cronaca
Controlli approfonditi a San Martino per il caso dei pozzi di acqua calda
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Controlli approfonditi a San Martino per il caso dei pozzi di acqua calda
Per l'Arpa nessuna anomalia
Un monitoraggio più esteso per avere un quadro preciso dell'area effettivamente coinvolta.
È stato questo in estrema sintesi l'elemento di maggiore interesse scaturito dall'incontro svoltosi questa mattina nella sede della Protezione Civile del Comune di Spoleto.
Il tavolo, convocato nei giorni scorsi per fare il punto della situazione relativamente all'acqua calda rinvenuta nel pozzo di una abitazione nella zona di San Martino in Trignano, ha reso possibile un primo confronto tra tutti i soggetti interessati che, a diverso titolo, stanno effettuando i monitoraggi ed i controlli necessari.
Dalla discussione di questa mattina, anche sulla base degli elementi forniti dalla dott.ssa Fedora Quattrocchi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dal Prof. Carlo Cardellini del Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia e dal dott. Luca Peruzzi dell'ARPA Umbria, è emersa quindi la necessità di definire un monitoraggio più esteso, sia intermini temporali che areali, proprio per poter avere un quadro preciso dell'area coinvolta dal fenomeno.
Il coordinamento e l'individuazione dei soggetti incaricati di eseguire le attività di monitoraggio spetterà al Comune di Spoleto che, attraverso la Protezione Civile, svolgerà anche compiti più strettamente operativi informando preventivamente, sia in occasione dei nuovi prelievi, sia attraverso altre azioni volte alla sensibilizzazione e alla conoscenza del territorio, la popolazione interessata.
Nel corso della riunione l'ARPA ha comunicato i risultati delle analisi effettuate sui prelievi del 7 dicembre scorso. Dai primi dati a disposizione (quelli definitivi saranno disponibili nei prossimi giorni) non risultano esserci elementi inquinanti alla base dell'aumento di temperatura dell'acqua, con i valori relativi alla concentrazione di metalli, PH e conducibilità elettrica nella norma. Nessuna anomalia dall'analisi chimica (niente metalli) delle acque prelevate in un pozzo.
I prelievi effettuati hanno fatto registrare una temperatura di circa 35°, dato confermato questa mattina dai nuovi controlli effettuati nell'unico pozzo in cui si sono riscontrati valori più elevati.
All'incontro hanno partecipato il Sindaco Fabrizio Cardarelli, il dirigente e la responsabile della Protezione Civile del Comune di Spoleto Giuliano Maria Mastroforti e Stefania Fabiani, il geologo dell'ufficio ambiente Riccardo Cardinali, la dott.ssa Fedora Quattrocchi dell'INGV, Fabrizio Baglioni del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Perugia, il Prof. Carlo Cardellini e Giulio Beddini del Dipartimento di Fisica e Geologia dell'Università di Perugia, Luca Peruzzi, Nicola Morgantini e Marcello Magrini dell'ARPA Umbria, Sandro Costantini e Francesco Ponziani, rispettivamente Responsabile e geologo del Servizio di Protezione Civile della Regione Umbria, Andrea Motti del Servizio Geologico e Sismico della Regione Umbria, il dott. Marco Facincani responsabile del servizio Igiene e Sanità Pubblica Foligno, Spoleto, Valnerina della ASL 2, Alessandra Ronconi Protezione Civile/ANCI Umbria, Loredana Farneti e Stefano Di Marco del Comando Provinciale di Perugia del Corpo Forestale e Romano Menechini della Valle Umbra Servizi (VUS) Spa.
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I commenti dei nostri lettori
basilio rapucci
10 anni fa
La scoperta dell'acqua calda. Ancora si brancola nel buio e nonostante l'incontro delle migliori teste del centro Italia, ancora non si è capito bene il fenomeno. Le notizie certe sono che nel pozzo le temperature sono stratificate in modo decrescente, ovvero la temperatura più alta è in superficie, e quella più bassa è sul fondo. Insomma sembrerebbe tutto normale, ma non lo è. Sino ad oggi abbiamo sempre saputo che le temperature crescono all'aumentare della profonditá, e quindi l'origine del calore non è geotermico ( almeno nella proiezione del pozzo). Quale potrebbe essere allora la causa? L'altra ipotesi da verificare è quella di capire il percorso della falda che alimenta il pozzo. Questa potrebbe essere superficiale e magari il riscaldamento dell'acqua avviene in uno strato dove avvengono reazioni esotermiche. Tra le possibili fonti di calore ci potrebbero essere fenomeni di ossidazione ( poco probabili visto che non si vedono i prodotti della combustione ( fumo), oppure queste potrebbero essere riscaldate da processi derivati da reazioni anaerobiche ( senza fumo. Di solito queste reazioni sono comandate da enzimi che trasformano la sostanza organica, reazioni che producono calore. La domanda è: Questa sostanza è presente nel luogo da tempi immemorabili oppure è stata messa dall'uomo in tempi recenti? Personalmente ritengo che il fenomeno andrebbe individuato analizzando i fatti dell'ultimo decennio al max. Chissá che cosa ne pensano gli scienziati? Speriamo di scoprirlo quanto prima.
Il Corvo della rocca
11 anni fa
Fa piacere sapere che l'intervento è servito. Infatti, stando alle notizie di ieri, in poche ore l'acqua si è raffreddata di 15 G°.
marcello
11 anni fa
occhio ragazzi perche' a mia conoscenza questo potrebbe essere un segno di imminente terremoto
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