le interviste di Sol

Barbanera: 'La rinascita passa per le infrastrutture, un piano del centro e minor pressione fiscale sulle imprese'

 

Intervista al presidente dell'Associazione commercianti di Spoleto. 'Dobbiamo riuscire ad arrivare alla primavera del 2021. Ma serve un patto con Regione e Stato per far risorgere la città'

 

Rappresenta i commercianti di Spoleto, categoria che sta provando a riprendersi, per non dire sopravvivere, dopo i lunghi mesi del lockdown e, soprattutto, gli anni di una crisi finanziaria profonda, dalla quale l'economia italiana non può ancora dirsi del tutto fuori. Tommaso Barbanera, presidente dell'Associazione commercianti di Spoleto, parla come sempre schietto, affrontando le questioni a viso aperto: dall'imposizione fiscale alle infrastrutture, dalle rateizzazioni delle imposte non ancora pagate al rapporto con l'amministrazione comunale.

 

Presidente, dopo la pausa forzata del lockdown la vita e l'economia cercano di riprendersi un po' in tutta Italia: come sta andando la ripresa a Spoleto? "Diciamo che qualche segnale c'è. E' ovvio che l'economia turistica ancora è debole: molte attività lavorano sopratutto durante i fine settimana e, comunque, il periodo è molto limitato, circoscritto com'è fra giugno e settembre. Il problema è cosa succederà in autunno e in inverno. I mesi di stop hanno creato un grandissimo danno all'economia della città. I mancati incassi non si recupereranno e sarà quindi difficile restare in carreggiata nel periodo invernale. Bisogna augurarci che questo virus si plachi e che per la prossima primavera ci sia una piena ripresa. Ma intanto occorre aspettare per capire cosa succederà".

Nel frattempo, però, Spoleto è piena di turisti: una fortuna, senza dubbio, ma anche un banco di prova per testare eventuali criticità. "Senza dubbio. Proprio di questo abbiamo parlato con gli operatori qualche giorno fa. Tra le criticità più sentite c'è quella relativa alla segnaletica poco chiara, che certo non aiuta il turista ad orientarsi all'interno della città. Poi sarebbe fondamentale realizzare un progetto per cambiare tutte le paline dei pagamenti del parcheggio, perché ad oggi costringiamo il turista a rimanere per un tempo limitato, visto che deve pagare al momento di lasciare la macchina in sosta. Al contrario, chi viene a Spoleto deve poter trovare modalità moderne di pagamento, che consentano di permanere tutto il tempo che si desidera per pagare, poi, alla fine della sosta, specialmente nei parcheggi di superficie. Questa possibilità è prevista anche da una normativa europea: dobbiamo cambiare le colonnine e permettere di posporre i pagamenti delle soste. Anche perché, al momento, Spoleto risulta penalizzata rispetto ad altre realtà che hanno già inserito modalità di pagamento più moderne. Infine, ma non certo di minore importanza, sono i punti di informazione agli ingressi della città. Al momento abbiamo l'ufficio turistico in corso Mazzini, ma non può bastare. Specialmente per il periodo estivo, dovremo prevedere due punti di informazione agli ingressi della città, che sono a mio avviso fondamentali".

Insomma, presidente, è chiaro che in tre o quattro mesi di lavoro e fatturato non si possono ripianare le perdite subite durante il lockdown. Che previsioni e informazioni trapelano da Roma, quindi da Confcommercio, riguardo possibili strumenti fiscali per le imprese del terziario ma anche per le attività commerciali? "Di cose se ne dicono molte, ma di certo ancora nulla. Qualcosa il governo dovrà tornare a fare, le imprese del commercio sono in grave difficoltà. E' uno dei settori che soffre di più insieme a quello turistico-ricettivo. Quindi dovranno esserci sgravi fiscali consistenti, ma la mia preoccupazione riguarda le piccole attività: avranno davvero la forza per arrivare  alla prossima primavera? Specialmente qui a Spoleto, territorio che ha già perso molti posti di lavoro prima del Covid-19. Qui la crisi è iniziata nel 2008 ed è continuata negli anni seguenti, senza soluzione di continuità".

