cronaca

Spoleto presidio Covid, manifestazione di protesta davanti la palazzina Micheli

 

L'iniziativa organizzata dal 'Coordinamento per la sanità pubblica' e sostenuta dall'associazione culturale 'Casa Rossa' e dall'Unione sindacale di base. 'La Giunta Tesei impreparata alla seconda ondata'

 

Continua a rimanere alta l’attenzione della città nei confronti dell’ospedale. Sono stati numerosi infatti i cittadini che oggi hanno preso parte al presidio organizzato dal “Coordinamento per la sanità pubblica” di fronte alla palazzina Micheli per protestare contro le decisioni adottate dalla Regione, in particolare modo quella riguardante la trasformazione del “San Matteo degli Infermi” in presidio Covid. “La Giunta regionale a trazione Lega e Fratelli d’Italia si è fatta cogliere totalmente alla sprovvista dalla seconda ondata pandemica: ad emergenza già inoltrata, per arrivare a soddisfare i criteri minimi previsti dal piano anti-Covid nazionale, la Tesei ha provveduto a convertire l’ospedale di Spoleto in Covid-Hospital in tempi da record, privando in questo modo decine di migliaia di persone presenti sul territorio circostante di servizi fondamentali, quali chirurgia e pronto soccorso. Nulla è stato fatto - hanno spiegato gli organizzatori dell’iniziativa - per potenziare la rete preventiva regionale e la medicina territoriale, non è stata messa in atto la campagna di stabilizzazione di personale ospedaliero e di nuove assunzioni a tempo indeterminato”.

Le richieste Da qui l’idea di attuare la manifestazione di protesta per chiedere la “stabilizzazione di tutti i lavoratori precari” ed “assunzioni con contratto a tempo indeterminato per medici specialisti, infermieri e operatori sanitari. Non abbiamo bisogno di un altro reparto covid senza il personale ospedaliero per farlo funzionare: allo stesso tempo, il numero chiuso per medicina e professioni sanitarie e l’imbuto delle specializzazioni ostacolano l’ingresso di nuovi medici nel servizio sanitario. Lottare oggi contro il numero chiuso e per lo sblocco delle specializzazioni vuol dire lottare per la sanità pubblica. Vogliamo garanzie vere sulla ripartenza dei servizi a fine pandemia. Lottiamo per difendere l’importanza dei nostri presidi ospedalieri territoriali”.

La posizione dell'Usb Alla voce del “Coordinamento” si sono aggiunte quelle dell’associazione culturale “Casa Rossa” e dell’Unione sindacale di base. “La Giunta regionale dell’Umbria nel fronteggiare la pandemia si è distinta per forti ritardi e confusione organizzativa ma con una direzione ben precisa - spiega il responsabile territoriale Ettore Magrini - tesa a cancellare definitivamente i pochi dipartimenti e  presidi nei territori per lasciar spazio alle strutture private. Tutto questo a fronte della durissima , amara lezione della lotta al virus che ha palesato la totale incapacità della sanità privata a svolgere un 'Servizio Pubblico’. D’altronde è scontato come le cliniche private non abbiano alcun interesse ad una medicina territoriale che faccia prevenzione, in quanto la loro ragione di esistere è il profitto, garantito solo con l’ospedalizzazione di chi è già  ammalato”.

Inizialmente, spiega l’esponente dell’Usb, “nella prima fase dell’epidemia circolava un auspicio: ‘andrà tutto bene’, in effetti sta andando malissimo! Giungono numerose segnalazioni di operatori sanitari per le criticità non risolte e di cittadini che non trovano risposte adeguate e tempestive alle cure di altre patologie, nonostante  il notevole apporto di tanti medici di base. E’ necessaria una svolta radicale, con un grande piano di investimenti e massicce assunzioni stabili, che non può prescindere da una ridefinizione di un modello di sanità pubblico”.

L'incontro di stamattina Il futuro del nosocomio è stato al centro anche dell’incontro trasmesso sulla pagina Facebook “Difendiamo Spoleto”, a cui ha preso parte il consigliere regionale Vincenzo Bianconi: “Appena si è palesata questa trasformazione dell’ospedale, la prima cosa che mi sono domandato è stata: perché? Quale è la strategia? Probabilmente era necessario, diversi mesi prima, pianificare meglio la gestione di questa seconda ondata, largamente prevista. Ci sono state rassicurazioni sul futuro della struttura con il ripristino di tutti i servizi e io, per natura, tendo a fidarmi delle persone. Ancora la pandemia non è terminata, c’è stato un impegno personale preso dalla presidente della Regione Donatella Tesei e voglio sperare che quando si fanno dichiarazioni del genere uno poi se ne assuma la responsabilità. Di certo va rivisto il piano sanitario, in funzione del cambiamento demografico e delle risorse economiche da investire al meglio. Bisogna costruirne uno che impedisca di avere doppioni a pochi chilometri di distanza e che garantisca risposte di qualità”. 



I commenti dei nostri lettori

nicola de vico

2 mesi fa

Che c'entra Casa Rossa con il pd? Chi è che ha chiuso l'ospedale di Spoleto? Le chiacchiere stanno a zero!

XXX

2 mesi fa

In effetti il cambiamento politico avvenuto in Umbria dal Centrosinistra(per modo di dire, considerando Renzi,e tutti gli altri ex-Margherita e ex-DC) al Centrodestra, per quanto riguarda la Sanità Regionale, non è cambiata affatto. Molti Umbri hanno sperato nel cambiamento, ma le linee guida in campo sanitario erano state già prese e l'attuale amministrazione ha continuato sulla stessa strada. Per di più, ancora oggi gli spoletini non avendo NESSUN rappresentante in Consiglio Regionale che possa difendere le problematiche locali (non mi si dica che abbiamo Zaffini,ormai perugino) e nel passato avendo votato rappresentanti folignati come l'ex-Assessore alla Sanità,non possiamo che raccogliere i frutti.A conferma possiamo dire che il potere regionale è suddiviso,in modo riassuntivo, in un 70% Perugia,in 20% Foligno ed un 10% scarso in Terni e provincia.L'Umbria non esiste più.Ormai abbiamo una città regione: PERUGIA che ha fagocitato tutto e tutti.

Atto di generosità natalizio

2 mesi fa

Donate-lla Tesei a qualche altra Regione che sanitariamente vuole suicidarsi.

ANCORA NON AVETE CAPITO

2 mesi fa

Purtroppo per noi quello che dicono è tutto vero e hanno sempre contrastato il clientelismo di PD, CGIL ....forza coordinamento

Antonio

2 mesi fa

Se la giunta Tesei è impreparata ad affrontare il problema covid,che dire del governo a guida PD?...e poi i posti letti ospedalieri in Umbria chi l'ha drasticamente ridotti negli anni precedenti il pd...chi ha messo al governo delle Asl amici e compagni..il pd..e allora di cosa stiamo parlando ,state solo strumentalizzando la vicenda

nicola de vico

2 mesi fa

Io non mi fiderei....!!!

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