cronaca

Danneggiate le tensostrutture utilizzate dagli agricoltori di Castelluccio

 

Teli lacerati e coperture strappate. L'appello degli operatori locali e di Coldiretti. Interviene anche la Lega

 

Distrutte le tensostrutture di Castelluccio utilizzate come rimessa attrezzi e luogo di riparo per le sementi e la fienagione. Il maltempo ha infatti lacerato i teli e strappato le coperture dei capannoni, realizzati nel Pian Grande nel 2017 dalla Protezione Civile. Gravi i disagi subiti dagli agricoltori: “Le tensostrutture danneggiate - spiega Gianni Coccia della Cooperativa della Lenticchia di Castelluccio di Norcia - erano state da noi sconsigliate perché non adatte al territorio e questo a testimonianza dell’importanza di ascoltare di più chi vive in queste zone. Speriamo che sia l’occasione buona - aggiunge Coccia - per andare verso strutture definitive e non più precarie come quelle utilizzate sino ad oggi. L’auspicio e che le nuove strutture possano essere realizzate in tempi ragionevoli, prima del nuovo raccolto estivo”. 

 

“Avevamo segnalato da subito la precarietà di queste strutture - ribadisce Ottavio Testa, imprenditore agricolo e zootecnico di Castelluccio. Occorre, per il nostro territorio, una ricostruzione definitiva: Castelluccio sconta ancora le ferite del sisma e una grande solitudine, senza che si veda ancora una reale via di uscita”.

“L’agricoltura in zone di montagna - sottolinea Alessandro Salvatori presidente di sezione della Coldiretti di Norcia - già implica di per se un impegno molto gravoso per gli imprenditori agricoli, che nelle aree colpite dal sisma continuano a vivere stagioni e inverni che rischiano di fiaccare anche le più forti capacità di resilienza e di favorire l’abbandono di attività simbolo e pregio del Made in Umbria agroalimentare. È necessario a quattro anni dal terremoto - aggiunge Salvatori - riuscire a garantire un minimo di stabilità economica per agricoltori che cercano di sopravvivere e ripartire dalle devastazioni subite, ed ora alle prese con le ulteriori difficoltà legate alla pandemia: un’emergenza nell’emergenza, tenuto conto che si tratta di un tessuto economico che non può prescindere dal binomio cibo e turismo. Gli eventi sismici, proprio come la pandemia, hanno provocato lacerazioni profonde all’interno di realtà sociali ed economiche importanti: serve concretezza - conclude Salvatori - per arrivare finalmente a quella tanta auspicata e non più rinviabile ricostruzione, superando le varie problematiche che osteggiano ancora le attività di tante imprese agricole.

Sulla questione è intervenuto anche il consigliere regionale della Lega Valerio Mancini. È una vergogna che le tensostrutture di Castelluccio di Norcia siano ridotte in questo stato! Non è la prima volta che accade: gli agricoltori e allevatori della Valnerina hanno più volte in questi anni manifestato la necessità di spostare i ricoveri provvisori in luoghi idonei e hanno chiesto che venissero rifatti con materiale resistente alle intemperie. Nel giugno scorso la Seconda Commissione ha tenuto una seduta proprio a Castelluccio e in quella occasione ci siamo confrontati con gli imprenditori agricoli, che hanno proposto di allocare le strutture adibite al ricovero di mezzi e sementi in zone più riparate, garantendo che questo cambiamento non avrebbe avuto alcun impatto negativo sul paesaggio. Il governo si attivi quanto prima per assecondare le richieste di agricoltori e allevatori che si trovano di nuovo a fare i conti con danni irreparabili alle loro strutture. Non si può più temporeggiare: gli imprenditori della Valnerina meritano rispetto, le loro esigenze non possono essere ignorante ancora”.



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