare la loro conferma perchè non si sa mai che il proverbio NON C'E' DUE SENZA TRE non valga per questi 5 personaggi in cerca di autore.

Salara Vecchia

10 anni fa

Ma non si può dare la colpa o addebitare i costi dell'insuccesso ai protagonisti: Flamini, Cappelletti, l'Oleario,Tomasini, Quondam perché per addebitarli doveva essere concordato prima, insieme al premi se avessero avuto successo. Mentre trovo giusto che non venga addebitato nulla, trovo altrettanto giusto che nessuno dei sopra citati se ne occupi più per il futuro.

Lente d\' Ingrandimento

10 anni fa

D'accordo con William sulla necessitá di sapere a chi attribuire le spese inutili effettuate e l'insuccesso finale. All'arch. Flamini, all'assessore Cappelletti (che dovrebbe aver sostituito l'assessore alla cultura latitante), al sindaco o a chi altro? O alla malasorte? Gli spoletini sanno di aver votato una amministrazione senza un programma, senza una prioritá, senza un reale segno di cambiamento. Questo è il risultato, andare avanti alla giornata cercando di tenere insieme un gruppo scoordinato senza una linea nè politica nè amministrativa. Ma ancora questo è niente rispetto a quel che vedremo in futuro. Allacciatrvi le cinture di sicurezza e aspettate. Tanto l'opposizione qui non serve, se la fa da solo il sindaco con i risultati che porterá al cospetto della cittá.

William Wallace

10 anni fa

Grazie, Daniela, hai detto tutto. E per chi fa finta di non capire insisto : quanto è costato ai contribuenti quel capolavoro di progetto per la competizion nazional culturale ? Ma si rendono conto i cittadini di quanta pressappochezza, di quanta boria si pasce il Palazzo ? Secondo loro bastava un elenco alla carlona di eventi e monumenti, una sorta di piano da "sagra delle sagre", come ha commentato qualcuno che l'ha visto il " progetto". Non sono servite le solerti claques al servizio , gli autoincensamenti sulle solite trasmissioncine in vernacolo, e non sono stati utili nemmeno gli squittii della stampa amica " sul sogno rimandato". Il secondo boccatone è arrivato secco e puntuale.Cara Daniela, ma come fai a parlare a questi di " corsi universitari legati all'arte " . Al massimo , con simili apparati di paese, potresti proporre corsi di porchetta e fegatelli, eventi di sfrizzuli e budillitti , perchè, di cultura qui conoscono bene solo questa. WW.

spagnolo

10 anni fa

chiedo scusa ma costoro oltre a grandi progetti e speciali sogni cosa hanno fatto di concreto con progetti autofinanziati, ovvero che si finanziano attraverso i loro contatti? Non è che ci troviamo dinanzi ai soliti pensatori che propongono faraonici e bellissimi progetti che poi rimangono sul groppone della collettivitá? Grande movimento in questi giorni......forse è il quarto!

ex suo digito suxit

10 anni fa

Jurgen Sydow 1954 - ......... cittá tanto bella ed interessante , situata nella stupenda cornice dell'Umbria...... Italo Calvino 1972 ..... non si deve mai confondere la cittá con il discorso che la descrive...... J. Ruskin ..... la cittá si modella, inevitabilmente, sulla indole dei suoi abitanti......

Giorgio

10 anni fa

Il partito democratico in veritá si è pronunciato il 23 novembre. https://pdaltamarroggiaspoleto.wordpress.com/2015/11/23/comunicato-circoli-pd-sulla-gestione-della-candidatura-spoleto-capitale-della-cultura/

daniela de gregorio

10 anni fa

Per amore di Dio, basta puntare su \'sta Capitale della Cultura Italiana 2018, 19, 20 e successivi e costruirci anche incarichi ad hoc. Non si è giá dato? Non c\'è altro da fare? E\' come il disperato che investe nel biglietto della lotteria sperando nella buona sorte perché ha solo quella. Progetti fattibili. Strutturali. Alla misura di Spoleto che, ricordiamo, non è una capitale enorme e che non può accogliere tutto, ma ha giá un buon richiamo internazionale. Aprirsi ed andare a cercare corsi di universitá straniere (Lorenzo Ricci Muti, spoletino trapiantato in America , tanto per dire un nome, li porta qui da anni i suoi studenti. Per settimane.) legate all\'arte e che vengano qui attratte ancora dalla fama (ma fate presto, però!) di un Festival che era così ben collegato con gli USA. Questo no? Certo Spoleto non dovrebbe accogliere e tanto meno nelle sale del comune, conferenze stampa per presentare datatissimi concorsi di bellezza femminile. Vero che l\'economia è simile a quella degli anni \'40 del dopoguerra, ma la mentalitá no! Non sará rimasta solo qui a Spoleto l\'idea che un po\' di visibilitá di chiappe e gambe nude tirano su il morale, no?

Il Corvo della rocca

10 anni fa

Lucida e realistica analisi!

marco cecchini

10 anni fa

Per fare andare meglio le cose estraete a sorte uno/a dei giovani professionisti di questo gruppo e mettetelo/a a fare il sindaco, gli altri in giunta. E' difficile per tutti ma loro sarebbero in grado di costruire un modello di cittá diverso e migliore... ma si sa, quando si dice largo ai giovani per giovani come questi c'è poco spazio.

Porta della Riservatezza

10 anni fa

Offarch ha fatto bene a cominciare una osservazione seria e sottolineare la non partecipazione e la non chiarezza nella costruzione del non vinvente progetto. Ma è stato reso pubblico il progetto per capire quale tipo di lavoro o aggrecazione di intenti o di progetti di associazioni fatto ? Sarebbe interessante e senza recriminare gli autori passsare alla seconda o terza fase ma veramente partecipata. Sperando che si formi una commissione apolitica ma cittadina ciedendo uno stanzone al comune dove con cadenza settimanale fare riunioni costruttive, per un nuovo progetto.

Giulio

10 anni fa

Lasciamo la possibilitá di ideare e creare e FARE a chi ha idee e non a chi ormai ha il posto fisso! Mi auguro caro sindaco che con le ultime leggi nazionali sappia fare pulizia di persone che pesano sulla macchina comunale così da alleggerirla e spiccare il volo in un territorio che, come il nostro, è pieno di opportunitá dove chi vuole lucrare non abbia la possibilitá di metterci le MANO! FATE LAVORARE I GIOVANI!

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