le interviste di Sol

'Il Festival dei Due Mondi non può essere un'oligarchia'

 

Intervista al direttore di scena Carlo Rotini, tagliato fuori dalla manifestazione insieme ad altri sette tecnici spoletini. "Ci hanno proposto l'elemosina, ma noi vogliamo parlare di diritto e gestione di fondi pubblici". Con l'augurio che con la fine della direzione Ferrara tramonti anche questa era oscura.

 

La polemica sulla discutibile "gestione" Ferrara degli ultimi 13 anni del Festival dei Due Mondi sembra non voler abbandonare la kermesse, neanche al crepuscolo dell'era del fratello di Giuliano Ferrara, a suo tempo allievo di Visconti. E così, mentre il regista-direttore artistico ha già pronte le valige, tiene banco la questione relativa agli otto professionisti spoletini, un elettricista, sei macchinisti e un direttore di scena, tagliati fuori dalla direzione per l'edizione 2020, malgrado in organico figurino ben due pensionati.  Spoletonline ha incontrato proprio il direttore di scena, Carlo Rotini, che dal 1985 gira l'Italia e non solo insieme a grandi nomi del teatro, accompagnandoli nelle loro tournée. Ambra Angiolini e Raoul Bova sono alcuni dei nomi con i quali Rotini collabora regolarmente, ma lo stesso potrebbe dirsi degli altri sette protagonisti della vicenda che, come tutti i tecnici di scena spoletini, ovunque vadano sono portati sul palmo di mano.

Rotini, come si sta evolvendo la vicenda dopo l'intervento del sindacato? "La Uilcom ci ha aperto un mondo nuovo. Ha inviato una pec al Ministero contenente varie richieste, relative alla nostra questione e, in generale, all'utilizzo dei soldi pubblici per manifestazioni come il Festival. Ora dobbiamo attendere la risposta dell'istituzione".

Insomma, il Festival non vi ha preso in considerazione quest'anno. "Neanche minimamente".

Chi è che non vi ha considerato? La Direzione artistica o quella tecnica? "In modo particolare la Direzione tecnica, visto che non siamo artisti ma semmai artigiani di scena. La situazione è semplice: ci sono otto persone di Spoleto, valide figure professionali riconosciute ad alti livelli e con solida esperienza alle spalle: alcuni di noi sono genitori con figli piccoli, altri giovani nonni che devono comunque pensare alle loro famiglie. In un momento del genere, con il Covid che ha fatto strage anche di eventi culturali, io credo che se si dispone di fondi pubblici da investire sul territorio sarebbe il caso di considerare le maestranze di cui si dispone in casa propria. E' un discorso etico, professionale e anche economico. Ora, non voglio mettermi a fare i conti su quanto costa uno spettacolo, però un po' di buonsenso credo che non guasterebbe".

E fino allo scorso anno come funzionava? "Lavoravamo. Chi 15, chi 18, chi 20 o anche 30 giorni a seconda delle rispettive mansioni e a seconda dei tempi necessari ai vari spettacoli: ma lavoravamo. Poi c'è da dire anche che si lavora sempre meno, si presentano soluzioni alternative all'artigianato spacciandole come più economiche: in merito ho i miei dubbi. Oggi si preferisce delegare tutto ad altre situazioni: io farei lavorare la città e vorrei puntare proprio su questo. Soprattutto, nessuno qui vuole essere gratificato con l'elemosina, ci hanno offerto un numero ridicolo di giorni di lavoro, squalificante per qualsiasi professionista del settore".

A tal proposito avete anche incontrato il presidente della Fondazione Festival, vale a dire il sindaco di Spoleto de Augustinis. "Il sindaco i ha ricevuto martedì, per un'ora e mezza. L'incontro si è rivelato molto cordiale e lui una persona eticamente corretta ed educata. Ciò premesso, ci ha detto di non potere".

Non potere cosa? "Non potere affrontare la situazione, che comunque sta finendo visto che il cambio di Direziona artistica è stato voluto proprio dal sindaco. Certo, questo è un momento politico molto particolare: sappiamo che anche all'interno della maggioranza il sindaco ha delle situazioni di non condivisione con la sua linea e il suo operato. Io spero che a Spoleto si possa lavorare bene, perché questa città deve approfittare di questo momento di boom inaspettato, con un incremento del 30% dei flussi turistici. Spoleto deve poter lavorare".

Come guardate all'imminente cambiamento? Avete ragionato anche della prossima Direzione artistica? "Certamente. Abbiamo presentato richiesta, validata anche dal nostro sindacato, di un incontro da tenersi il prima possibile con la nuova Direzione artistica e amministrativa. Speriamo bene... Ma poi, riguardo i dubbi sul cambiamento, se cambia in meglio perché non dovrebbe cambiare? E' anche vero che peggiorare rispetto agli ultimi 13 anni lo vedo difficile. Tu che ne pensi?".

Penso che soprattutto ci sia bisogno di una guida aperta al dialogo e non arroccata sulle proprie posizioni nepotistiche... Ma l'intervista non è mia: è Sua, Rotini. "Ho due prassi: quella istituzionale e quella cittadina. Io devo muovere la città, devo far sapere alla città quel che non va bene, quel che la gente non sa. Loro (il Festival, ndr) possono rispondere tranquillamente, ma non con le bugie come hanno fatto fino ad ora".

