Che poi diciamocelo...

Chi di lingua ferisce

 

Che poi diciamocelo: Giorgia Meloni offesa in radio. Donna e offesa vanno sempre di pari passo. Proprio lei con i suoi toni pacati.

 

Affronto brevemente quanto accaduto nei giorni scorsi all’On. Giorgia Meloni, insultata durante un programma radiofonico da un professore dell’Università di Siena momentaneamente sospeso dallo svolgimento dalle sue funzioni e in attesa di “giudizio” dell’Ateneo. Le parole proferite dal professore Gozzini, docente di Scienze Politiche, ospite fisso nella trasmissione radiofonica “Bene bene male male” di Controradio sono sgradevoli non c’è dubbio. Sgradevoli e come da repertorio nemmeno troppo velatamente sessiste. “Scrofa”, “Vacca”, “Rana”, “Pesciaiola”. Offensive e lesive, indubbiamente, talmente tanto che lo stesso Presidente Mattarella, oltre al Rettore dell’Universitá di Siena ed a tutto il parterre politico nazionale, da destra a sinistra al centro, per concludere con il compagno dell’Onorevole, giornalista, che proprio ieri, prima di avviare la rassegna stampa si è sentito di spendere alcune parole in difesa della sua compagna di vita nonché madre di sua figlia. Perché certe parole non vanno dette, nè in una piccola emittente radiofonica, nè in una grande emittente radiofonica ma neppure al bar perché sono parole che creano disagio più che cameratismo, generano sentimenti rabbiosi più che ilarità.

Certo, se questo è vero è vero ambo le parti. Perché non sono della scuola che al trapasso siamo tutti più buoni, salute cent’anni all’Onorevole, la quale, per sua stessa ammissione, non è certo morbida nelle sue esternazioni.

Ecco, al netto delle posizioni pubbliche che tutti hanno assunto in questa vicenda, mi chiedo se questo fatto non possa eventualmente generare un effetto epurativo dei criteri comunicativi di una quota parte di politica italiana, Giorgia Meloni stessa a capofila.

Perché non credo si tratti di razza, genere, nazionalità, il lascia passare per la metodica verbale aggressiva, a volte svilente e altre volte offensiva. Quindi non penso sia questione di uomo/donna chi insulta chi, ma neppure italiano/straniero. E questa purtroppo è un’onda cavalcata spesso dalla stessa persona che oggi, più che ragionevolmente, si ritiene offesa perché in effetti lo è stata. Mi piacerebbe una riflessione profonda e un cambio registro, che poi, dal mio punto di vista, renderebbe anche molto più comprensibili i contenuti stessi che si sottopongono ai cittadini ed all’elettorato votante. Una donna in un mondo di uomini può fare ottime, grandi cose, non perché è donna, può farlo se lo sa fare. Il nostro è un mondo ancora tanto maschile, è vero, ma la donna di cui parliamo si è già fatta anche molta strada in quel mondo e non senza toni e parole sopra le righe. Dopo la testa del Professore mi auguro di veder cadere anche qualche parola di troppo lanciata sui social nei profili dei nostri uomini e delle nostre donne della politica, magari realizzeranno un cambio tono anche dello stesso elettorato. E in ogni caso, pur condannando con forza la gravità di quanto ascoltato dalla bocca di un uomo, se così vogliamo chiamare chi si fregia di tali appellativi, rimango nel vecchio memento cattolico “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

 



I commenti dei nostri lettori

Michi

2 mesi fa

Vorrei esprimere tutta il mio rammarico per quanto accaduto alla signora Giorgia Meloni e le sono vicina e dirle che non ci meravigliano più questi tipi di uomini frustrati, incapaci di crescere e rispettare. Con la loro stupidità, odiano le donne che sanno farsi avanti a gomitate e portare avanti con coraggio il loro ideale. AMMIRO QUESTE PERSONE, SUSCITANO INVIDIA DI CHI NON HA LE STESSE CAPACITÀ. .CORAGGIO GIORGIA, SIAMO TUTTI CON LEI.

Ma chi è costei?

2 mesi fa

Ho letto il pezzo di Tortora. Non mi è piaciuto, né nello stile né nei contenuti. I contenuti: i concetti espressi sono sostanzialmente due, il primo relativista (donne, uomini, bianchi, neri, destra, sinistra, etc.), il secondo chi la fa, l'aspetti. Concetti puerili ripetuti fino allo sfinimento....anche con toni un po' reazionari. Questa tipologia di autori si riconosce perché usa il termine politica mai come aggettivo e sempre come sostantivo. Saluti.

