cronaca

Il 'San Matteo degli Infermi' ospedale Covid? Arriva lo stop del sindaco de Augustinis: 'Non sono d'accordo'

 

Il primo cittadino interviene sulla questione: 'Idea proposta da altri Enti che non è stata condivisa con noi". A Spoleto 51 casi positivi e 150 persone in isolamento

 

Spoleto dice no alla possibilità che il “San Matteo degli Infermi” diventi un ospedale utilizzato esclusivamente i pazienti umbri malati di Coronavirus. Il sindaco Umberto de Augustinis, attraverso un videomessaggio pubblicato sulla pagina Facebook del Comune, si è detto contrario al progetto: “Non sono assolutamente d’accordo. Si tratta di un’idea proposta da altri Enti che non l’hanno condivisa con noi. Noi chiaramente valuteremo tutto che si potrà fare e vediamo quali saranno gli sviluppi”.

Il primo cittadino ha poi fatto un bilancio: L'accelerazione che ha avuto negli ultimi giorni il livello di contagio da Covid-19 è preoccupante. Il dato positivo è che, anche se a stasera abbiamo 51 casi totali e 150 persone in isolamento, nessuno manifesta sintomatologie gravi al punto da dover richiedere ricoveri in terapia intensiva. Chiedo, soprattutto ai più giovani, di evitare feste o situazioni di assembramento perché questo può mettere in pericolo la salute vostra e delle persone che vi circondano. La capacità del virus di aggredire è rimasta la stessa, quindi si può facilmente trasmettere”.



I commenti dei nostri lettori

A Napoli si dice piagnere e fottere

4 giorni fa

Eccolo il gioco delle parti, il capo della maggioranza di centrodestra in Regione decide per l'ospedale covid a Spoleto e il capo della stessa maggioranza di centrodestra a Comune dice di no. Io dico basta giochini, se il Sindaco di Spoleto non sta facendo solo "la mossa" si dimetta per protesta altrimenti è complice....

Diogene

5 giorni fa

Per Luca : " spiegategli" ? A chi si riferisce ? Piuttosto spieghi Lei quali sarebbero gli " eventuali lavori " . Spero sia ben informato !

Cittadino

5 giorni fa

Vorrei porre l'attenzione sul problema delle scuole. La maggior parte dei politici vuole tenerle aperte, ed anche io. Però i politici da bravi teorici non conoscono cosa succede nella realtà. Da fonte attendibile ho saputo che le/gli insegnanti non vengono dotate/i di adeguati strumenti di protezione (mascherine), nè come quantità nè come qualità. Io credo sia necessario e indifferibile una seria indagine nelle scuole (da dove, ricordiamolo, è partita la maggior parte dei casi degli ultimi giorni). Verificare ad esempio che nelle materne siano fornite mascherine ffp2/ffp3 alle insegnanti, dal momento che i bambini non hanno mascherine, direi almeno 2/cad a settimana; verificare che realmente gli alunni delle scuole di ogni ordine e grado rispettino distanze ed uso mascherine anche nella ricreazione e fuori dalla scuola. E se si trovassero situazioni di non conformità, valutare anche la responsabilità dei dirigenti scolastici o altri soggetti a livello anche superiore. Scuole sì, ma nel rispetto assoluto delle regole

Luca

5 giorni fa

Maddai!....spiegategli che gli eventuali lavori servono, questa volta, a salvare vite.....

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