società

Niente vacanze all'estero per gli spoletini

 

Boom degli appartamenti, ma gli over 65 non rinunciano alle comodità degli hotels

 

Renzo Berti

Voglia di vacanze? Invariata, ma con piccole cautele dopo i mesi del lockdown. Un italiano su due ha già deciso che andrà in ferie. E quasi la stessa percentuale è quella degli spoletini che vogliono dimenticare lo stress e la paura dei mesi passati scegliendo una soluzione comoda, rilassante e all’insegna della sicurezza sanitaria. E una quota consistente, circa il 30 per cento, ci sta riflettendo in questi giorni. Nove su dieci rimarranno in Italia e poco meno della metà sceglierà una casa-vacanza, dove è più facile avere un giardino o la piscina e controllare così il distanziamento sociale. Insomma, quasi il 90% indica il Belpaese come meta più probabile, e possibilmente al mare (due su tre), mentre la montagna, stando ai dati di alcune agenzie di viaggi spoletine, è ambita da circa un 25%. Le città d’arte richiamano, invece, meno del 10% dei potenziali acquirenti. Per sei spoletini su dieci la vacanza è in famiglia, mentre per il 50%  fa rima con coppia e per il 25% con gli amici. Solo cinque su cento andrebbero in vacanza da soli. Sull’intenzione di andarci, hanno le idee chiare gli under 35 e gli over 55, il 55 per cento dei quali hanno dichiarato che vi andranno sicuramente.  Molto minore, invece, la percentuale di quelli compresi tra i 35 ed i 54 anni, ferma al 40 per cento.

Il dato anagrafico è coerente anche con l’occupazione di chi ha preso già la decisione di andare in ferie, visto che a spingere quello generale sono soprattutto i pensionati (55%)e i lavoratori autonomi: circa il 60%. Le case, stando a un sondaggio compiuto tra un campione ridotto di vacanzieri, sono l’alloggio ideale. Ma occhio alle speculazioni: è di ieri la notizia che per un bilocale per massimo quattro persone, un agente di viaggio si è sentito chiedere 2 mila e 700 euro per due settimane. E, si badi bene, non per Forte dei Marmi o Ravello, bensì per la vicina San Benedetto del Tronto (foto). Eppure, il 44% degli intervistati preferisce una casa, soluzione che viene considerata più sicura dal punto di vista sanitario e che consente maggiori garanzie sul distanziamento sociale. Uno su tre, invece, andrà in albergo e solo il 10% si dividerà tra campeggi e villaggi.

“Io e mia moglie, con un bambino di sei anni – dice Emanuele Angelini -, abbiamo scelto un villaggio vicino Monopoli, in Puglia, che offre tariffe scontate di almeno il 30% rispetto a quelle delle passate stagioni. Ci saranno meno ospiti, solo servizio ai tavoli e piscine ridimensionate con abbondanti sanificazioni al cloro. Credo che, rispettando le norme più elementari di igiene, non ci dovrebbero essere rischi”. E le mete? “La montagna sta avendo una grande impennata rispetto alla passata stagione: Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige sono in cima alle preferenze dei nostri clienti", dice Vanessa Fagotti, Ceo de “Il Postiglione Viaggi”. "Per il mare, invece, Sardegna e Puglia sono le mete più gettonate, ma chi ci va non rinuncia alla comodità dell’albergo”.

Grande incertezza, invece, per le mete estere. “Non è stato ancora definito un operativo voli per le mete più gettonate della Grecia e della Spagna", spiega Giacomo Materazzo, titolare di Jazz Viaggi, la storica agenzia di Poldo Corinti. "Credo che difficilmente i nostri ragazzi riusciranno a raggiungere le loro località preferite sia nelle isole greche che in Spagna. Speriamo che, a luglio, la situazione possa normalizzarsi”.

Nel complesso, comunque, le preferenze per la casa non variano molto né con l’età, né col sesso. Dal punto di vista lavorativo, infatti, a preferire le case sono lavoratori dipendenti e studenti, mentre quelli autonomi e i pensionati si orientano più facilmente verso gli alberghi. Il campione che Spoletonline ha intervistato ha fra le sue priorità sicurezza e pulizia (oltre il 75%), nonché distanziamento sociale (60%). Ma anche e soprattutto luoghi più autentici dal punto di vista naturale e di piccole dimensioni: il 50%. Tra le comodità irrinunciabile la connessione wi-fi e la piscina.

Dopo mesi di lockdown e ansia sanitaria, dalla vacanza dell’anno del Covid-19 ci si attende tanto relax (l’80 per cento), ma anche divertimento (50 per cento). Un gradino più basso quelli che si sono espressi per le vacanze enogastronomiche (45 per cento) e sportive: 40 per cento. Insomma, a Spoleto la crisi c’è e si sente. Ma non per tutti.



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