E come si riparte allora? "Credo che si debba portare al centro del dibattito ciò che questa città vuole fare nei prossimi 4-5 anni. Le infrastrutture sono fondamentali: il raddoppio della ferrovia nel tratto Spoleto-Terni, per esempio, è essenziale. Se vogliamo attrarre nuovi nuclei, nuovi residenti e lavoratori qui da noi, dobbiamo diventare la prima periferia di Roma. In fondo non faremmo altro che ricalcare le orme dei nostri antenati: se andiamo a vedere ciò che ci hanno lasciato i romani, già loro consideravano Spoleto la prima periferia di Roma. Basta pensare ai nomi delle frazioni, tutti derivanti da quelli dei consoli, come per esempio la mia Bazzano, probabilmente da Battius, un'antica gens romana. Insomma, dobbiamo tornare a cavalcare questa situazione e dotare il nostro territorio delle infrastrutture necessarie: oltre alla ferrovia, penso alla Tre Vali e all'ammodernamento della Flaminia. Se riusciamo a farla diventare più appetibile e facilmente raggiungibile, questa città potrà attrarre investimenti: altrimenti rischia di piombare in un isolamento cronico".

Insomma, Barbanera: problemi nuovi, soluzioni di sempre. "Infatti. Credo che vada messo un punto con dei tempi certi rispetto alla realizzazione di infrastrutture che aspettano da decenni di vedere la luce. Abbiamo avuto il terremoto, ci sono molte risorse da spendere, vanno fatti progetti che portino al compimento delle opere necessarie. Occorre un patto con la Regione e con lo Stato, affinché questa città si possa dotare delle misure per realizzare ciò che serve per risultare appetibile per futuri insediamenti artigianali e industriali. Il turismo, da solo, non basta. In Italia il turismo vale il 13% del Pil. E' ovvio che occorre anche altro. Pensiamo alla realtà più importante della nostra regione in quanto a flussi turistici, Assisi: anche lei ha una serie di attività artigianali e industriali che fanno da supporto al volano principale della città che è il turismo. Da parte nostra, anche noi dobbiamo continuare ad avere la nostra vocazione turistica e culturale, ma ci occorrono anche posti di lavoro più strutturati, che diano alle persone la possibilità di spendere e aiutare anche il terziario, anche per evitare che tanti nostri giovani se ne vadano da qui".

Ha parlato di un "patto con Regione e Stato": ma patti di questo genere spettano alla politica, alle istituzioni. Com'è il rapporto tra l'Associazione commercianti e l'Amministrazione comunale? "Improntato sulla collaborazione. Abbiamo collaborato in tante iniziative; anche dal punto di vista istituzionale c'è la massima disponibilità. E' ovvio, poi, che sotto l'aspetto politico ci sono alcune cose sulle quali ci scontriamo e ci scontreremo, ma credo che questo faccia parte della vita politica di un'associazione all'interno di un territorio che ha tanti problemi da affrontare. E' inevitabile che ci siano cose sulle quali non si vada d'accordo, ma poi emerge sempre il confronto corretto e rispettoso dei ruoli".

E a livello di pianificazione? Si collabora? Ci sono progetti comuni? "Sì, c'è una certa  interlocuzione, crediamo dovrebbe essercene di più. Noi pensiamo che occorra affrontare il tema del centro storico in maniera urgente, a partire dalle politiche abitative e da quelle delle attività commerciali che soffrono. Vorremmo, quindi, misure che incentivino sia le politiche abitative sia la nascita di nuovi segmenti commerciali. A breve partiranno i lavori della ricostruzione, che secondo me sono fondamentali anche per l'indotto: però, al contempo, dovremo studiare politiche adeguate a riportare persone e famiglie a vivere in centro storico. Su questo aspetto un dialogo, secondo me, va aperto. Lo stesso vale per l'enogastronomia. Il nostro territorio può fregiarsi di moltissime produzioni tipiche, ma che devono essere raccolte all'interno di un marchio della città, che caratterizzi queste produzioni. Penso al trebbiano spoletino, allo zafferan, all'olio, al tartufo, ai salumi che nulla hanno da invidiare ad altri territori... Ma dobbiamo racchiuderli in un marchio unico, che venga riconosciuto come città, come territorio di Spoleto. Oggi è fondamentale anche questo tipo di turismo: le persone sono attratte dall'enogastronomia e dovremmo incentivare anche queste produzioni, come possibile sviluppo per l'economia".

Ma intanto l'economia soffre. Tornando ai problemi fiscali ed economici che hanno molte aziende spoletine, state seguendo da vicino la rateizzazione dei debiti pregressi? Che novità ci sono? "Insieme a Confartigianato e Cna abbiamo presentato una proposta all'amministrazione, proposta che è stata discussa in varie sedute di commissione. Quindi stiamo attendendo che la giunta si esprima al riguardo, dopodiché la palla passerà al consiglio comunale per la definitiva approvazione".