Spoletino

2 mesi fa

Mi vergogno per lei che scrive l articolo, lei una donna , che giustifica il professore, se fossero state usate le stesse parole contro la Boldrini chissà se avesse scritto lo stesso articolo, inoltre con il suo ragionamento se un uomo vede una donna in abbinamento succinto è autorizzato a violentarla. Da uomo le dico solo Vergogna per giustificare io professore.

Annalisa Tortora

2 mesi fa

Gentile sig Stefano, intanto la ringrazio per aver investito il suo tempo a commentare questo articolo nel quale, sostanzialmente, mi auguro che i toni nella politica e quindi conseguentemente quelli fuori dalla politica, vengano abbassati e riportati a un lessico più sano e sereno. Lei, con il suo commento, è la dimostrazione più evidente di quanto la comunicazione oggi sia aggressiva e dia per scontato il sentire scagliando violenza verbale con la facilità con cui un prof universitario (che mi chiedo se possa essere appellato uomo, lo ha letto? È l’ultimo capoverso) può dare della Vacca ad una Onorevole della Repubblica Italiana. Ma lei specificatamente cosa ne sa di quale sia la mia parte politica, (cita l’altra parte) ammesso io ne abbia una? In quale punto esatto del mio scritto deduce che l’Onorevole viene attaccata da me perché dall’altra parte politica e da vittima diventerebbe carnefice? Quando addirittura mi spingo a supporre che abbassare i toni farebbe comprendere meglio i suoi contenuti. Mi chiedo più volte se abbia letto per intero il testo ma le sue parole mi fanno interrogare circa la chiarezza di quanto scritto (dove sta scritto che la lingua femminile fa più male di quella maschile? Dico chiaramente che sono identiche) . La più grande conquista delle donne, sig Stefano, è essere valutate per ciò che sono, valgono, dimostrano, ottengono e non perché sono in quota rosa, perché Sono semplicemente. E no, non mi vergogno di nulla sig Stefano, tantomeno di aver inneggiato a toni più pacati per la nostra politica, dovrebbe farci un pensierino anche lei. Ringrazio anche il sig Leonelupo per aver investito alcuni istanti del suo tempo nel commentare questo pezzo. Le affermazioni del professore non erano solo da risparmiare erano proprio da omettere possibilmente evitando anche di pensare certe bestialità. Il suo commento però mi fa pensare non abbia letto con attenzione il pezzo per intero poiché viene condannato il fatto, il resto è solo pura considerazione: se tu sei solita utilizzare un certo modus comunicativo verso coloro contro cui ti scagli diventare tu bersaglio può darti la dimensione di quanto possa ferire o essere brutto o apparire sgradevole o semplicemente dar fastidio. Nessuna giustificazione per il fatto, ma uno spunto di riflessione, un pit stop, potrebbe essere utile no? Delle donne che subiscono violenza ho già parlato tempo fa e trovo il paragone veramente forzato rispetto al mio scritto. E in ogni caso, lo vado a ripercossero, no, non c’è mai un buon motivo per una violenza o per un abuso di nessun genere. Quindi mai: donne, uomini, bianchi, neri, vecchi, giovani.. mai e poi mai. Il brutto seme della politica: la ringrazio per le sue righe, mi trova molto concorde, come ha evidentemente letto, è il seme che mi auguro cambi e cambiando il seme potrebbe, chissà, anche cambiare il raccolto, il nostro, quello dei media, quello dei social.. Io resto comunque fiduciosa e rimango convinta che la condanna bipartisan sia d’obbligo.

Il brutto seme della politica

2 mesi fa

Se alcuni politici moderassero i toni ci guadagnerebbero tutti. Esprimendosi con il loro linguaggio tribale non aiutano certo i nostri figli all'educazione e tantomeno alla riflessione. L'assurdo è che con tali requisiti si propongono di governare una Nazione. Con quali esiti però non lo menzionano. Se questo è il seme che spargono è facile immaginare come sarà il raccolto. E tanto per non farsi mancare nulla, alcuni media si comportano peggio di loro.

Leonelupo

2 mesi fa

Quindi secondo questo ragionamento Anche le donne violentate potrebbero aver provocato il violentatore per un abbigliamento troppo osé.... Il professore poteva benissimo risparmiarsi quelle affermazioni...punto!!!

Stefano

2 mesi fa

Eccolo finalmente il commento della bolscievita intellettuale che cerca di giustificare il carnefice gettando fango sulla vittima. Vecchio metodo che stride leggermente con i nostri tempi, fatti di conquiste da parte delle donne, ma secondo l'autrice, se la donna in questione è dell'altra parte politica allora la lingua femminile fa più male di quella maschile, e in fondo, le parole che hanno fatto muovere addirittura il presidente della Repubblica sono solo "sgradevoli". Che dire, io sono un maschietto ma Lei essendo donna non sente un di vergogna?

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