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Come il tè verde protegge dalla malattia di Alzheimer
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Come il tè verde protegge dalla malattia di Alzheimer
Nel 2012 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e l'Alzheimer's Disease International (Adi) redigono il rapporto "Demenza. Una priorità di salute pubblica", denunciando un nuovo caso ogni quattro secondi. Il morbo di Alzheimer è un progressivo, devastante, e alla fine fatale disturbo
neurodegenerativo del cervello. La causa pare risiedere in un'alterazione del metabolismo di una proteina, detta proteina precursore della beta amiloide, che per ragioni ancora ignote ad un certo momento della vita inizia ad essere metabolizzata in modo alterato, portando alla formazione di una sostanza neurotossica (appunto la beta amiloide) che si accumula lentamente nel cervello, formando dapprima piccoli ammassi, poi placche, portando i neuroni a morte progressiva. L'alterazione delle comunicazioni tra le sinapsi del cervello crea perdita di memoria, destrutturazione delle capacità cognitiva e motoria.
Gli scienziati hanno scoperto che il tè verde, mediante tre distinti azioni, riduce la degenerazione dei neuroni cerebrali e protegge dall'Alzheimer:
• Previene la formazione delle placche di beta amiloide
• Permette la rottura delle placche di beta amiloide esistenti interrompendo la fase iniziale e la fase avanzata del processo di aggregazione;
• Promuove la produzione di nuovi neuroni (neurogenesi) nell'ippocampo, area del cervello responsabile della conversione dei ricordi da breve a lungo termine.
Il tè verde, infatti, contiene dei composti multifunzionali appartenenti alla famiglia dei flavonoidi, detti catechine, che dimostrano di avere potenti effetti protettivi a livello cerebrale. In particolare, la potente catechina del tè verde, detta epigallocatechina-3-gallato (EGCG), ha dimostrato di ridurre il deficit cognitivo indotto da stress psicologico in studi su roditori. Le indagini di laboratorio hanno rivelato che i composti del tè verde, a differenza di altri flavonoidi, sono in grado di ridurre la degenerazione dei neuroni cerebrali, in quanto capaci di superare la barriera emato-encefalica. Quando le catechine nel tè verde sono state testate scientificamente su una vasta gamma di modelli cellulari di malattie neurologiche, hanno esibito un forte effetto ferro- chelante (in grado cioè di legare il ferro), di neutralizzazione dei radicali liberi, e notevole attività anti-infiammatoria. Tali composti erano neuroprotettivi in modelli sia della malattia di Alzheimer che del morbo di Parkinson. Ulteriori analisi hanno dimostrato che l'EGCG migliora le attività di modulazione dei geni ed il segnale cellulare, aumenta favorevolmente gli enzimi disintossicanti ed antiossidanti, e protegge il DNA dai danni ossidativi.
Grazie alla risonanza magnetica, per la prima volta si è potuto dimostrare che nell'essere umano
l'estratto di tè verde aumenta immediatamente l'attività della corteccia prefrontale dorso laterale, area del cervello che permette di accumulare e di processare le informazioni, facilitando complessi meccanismi cognitivi, quali la comprensione del linguaggio, il ragionamento e l'apprendimento.
(*) Dottore Specialista in Scienze dell'Alimentazione e della Nutrizione Umana - Nutrizionista (cagnazzofrancesco@libero.it, - Pagina Facebook).
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I commenti dei nostri lettori
Francesco Cagnazzo
12 anni fa
Grazie Francesca. E' bene preparare il tè al momento, utilizzando le foglie. La tecnica di preparazione è fondamentale e va posta attenzione al tipo di acqua usata, al tempo di riscaldamento e alla preparazione dell'infuso. Eviterei il tè verde inteso come bibita giá pronta poichè non ci dá alcuna garanzia della presenza di catechine, preziosi antiossidanti che purtroppo sono instabili e si degradano facilmente.
francesca
12 anni fa
Buongiorno, sono sempre molto interessanti gli argomenti trattati dal Dott.Cagnazzo... per rimanere in tema...il the' verde puo' andare bene quello che si trova comunemente nei supermercati ??? GRAZIE
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