politica

'Il San Matteo non è il lazzaretto dell'Umbria'

 
 
 
 
 
 
 

Il sindaco de Augustinis durissimo contro la giutna regionale e l'ipotesi che l'ospedale di Spoleto diventi il polo Covid della regione: 'Non succederà. Non ci sto a farmi prendere in giro!'

 

"A farmi prendere in giro non ci sto! Nessuno toccherà il nostro ospedale". E' un Umberto de Augustinis che non ti aspetti quello che ha risposto "presente" alla chiamata del City Forum, al sit-in davanti la palazzina Micheli di domenica mattina per dire che Spoleto non diventerà il lazzaretto dell'Umbria. E che in Regione, dove magari ora saranno pronti a negare di aver mai scritto una delibera non ancora firmata, se lo ficchino bene in testa: "Non è che il premio per aver gestito il Covid meglio che altrove può consistere nel raccogliere tutti i malati della regione, per poi perdere il nostro ospedale". E chiusa ogni discussione.

Oltre 300 persone hanno preso parte al sit-in del City Forum di Sergio Grifoni, come sempre abile e operativo nell'organizzare gli eventi di richiamo, anche di domenica mattina, anche se con pochissime ore di preavviso visto che la soffiata, da Perugia, su cosa la giunta regionale stesse preparando per Spoleto e per il suo nosocomio, è giunta solamente ieri pomeriggio. "La politica cittadina deve rispondere tutta", l'appello di Grifoni, che ha poi dato la parola a un primo cittadino più combattivo che mai.

"Domani (lunedì 19, ndr), in consiglio comunale,  presenterò un documento da condividere con tutti i gruppi di maggioranza e opposizione", le parole del primo cittadino. "Un documento sul quale ognuno potrà dire la sua, proporre modifiche, sbizzarrirsi. Un documento nel quale prendo le distanze da questa scelta, e in cui mi impegno in ogni sede al fine di scongiurarne la realizzazione".

Poi il retroscena: "La presidente regionale e i suoi tecnici erano venuti a Spoleto per chiedere disponibilità e io, come sindaco, ho offerto la nostra collaborazione per gestire insieme alcuni casi, ovviamente in quota parte con il resto degli ospedali umbri. Invece qui si scambia la disponibilità con la rinuncia a tutti, o a gran parte,dei reparti del nostro ospedale compreso il punto nascite, per far posto all'insieme dei casi di Covid della regione, magari attrezzando alcuni hotel per ospitare l'assistenza. Noi non ci stiamo".

L'intervento del sindaco, più volte salutato dagli applausi dei presenti, si è chiuso con una minaccia neanche tanto velata: "Abbiamo molti nemici, è vero, ma Spoleto è una città importante e abbiamo anche molti amici. Sono sicuro che se a giunta regionale porrà in atto quanto è giunto ai nostri orecchi, questa notizia avrà una portata molto più ampia della nostra regione. Una città che vuol essere città parco, città di cultura, città turistica per eccellenza, non può essere depauperata del suo ospedale e riempita di malati. Non succederà".

Da notare come al sit-in fossero presenti i rappresentanti di tutte le forze politiche in consiglio comunale, compresa Fratelli d'Italia il cui coordinatore Leoni ha parlato della posizione del partito della Meloni, fuori dalla maggioranza guidata da de Augustinis ma dentro la giunta regionale. Tutti i gruppi consiliari sono pronti a sostenere il primo cittadino in questa battaglia per Spoleto e per il suo ospedale. Nel video le dichiarazioni dello stesso Leoni oltre ad ampi stralci della mattinata, con l'intervento integrale del sindaco de Augustinis.



