politica

Guido Bertolaso in consiglio comunale: 'L'ospedale di Spoleto tornerà tale e quale a prima'

 

Il consulente della Regione garantisce sulla volontà politica della Regione. Gli interventi di Trippetti e della Bececco mettono in luce qualche deficit di comunicazione tra sindaco ed ex capo della Prociv

 

"L'ospedale di Spoleto tornerà pienamente funzionante, con tutti i servizi che erano presenti prima della sua temporanea conversione in ospedale Covd". Guido Bertolaso è intervenuto in consiglio comunale assicurando  pieno sostegno alla città e al suo sindaco sulla partita legata alla sanità locale. "Mi scuso se non sono stato con voi durante le sedute precedenti del consiglio comunale - ha detto il consulente della Regione Umbria - ma sto girando diverse regioni d'Italia per collaborare con le istituzioni su questo drammatico problema che riguarda il Paese".

Come noto, Bertolaso è stato chiamato circa un mese fa dalla Regione Umbria, per contribuire alla stesura del cosiddetto "Piano di salvaguardia". "Conosco bene quanto gli spoletini siano attaccati al proprio ospedale, le cui qualità mi sono state riferite da diversi amici che in città hanno delle seconde case e dallo stesso sindaco de Augustinis, con cui vanto un rapporto di stima e amicizia sin dai tempi di Palazzo Chigi. Dal primo momento in cui ho cominciato a ragionare con la presidente Tesei e i suoi assessori, si è sempre parlato con grande attenzione dell'ospedale di Spoleto e devo dirvi, con sincerità e franchezza, che non ho mai percepito la minima intenzione di renderlo una struttura che non sia quella cui gli spoletini, da sempre, sono abituati a fare riferimento".

Sollecitato dal consigliere del Pd Marco Trippetti circa le carenze di personale all'interno dell'unico ospedale Covid della Regione, Bertolaso si è impegnato a farsi portavoce di queste necessità pressoil commissario De Fino. "Strano che non ci siano uno pneumologo, un infettivologo o un cardiologo al San Matteo, rispetto ai 13 anestesisti che avete", il suo commento. In merito, da segnalare l'intervento di Maria Elena Bececco, già vicesindaco con delega alla salute pubblica, la quale ha rimarcato come, stanti i contatti quotidiani tra de Augustinis e Bertolaso, sia quantomeno singolare il fatto che il consulente della Regione non fosse già al corrente delle carenze di personale al San Matteo. "Chiedo al sindaco - ha detto la Bececco - che riporti continuamente i dati e i problemi del nostro ospedale agli interlocutori istituzionali di riferimento e, già che ci siamo, chiedo che dia chiarimenti sui numeri della pandemia". Un tema, quello dei numeri, sul quale avevano espresso perplessità anche Settimi di Alleanza Civica, e Lisci del Partito democratico, oltre a Polinori e Santirosi di Fratelli d'Italia.

"I numeri che vi ho dato - la replica del sindaco - sono relativi alle persone poste in quarantena. Il totale di 5 mila e 600 riguarda tutti i provvedimenti di limitazione della libertà personale a partire dalla prima ondata: i negativi, i positivi, i sospetti, i malati, i parenti stretti, e - purtroppo - i defunti. La cifra si riferisce al totale delle persone, di Spoleto e dintorni, che hanno avuto un problema di quarantena, dunque di libertà personale. Sono certamente numeri diversi da quelli che ufficialmente vengono comunicati. In ogni caso voglio chiarire che, ovviamente, a Spoleto non ci sono 5 mila e 600, ma sono stati emessi 5 mila e 600 provvedimenti che limitano o hanno limitato la circolazione e la libertà".

Tornando all'intervento di Bertolaso, il consulente della Regione ha fornito ampie rassicurazioni sul futuro dell'ospedale "anche nel campo dell'assistenza materno-infantile, come in anche altre branche della medicina". Uno spiraglio di speranza riguardo il punto nascite, quindi, sul quale molti - comprese queste colonne - hanno espresso non poca preoccupazione. "Da parte della giunta e del presidente della Regione - ha concluso il medico ex capo della protezione civile - c'è tutta la ferma intenzione di restituire a Spoleto l'ospedale com'era nelle sue funzioni originarie, si spera prima possibile ma questo lo speriamo tutti, visto che vorrà dire che sarà finita la pandemia".



I commenti dei nostri lettori

com San Matteo degli infermi

3 mesi fa

Chiaramente emerge che un referente privilegiato della presidente REGIONALE TESEI IL Dott Bertolaso non conosca bene la situzione emergenziale Covid del nostro ospedale di Spoleto che è stato votato completamente Covid,e che a quanto risulta non avuto le dovute attenzioni per rendere tale struttura ospedalie in efficenza Covid.La situazione quindi come risulta oltre che a dura prova sta mettendo anche a rischio gli operatori sanitari e gli stessi ricoverati Covid? Speriamo quindi che l'autorevole intervento del dottor Trippetti possa avere il giusto riscontro dalla politica regionale nella persona della massima autorita istituzionale della presidente Tesei. Le dichiarazioni del dott Bertolaso che confermano gli impegni pubblici della Tesei che alorquanto termina l'emergenza Covid, l'ospedale San Matteo degli infermi di Spoleto riavrà tutte le Sue eccellenze anti evento covid. Comunque la città di Spoleto vigilerà che gli impegni presi vengono concretizzati quanto prima altrimenti ci sarà una seconda rivolta popolare che porterà di nuovo gli spoletini e il popolo della valnerina al palazzo del governo regionale Umbria

Tonti sì, ma non troppo!

3 mesi fa

"L'ospedale di Spoleto tornerà tale e quale a prima", cosa vuol dire? Vuol dire che da parte della Regione non saranno fatti più investimenti? Vuol dire che l'ospedale continuerà ad essere smantellato delle sue eccellenze? Insomma, è possibile che nessun responsabile della sanità della Regione riesca ad essere chiaro sul suo futuro? Assurdo!

XXX

3 mesi fa

In seguito a questo articolo, mi pongo alcune domande nella speranza che anche l'opposizione faccia proprie. 1-Quanto grava sul Bilancio Regionale la consulenza del Dott. Bertolaso, tenuto conto che si divide con altre Regioni. 2-Impegno politico che l'Ospedale di Spoleto "ritorni come era nelle sue funzioni originarie" Ma questo impegno spetterebbe al Presidente della Regione, all'Assessore alla Sanità al Consiglio. 3-Il Ricorso al T.A.R.? E per adesso ci fermiamo qui.

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