società

I subdoli pericoli di una società malata: il 'Blue Whale'

 

La dirigente dell'Unione Nazionale Consumatori interviene sul pericoloso fenomeno online del 'gioco della morte'

 

In questi ultimi tempi ricorrono sempre più frequentemente, nelle testate giornalistiche, nefaste notizie concernenti episodi di suicidi da parte di adolescenti e preadolescenti, i quali risultano vittime del “Blue Whale”, ossia il cosiddetto “gioco della morte”.

La denominazione “blue whale”, (letteralmente, “balenottera azzurra”), richiama, con modalità distorte, l’atteggiamento dei cetacei che si lasciano tranquillamente abbandonare sulla riva delle spiaggia, andando volutamente incontro alla morte.

Inizialmente tale gioco mortale ha trovato radici in Russia e la sua diffusione in tutto il mondo è stata perpetrata dai social media.

Numerose sono le versioni di come le vittime entrino in contatto con il carnefice. In alcuni casi, pare sia proprio quest'ultima figura celata e crudele a contattare la vittima mediante la subdola ed accattivante frase: "Ti va di giocare?". In altre circostanze sono le stesse vittime a fare richiesta, a tale ambiguo personaggio, di far parte del gioco, postando sui social media messaggi contenenti l'hashtag #f57.

Il “master” ossia il criminale burattinaio, mediante questa “challenge”, assegnaalla vittima, cinquanta prove da eseguire per cinquanta giorni di natura autolesionista, come tagliarsi le vene senza reciderle per intero o tagliarsi ogni giorno una parte del corpo diversa, sino a giungere all’ultima provaQuesto elenco di macabri compiti da eseguire, dal tasso di pericolosità in quotidiana ascesa, in alcuni casi viene fornito in anticipo alla vittima. In altri, invece, viene erogato con effetto a sorpresa, giorno dopo giorno; ad esempio, viene ordinato di alzarsi alle 4,20 del mattino, salire su tetti e gru, guardare dei video ed ascoltare musica spedita dal balordo amministratore. Si tratta di video e musica artatamente studiati, dal contenuto subliminale, ipnotico o che comunque induce alla depressione.

La verità è che siamo dinanzi non certo a un “gioco”, dal termine oltretutto fuorviante e riduttivo in merito alla percezione della reale pericolosità, ma ad una vera e propria istigazione al suicidio.

La domanda che molti genitori pongono a noi legali, o referenti di associazioni a tutela dei consumatori, concerne l’individuazione delle modalità da adottare, al fine di tutelare i loro figli da questi insidiosi e mortali pericoli.

Indubbiamente ciò che occorre eseguire è un accurato e costante controllo, che consiste nel monitorare il ragazzo sia nelle sue amicizie interpersonali, che nelle sue attrazioni virtuali.

Attualmente, ahimè, le statiche confermano un notevole aumento dei casi di adolescenti e preadolescenti depressi che, annoiati o affetti da variegate problematiche psicologiche conseguenti all'emarginazione sociale, trovano nel web uno “spazio di evasione”.

Non dimentichiamo che il mondo del web è un contenitore talmente ampio e subdolo che è indubbiamente un terreno fertile per un ragazzo che presenta una personalità fragile, connotata da orientamenti autolesionisti o suicidi.

Nell'ipotesi in cui i genitori abbiano il sospetto che il minore sia stato adescato in internet da tali macabri e perversi meccanismi, o si possa innescare una fonte di pericolo a suo danno, devono denunciare immediatamente l’occorso alla Polizia Postale.

(*) Dirigente Provinciale “Unione Nazionale Consumatori”, Umbria



I commenti dei nostri lettori

Non è presente alcun commento. Commenta per primo questo articolo!

Dì la tua! Inserisci un commento.







Disclaimer
Ogni commento rappresenta il personale punto di vista del rispettivo autore, il quale è responsabile del suo contenuto.
Spoletonline confida nel senso di civiltà dei lettori per autoregolamentare i propri comportamenti e si riserva il diritto di modificare o non pubblicare qualsivoglia contenuto che manifesti toni o espressioni volgari, o l'esplicita intenzione di offendere e/o diffamare l'autore dell'articolo o terzi.
I commenti scritti su Spoletonline vengono registrati e mantenuti per un periodo indeterminato, comprensivi dei dettagli dell'utente che ha scritto (Ip, email ecc ecc). In caso di indagini giudiziarie, la proprietà di Spoletonline non potrà esimersi dal fornire i dettagli del caso all'autorità competente che ne faccia richiesta.