E' un festival passatista, questo? "E' un festival oligarchico, dove tutto è soffuso. Addirittura il sindaco, nonché presidente della fondazione nonché noto magistrato, ci ha detto di aver chiesto dei documenti relativi al festival sin dal suo insediamento, due anni fa. E non li ha ancora visti. Di cosa vogliamo parlare?".



I commenti dei nostri lettori

Nardone

8 mesi fa

addirittura stile far west ! anzi che non è a mezzogiorno di fuoco !

Luigi cintioli

8 mesi fa

Caro sig Rotini,mio padre Cintioli Osvaldo e Serafina Borgiani insieme ad altri amministratori DI allora ( io avevo 7 anni e mio padre passava giornate intere in comune per fare in modo che il festival nascesse a Spoleto) SI RIVOLTANO NELLE TOMBA Sig Rotini io penso che lei dovrebbe riflettere su questa frase. È meglio essere odiati per ciò che si è che essere amati per ciò che non si è. (André Gide) Luigi Cintioli

Gianfranco Zannoni

8 mesi fa

tra chi vomita e chi minaccia, onestamente mi rimane difficile prenderti sul serio,

CARLO ROTINI

8 mesi fa

Grazie Sig.Castelli. La politica romana ha scelto,come nella passata ed ormai morente gestione .Vedremo . Avremo un incontro a breve con la nuova Direzione artistica.

Carlo Neri

8 mesi fa

@Carlo Rotini: Tranquillo, Ca''. La prima volta che ci incontriamo ti spiego quello che volevo dire. E' un discorso un po' articolato e non si può fare in 4 parole.

Michele Castelli

8 mesi fa

Mi fa molta tristezza leggere interviste come questa. Il festival di Spoleto è una manifestazione di fama internazionale e negli anni ha perso la propria importanza proprio per la sciatteria con la quale è stata gestita. La responsabilità è di tutti, a cominciare dal Ministero dei Beni Culturali che eroga fondi in modo poco trasparente, dal direttore artistico sempre più autoreferenziale, al sindaco che è obbligato ad equilibrismi complicati. Mi auguro che la nuova direzione (a proposito si può sapere da chi è stata indicata?) sappia ridare fascino e attenzione alla manifestazione e che, sopratutto si circondi di persone capaci di pensare il festival in un mondo nuovo post covid dove tutto sarà diverso. Se non si innova si sparisce.

CARLO ROTINI

8 mesi fa

Rispondo educatamente al sig.Nardone.Si mostri non si nasconda. Se vuole l'aspetto alle 19.00 in Piazza del Mercato davanti alla fontanella di sx guardando la fontana.Si lavi per parlare con me perché già da qui sento che puzza.E Nardone era un nobile uomo e mio amico....lei mi pare proprio di no. Se non verrà le prometto che la troverò in ogni modo...per parlarle un po'

Signor Smith

8 mesi fa

Giusto! Il Festival non deve essere una "oligarchia"! Non può e non deve essere un "feudo" a disposizione di pochi... deve essere una "dittatura"... ci deve essere un solo ed unico organismo responsabile (il CdA), con un Direttore Generale incaricato di seguire ogni aspetto della vita del Festival, e con un Direttore Artistico che deve "organizzare" il cartellone degli spettacoli, quello per cui si va ad un Festival. Il Direttore Artistico risponde al Direttore Generale ed entrambi rispondono la CdA che valuta se abbiano prodotto o meno i risultati attesi, e con quale spesa rispetto al budget loro concesso.

Nardone

8 mesi fa

Ma tu pensa e io che pensavo che questo signore non faceva nulla e credo di capire solo ora che anche lui era stato sistemato da qualcuno o qualcuna ed invece ha svolto un ruolo così importante e ha accompagnato pure la Angiolini. W l'Italia

CARLO ROTINI

8 mesi fa

Carlo Neri,non so chi tu sia...parla con i fatti.

Carlo Neri

8 mesi fa

Di "posizioni nepotistiche" Carlo Rotini ne può parlare a pieno titolo avendone beneficiato per molti anni durante l'era (le ere) Menotti.

Giuliano Maria Mastroforti

8 mesi fa

Ho vissuto quotidianamente la realtà della città , per lavoro, per amicizie , per affetto, ed anche per tentare di condividere la sua anima , per diciotto anni., e quindi vi chiedo la cortesia di leggermi. Non sarò nè lungo nè noioso, spero. La Spoleto che esisteva, sia nel periodo del suo svolgimento, sia nell’indotto che produceva con il FESTIVAL DEI DUE MONDI è definitivamente e da molti anni MORTA. Ed è morta nel panorama culturale italiano, laddove in passato era una Stella Polare di riferimento. Mi spiace sinceramente molto per coloro che ne subiscono le concrete conseguenze, ma con il tempo, quando la cronaca diventerà storia, si capirà che Spoleto poteva essere Viterbo , Orvieto , od un’altra città che avesse voluto accogliere il Maestro Menotti.... ricordatevi solo della lungimiranza di chi lo fece. I cavalli senza cavaliere passano una volta sola, come diceva Gianni Agnelli, e bisogna avere la prontezza di salirci sopra.

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