economia

Ampliamento dei dehors. A Spoleto passa il "lodo Decaro"

 

Tavoli e sedie non potranno occupare oltre il 50 per cento in più della superficie già utilizzata

 

Nella selva di richieste per l’ampliamento dei dehors (qualche decina quelle già arrivate in Municipio e altrettante quelle che hanno tardato per il tempo incerto), c’è chi procede in ordine sparso, a volte con soluzioni fai-da-te, e chi si coordina per adottare soluzioni condivise, non solo tra operatori ma anche con i residenti, per un risultato il più possibile omogeneo. A far rischiare il caos è il vuoto normativo del Decreto Rilancio, che parla di ampliamento delle superfici occupabili per tavoli e sedie, ma senza fissare alcun paletto. Per assurdo, quindi, il Tric Trac dell’attore-ristoratore, Spartaco Grilli, si sarebbe potuto spingere sino ad occupare mezza piazza del Duomo. E lo stesso avrebbero potuto fare bar e ristoranti di piazza del Mercato. Sino a quando uno stesso ristoratore, che mastica materia amministrativa da oltre venti anni, non ha suggerito di applicare il “lodo Decaro”, ovvero la delibera adottata dal sindaco di Bari, Antonio Decaro, a prova di contestazioni della Soprintendenza. Che, in questa materia, viene esautorata dal rilasciare pareri e vincoli ostativi dallo stesso Decreto Rilancio. La delibera prevede la possibilità per gli esercenti di fare richiesta al Comune di un ampliamento dello spazio di occupazione di suolo pubblico, già concesso, per una superficie maggiore fino al 50% per la zona davanti al locale esistente. L’occupazione potrà vedere la presenza esclusivamente di sedie, tavolini e ombrelloni, per chi volesse, posizionati in maniera tale da garantire le norme sul distanziamento sociale previste nell’ambito delle misure di contrasto ala diffusione del contagio da Coronavirus. L’amministrazione comunale ha inoltre previsto procedure estremamente semplificate per l’accesso a questa agevolazione, che potrà avvenire attraverso una semplice comunicazione con e-mail all’ufficio del Municipio. In caso di impossibilità di occupazione del tratto davanti all’esercizio commerciale sarà possibile chiedere  anche di occupare una zona vicina al proprio locale, con la necessità di avviare una richiesta per ottenere uno specifico nulla osta per verificare che non si generino conflitti con altri privati.

L’assessore all’urbanistica, Francesco Flavoni, ritiene che questa sia stata la miglior soluzione. “Abbiamo adottato una misura che impedisce la deregulation, rischiando di trasformare le piazze e le vie del centro storico, più visitate dai turisti, in una sorta di “Babele” di tavoli e sedie che avrebbe deturpato il contesto storico ed architettonico. Oltretutto – spiega l’assessore Flavoni -, in piazza del Mercato si è dovuto anche lasciare spazio al passaggio del traffico di chi è in possesso delle autorizzazioni per la Ztl. Credo che, alla base di tutto, ci debba comunque essere il rispetto del regolamento sull’arredo urbano e l’ornato pubblico che è stato redatto con il parere della Sovrintendenza”.

Gli operatori, che in tre mesi di lockdown hanno registrato perdite superiori al 60 per cento, sperano che - in mancanza di turisti - gli spoletini tornino a vivere la città. “Il centro storico soffre più delle periferie – sottolinea il presidente di Confcommercio, Tommaso Barbanera -, perché è meno abitato. Molti uffici sono rimasti chiusi, i dipendenti degli uffici pubblici (Comune ed Inps) sono in smart working e circola pochissima gente”. Tra le prossime idee per rilanciare l’acropoli c’è una fiera dello street food che lo scorso anno saltò per la rinuncia degli organizzatori. E, a settembre, dovrebbe tornare “Spoleto in Fiore”, la manifestazione della Pro Loco che ha trasformato il centro in una grande serra a cielo aperto.



I commenti dei nostri lettori

il cospaiese

4 mesi fa

Quanti pianti? Adesso che hanno riaperto lavorano più di prima, perchè diciamolo chiaramente a Spoleto, eccettutato i Ponti ci veniva fra....zo, Nessuno rispetta le distanze, l'ho constatato oggi in qualche locale in Borgo, ma udite udite, spesso e volentieri si scordano di farti lo scontrino. Ma questo succede anche nei comuni limitrofi happy hour cosi bocca a bocca che si l'uscita degli scontrini

ernesto calindri

4 mesi fa

L'idea di Tommaso mi sembra veramente ragionevole e condivisibile: bevete un Cynar!

Tommaso

4 mesi fa

Ampliamento degli spazi da occupare e traffico aperto. Ottimo. Faremo come Ernesto Calindri nella vecchia pubblicità di un noto amaro.I turisti vogliono camminare liberamente in centro storico. Cosí difficile da comprendere. Rendete gratuiti i parcheggi il sabato e la domenica e chiudete la ZTL, come fanno in tutt'Italia!

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