cultura e spettacolo

Mercati gioca con la luce alla Add Art di via dei Duchi

 

 

L'arte non è concetto. E' piuttosto emozione. Palpito. Proprio l'opposto del razionale. Che imprigiona nella sua rete analitica ogni frammento della realtà che ci circonda. E ciò per dire che si può descrivere un'opera artistica, ma non si può definire un'emozione. Che va provata sul campo. Direttamente. Senza intermediazioni di sorta. Talvolta è assai


curioso che l'artista spieghi la sua opera. Delle due l'una: o l'opera non dice niente e non trasmette alcuna sensazione oppure è superfluo darne una spiegazione concettuale, che costituisce in ogni caso una diminutio. E le scatole luminose di Saverio Mercati, in mostra alla Add Art in via dei Duchi, colpiscono il vitreo interiore. Ammesso e non concesso che anche l'anima ha occhi per vedere. Lorenzo Rossi e sua moglie, dall'apertura dell'atelier, sono stati sempre a caccia di novità artistiche. Fuori dalla tradizione pittorica e scultorea. Una sorta di nicchia per originalità del linguaggio piuttosto che una comune galleria allestita per vendere quadri o statuette,sia pure di gran pregio.

Saverio Mercati, riproducendo su fondo nero la foto dell'impianto elettrico che sta dietro alla tela, affida alla luce la magia dei contorni delle geometrie espresse. Così due bastoncini paralleli, illuminati da uno scatto d'interruttore, evocano frammenti di una realtà fantastica. La luce serve a separare l'oggetto dalla realtà circostante e perciò a farne materia di un mondo allucinato. L'effetto cromatico è d'impatto. Non occorre essere intenditori per entrare nell'opera e assaporarne i battiti. In tanti ieri sera, all'inaugurazione della mostra intitolata To Light (illuminare o rilucere che si dica), hanno aperto bocca sfiatando nuvole di stupore.



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