cronaca

Spoleto piange la scomparsa di Rina Mariani

 

I figli: 'Il Covid ce l'ha portata via'. Molto nota in città per il suo impegno nel volontariato, aveva 98 anni e a causa della malattia era stata trasportata all'ospedale di Città di Castello

 

Ci ha lasciato da appena una settimana, dopo una lunga e laboriosa vita, Rina Mariani (nata Rambotti) all’età di 98 anni. Ci ha lasciati nel modo che non avremmo mai voluto, il Covid ce l’ha strappata via, la portata via non solo dalla sua casa, ma anche da Spoleto peregrinando per tutta l’Umbria per poi finire sola in un letto d’ospedale a Città di Castello.

Un’amica spoletina che la conosceva bene ha detto “...e così anche la signora Rina se n'è andata! Un altro pezzo di storia, di testimonianza cristiana ed impegno in città...”. La sua lunga vita, infatti, l’ha dedicata in primis alla Famiglia e poi al Volontariato, sempre al servizio degli altri e del prossimo.

Chi l’ha conosciuta sa bene che lei usava poche parole, semplici e  dirette. Una donna pratica, battagliera, sempre in prima linea, una combattente nata al servizio degli ultimi! 

Ha iniziato in gioventù nella sua città natale di Spello che l’ha vista crescere nella sua formazione cristiana e umanitaria impegnandosi nelle attività dell’Azione Cattolica. Il costante e silenzioso lavoro in ambito sociale è continuato a Spoleto in differenti ambiti; un’iniziale partecipazione all’Unione delle Donne Cristiane l’ha vista in campo attraverso attività informative sul ruolo della donna nella società, nei tempi dei referendum sull’aborto e sul divorzio; quando il carcere era ancora nella Rocca Albornoziana, lei era riuscita ad organizzare un centro di ascolto  per i detenuti ottenendo di essere ammessa settimanalmente ai colloqui con loro.

Il servizio di volontariato la vedeva impegnata nelle varie case di riposo della città, Casa Marini, Istituto Nazareno, Istituto San Giuseppe. Un filo diretto la legava con le Suore della Sacra Famiglia, e tra i più forti ed emozionanti, uno dei servizi che amava di più era quello di andare a trovare le “ragazze”, così le chiamava lei, ospiti a Monte Pincio.

Ha praticato attività anche nell’Unitalsi affiancando l’amica di sempre Novella Sabatini, caposaldo storico di questa associazione. Veterana inoltre nelle fila del Gruppo Volontariato Vincenziano, che dal 1920 a Spoleto è sempre attento alle necessità delle persone e famiglie in difficoltà e che l’ha vista Presidente per molti anni, un lungo periodo in cui ha prestato sempre servizio attivo e di supporto fino all’ultimo.

La sua forza e grinta di donna che si ritrovava anche in quella di madre, attenta alla crescita dei suoi figli, l’ha vista per molti anni presidente del Consiglio di Istituto del Liceo Scientifico A. Volta frequentato dai suoi tre figli. Un filo diretto intercorreva tra lei  e  l’allora Preside A. Piermarini sulle problematiche della scuola, il rapporto genitori/figli e la gestione dell’Istituto.

La stessa caparbietà e dedizione che metteva a servizio degli altri, era quindi costantemente adoperata anche all’interno della sua famiglia, sempre circondata dalla presenza dei figli, dei nipoti e delle sorelle, con cui lei amava condividere ogni occasione di riunione. Ora lei a causa del Covid ci ha lasciati senza avere un funerale, senza avere un momento di conforto dai suoi familiari che avrebbe voluto tutti intorno a sè. 

Si sarebbe meritata un ultimo saluto sicuramente diverso, un saluto di tantissime persone; un saluto da tutte le persone che lei ha aiutato, da tutte le persone che lei ha ascoltato, da tutte le persone per cui e con cui lei ha pregato fino all’ultimo.

I Figli



I commenti dei nostri lettori

Michele Sabatini

2 mesi fa

Ciao Rina, sicuramente ora starai a fare quattro chiacchiere con la tua grande amica nonché mia madre Novella.Sono passati un po' di anni che non vi vedevate e quindi mi immagino che le cose da dirvi sono tantissime. Sono certo che state studiando il modo per far sì che le vostre immense opere nei confronti del prossimo ( ammalati,poveri,disadattati,reclusi ecc..)possano non rimanere solo un ricordo ma che qualcuno continui a perpetrarle nel segno del vostro esempio. Cara Rina, sei stata più che una sorella per mia madre, un binomio indissolubile. Un esempio per tutti noi! Un grande abbraccio a Mario,Cesare e Luciana.

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