società

Birra, Capirinha e pinsa romana. Cosi' la movida torna a riempire il centro

 
 

Piano piano la vita riparte anche nell'acropoli. Cronaca di un venerdì sera anti Covid

 

Capirinha, birra e mascherine. E una pinsa romana con gli amici. Da piazza Garibaldi a piazza del Mercato i giovani si riprendono il centro storico e promuovono la ripresa economica delle attività commerciali. A mezzanotte lo scirocco accarezza le cime degli alberi del Giro della Rocca, sorvegliato speciale ai tempi del lockdown per verificare l’osservanza delle disposizioni anti Covid-19. Come del resto gli altri luoghi epicentro della movida spoletina. Sotto lo sguardo attento delle pattuglie dei carabinieri o della polizia: una contromisura ineludibile dopo le criticità di due settimane fa.

Il popolo della notte ripiega su cocktail bar, enoteche e pinserie. E lo fa osservando l’obbligo della mascherina. Dopo la “follia” dei 16 multati in piazza del Mercato, i ragazzi hanno deciso di adeguarsi alle regole. Perché ne va della loro salute. “Noi ci siamo sempre – sorride educata Sabrina, una ventenne studentessa al primo anno di giurisprudenza, mentre sorseggia un Traminer -, siamo state a cena qui vicino. Si sta bene. Peccato il tempo si sia un po’ guastato. Certo, ci sono ragazzi un po’ troppo rilassati. Non tutti fanno attenzione alle distanze”. Musica per le orecchie degli esercenti “sani”, che moltiplicano gli sforzi per garantire il rispetto delle misure di sicurezza.

“La ripresa c’è, siamo moderatamente soddisfatti – afferma Jacopo Martellini, titolare del Silver Spuleti -, abbiamo ampliato lo spazio per i tavoli esterni per cercare di recuperare i posti che sono stati persi al coperto. I ragazzi hanno voglia di uscire dopo tre mesi tappati in casa. Lo fanno a piccoli gruppi, ma il lavoro è continuo”.

Lo struscio venerdì sera in piazza del Mercato è quello di sempre. I tavoli sono pieni e piuttosto vicini. Davanti ad alcuni locali c’è la fila. “Dalla quarantena è la prima volta che esco la sera con il mio ragazzo – dice Michela, 24 anni -, è bello tornare alla normalità”.

Il commercio respira. “Piano piano – spiega Luciano Collaretti, titolare di un bar storico - stiamo riprendendo i ritmi dello scorso anno. Ancora mancano i turisti, ma è stato anche il brutto tempo a dire la sua. Comunque, la ripresa nel weekend è buona”.

A Piazza Bandiera, di fronte alla Procura della Repubblica, la storica trattoria “La Barcaccia” ha riempito i tavoli sotto al dehors. La cordialità e simpatia del gestore Rolando sono una garanzia. Così come la tipica cucina spoletina che qui viene apprezzata da tutti: spoletini e turisti. Non fosse altro per la qualità e accuratezza dei piatti. “Da maggio in qua abbiamo ricominciato ad avere quasi la medesima clientela – dice lo stesso Rolando -, ma all’inizio è stata davvero dura con il distanziamento e i tavoli più grandi del normale per ospitare due persone che non siano congiunti. Teniamo duro. Abbiamo deciso di non aumentare i prezzi, perché il periodo non è affatto felice per nessuno. In una città come la nostra, poi, con la crisi economica, purtroppo, non si scherza”.

Il presidente di Confcommercio, Tommaso Barbanera (nella gallery) è moderatamente ottimista. “Ora chiediamo uno sforzo da parte del Comune sul fronte delle tariffe – dice -, in quattro anni abbiamo avuto due terremoti: uno che ha rovinato i muri delle case e dei locali; l'altro, invece, ha guastato il fisico, l’anima e la solidità economica delle persone. I nostri associati combattono tutti i giorni una durissima battaglia. Non possiamo permettere che la burocrazia dia loro il colpo di grazia”. Spoleto, insomma, cerca di ripartire. Capirinha, Birra, e una pinsa romana valgono bene una serata anti Covid.



I commenti dei nostri lettori

Spoletino

2 mesi fa

La sensazione è opposta, che 3 o 4 rispettino le norme e il 96% no. Clienti e non solo

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