I commenti dei nostri lettori

Michele

7 giorni fa

Buongiorno a tutti. Mancata prevenzione, errori di strategia sanitaria , poca lungimiranza ,superficialità. Tutti , a partire dal Governo Nazionale, da quello Regionale, da quello Locale e dai noi tutti abbiamo le nostre responsabilità.. ora dobbiamo porvi rimedio , insieme, senza distinzioni politiche, inutili campanilismi e pensare alla cosa comune. Dobbiamo affrontare una emergenza che con il passare dei giorni inevitabilmente si aggravera". La necessità di nuovi reparti Covid è innegabile e come Comunità Spoletina non possiamo chiuderci a riccio nella difesa di un qualcosa che al momento è solo una ipotesi. Di certo adesso la priorità è la tutela della salute di tutti ( Spoletini e non). Il rischio di un ulteriore declassamento del nostro Ospedale è una questione politica che sicuramente dovrà essere affrontata con la massima determinazione e capacità negoziale. Fondamentale sarà l'unione di intenti da parte di tutte le forze politiche locali e di noi cittadini. Ora pensiamo a sconfiggere questo mostro, a tutelare quel poco che è rimasto dell'economia locale e a salvaguardare il diritto allo studio in presenza. I nostri ragazxi hanno fame di certezze e di guardare al futuro con positività e prospettive certe. Invito tutte le forze politiche a sotterrare le armi e ad agire con la massima determinazione e unità di intenti. Spoleto ha necessità di azioni politiche immediate, proattive e lungimiranti. È ora di passare ai fatti con vero spirito civico e altruismo politico come sancito tra l'altro dalla nostra Costituzione.

Nanna

7 giorni fa

Non ci culliamo sugli allori :Spoleto ha avuto veramente pochi casi ma solo per una questione di fortuna non certo per merito del sindaco che si è solo limitato a fare delle ordinanze che limitano la movida in una delle piazze principali senza controllare ciò che accade nelle vie circostanti, chiude i parchi senza preoccuparsi che i ragazzini dai 12 ai 17 anni si radunano nelle vie circostanti non solo senza mascherina ma anche creando pericolo per chi circola nelle strade. Perché invece che spedire i vigili a fare le multe per i divieti di sosta non li spediamo a fare i controlli seri dove i ragazzini totalmente fuori controllo dei genitori o senza genitori in grado di controllarli vanno a creare assembramenti pericolosi? Non è questo il momento di fare cassa bisogna pensare alla salute pubblica... n un batter baleno anche a Spoleto ci potrebbe essere il boom di casi e perciò anche a noi potrebbe far comodo l'ospedale covid.

Questo signore....

7 giorni fa

....per quanto tempo questo signore abuserà ancora della nostra pazienza?

Diogene

7 giorni fa

Per " Rosso e Verde " : Premesso che " la ferita che brucia " non ha colto me ma semmai l'intera Città ; mi consenta di dirLe che il Suo Commento oltre che inappropriato è veramente avvilente.

rosso e verde

7 giorni fa

Questa è l'auto-negazione del sovranismo: ognuno fa il sovranista col suo ospedale e chi ci rimette sono i più deboli (in questo caso Spoleto è la città più debole). La domanda di Lillo è pertinente e la risposta di Diogene è piccata perché colto sulla ferita che brucia: la giunta Tesei leghista ha fatto questo regalino agli spoletini. Grazie di cuore. Cambia colore politico ma non cambia la storia in Umbria: Perugia comanda, Foligno si raccomanda, Spoleto obbedisce.

voltaire

8 giorni fa

Invece di chiudere gli ospedali facendone centri Covid, proprio non è possibile adeguare e riaprire per esempio i vecchi dispensari antitubercolari? Se non ha subito danni per il terremoto, a Spoleto c'è quello in via Martiri della Resistenza, isolato, dove forse i costi di riattivazione possono essere pari a quello di adeguamento a centro Covid dell'ospedale o di parti di esso. Ricordiamo le cifre: 13.000.000 visite mediche rimandate; 4.000.000 screaning oncologici rimandati; e, come scrive altrove il signor Nicolino De Vico, ben 500.000 operazioni chirurgiche rinviate: è improbabile che la situazione sia molto cambiata da maggio.

Diogene

8 giorni fa

Per " Lillo " : Di fronte a tali importanti, vitali problemi ancora andiamo a cercare l'appartenenza politica ? Qui ora si tratta di salvare il nostro Ospedale , è l'intera Città tutti gli Spoletini si devono mobilitare ! ! !

Lillo

8 giorni fa

Ma scusate, la Lega che sostiene De Augustinis è diversa dalla Lega che sostiene la Tesei? Mi sono perso qualcosa o il livello è talmente basso in quanto trattasi della stessa “anima”...

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