Ricordiamola brevemente, così si fa chiarezza. "Giusto. Noi chiediamo che venga adottato un regolamento per le rateizzazioni, che poi è quello che utilizza Equitalia per la maggior parte delle città italiane. Oggi nel Comune di Spoleto vige un regolamento abbastanza restrittivo, ma è bene ricordare che ad adottare il sistema delle rateizzazioni sono soprattutto le piccole imprese, le attività commerciali o dell'artigianato che sono imprese legate alla persona, ditte individuali o piccole società di persone, che magari durante la crisi degli ultimi anni non sono, non siamo - mi ci metto anche io - riuscite a far fronte alle tante imposte che sono aumentate nel corso degli anni. Dietro ogni impresa c'è una famiglia, e quindi a volte nella difficoltà si dà la precedenza alle necessità familiari. Ma tutte queste attività hanno comunque dichiarato ciò che dovevano pagare, anche se non sono riuscite a farlo entro i tempi previsti dalla legge. Ora chiedono di poter pagare a rate, naturalmente con l'aggravio degli interessi, perché altrimenti non resterebbero in vita ma chiuderebbero e si creerebbe, quindi, un'ulteriore difficoltà economica e sociale".

Tra l'altro, anche se non è un bel segnale, la rateizzazione è uno strumento ampiamente diffuso un po' ovunque. "Chiaro che non lo è, un bel segnale, perché è indice di uno stato di difficoltà economica diffuso. Però la rateizzazione è prevista dalla legge nazionale e, anzi, la legge di bilancio 2019 ha invitato i Comuni a favorire queste rateizzazioni. Poi con il Covid-19 le cose sono ulteriormente peggiorate, ma quel che vorrei dire è che la rateizzazione non ha nulla a che vedere con l'evasione fiscale".

Ma questo è risaputo! "Lo so, ma non tutti ne sono al corrente. Gli evasori sono coloro che non dichiarano, che nascondono il profitto. Invece gli onesti spesso non hanno la liquidità necessaria per pagare il dovuto, quindi devono fare ricorso alla rateizzazione. Sono tutte situazioni in cui le imprese dichiarano di dover pagare, pena il mettere a repentaglio il patrimonio personale di soci e amministratori. Invece chi non dichiara va perseguito e punito".

E su questo siamo tutti d'accordo. Concludendo? "Per chiudere ci auguriamo che l'Amministrazione, in un momento così difficile, possa comprendere queste difficoltà a 360 gradi per attività commerciali, artigianato, piccola industria ecc e che, quindi, Spoleto possa adottare un regolamento che permetta a queste realtà di far fronte agli impegni anche a rate, pagando gli interessi dovuti ma rimanendo nel mercato senza arrecare ulteriori disagi sociali ed economici al territorio".



I commenti dei nostri lettori

Signor Smith

5 mesi fa

Gli auspici del Sig. Barbanera sono condivisibili, e non si può che augurarsi che il dialogo con l'Amministrazione comunale possa proseguire e crescere. Qualche perplessità mi sorge sulle strategie a medio/lungo termine: è evidente che Spoleto soffre di carenze strutturali ed infrastrutturali (non sarà il caso di cominciare a domandarsi - davvero - il perché?) ma, senza morire in attesa della Tre Valli o dei Frecciarossa... si potrebbe fare qualcosa di altro, e di meno impegnativo. Ad esempio domandarsi perché un turista dovrebbe scegliere Spoleto piuttosto che un altro posto... cosa offre la città in termini di servizi ed accoglienza? Un sito dedicato al turismo? Un'offerta di livello culturale adeguato alla fama Spoletina? Mi pare che, al di là di alcune lodevoli iniziative estemporanee e non adeguatamente programmate, non ci sia un gran che di cui rallegrarsi. Parcheggi: la convenienza per gli utenti, e la resa per l'Amministrazione, dei pagamenti tramite App è di solare evidenza e non si capisce come mai a Spoleto non esista nulla del genere. O meglio, una certa idea è possibile farsela sapendo che i parcheggi tariffati su strada ancora (dopo anni) non sono adeguati alla legge che prevede il pagamento elettronico con carta di credito o bancomat. E che l'abbonamento ai parcheggi Posterna e Spoletosfera non comprende quello della Ponzianina... se si sceglie (a monte) di legare le mani con lacci corti e stretti... non ha senso, dopo, lamentarsi della scarsa mobilità disponibile.

A colpo d'occhio.

5 mesi fa

Senza barba è irriconoscibile! Un evoluzione di 300 anni!

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