le interviste di Sol

Il nuovo amministratore dell'Ase Luigi Battaglini lancia la sfida. 'Voglio un'Ase 4.0'

 

'Spero di ripagare la fiducia del sindaco De Augustinis'

 

Non è facile spiegare cosa mai avrà spinto un giovane professionista in carriera come Luigi Battaglini, 41 anni, ingegnere industriale e titolare di “Ad Materiam” ad accettare l’incarico di guidare un’azienda che non ha mai brillato per luce propria se si guardano i bilanci degli ultimi anni. Più che un braccio operativo, l’Ase è stata sempre considerata una sorta di “ramo secco”. Incapace di produrre utili perché avviluppata in un gioco di scatole cinesi, in cui l’azionista di maggioranza, ovvero il Comune, è il primo ed unico cliente. Ecco perché quella di Luigi Battaglini è una sfida difficile, ma anche stimolante per un manager abituato a lavorare con i metodi della grande industria privata. E, in particolare, con i colossi della siderurgia: Tyssen Krupp in primis. Il dna di Luigi Battaglini è di quelli nobili.

Il nonno era uno stimato presidente di Corte di Cassazione, mentre il bisnonno è considerato uno dei padri fondatori del diritto penale italiano. Non c’è testo universitario in cui non venga citata la sua dottrina. Per accettare l’incarico conferitogli dal sindaco De Augustinis, è andato anche contro le direttive di partito e del suo coordinatore regionale, il senatore Franco Zaffini, che vede questa presidenza come un contentino. Eppure, quando ai tempi prima dei Diesse e poi del Pd, la politica si faceva sui tavoli di “Foggy Bottom”, metafora tanto cara all’indimenticato Poldo Corinti, la presidenza dell’Ase aveva lo stesso peso di un assessorato. E pure pesante.

Perché l’Ase, con i suoi 30 dipendenti, ha un potenziale bacino di voti da non sottovalutare. Ma ha parecchi nei. Primo fra tutti lo sbilanciamento degli amministrativi rispetto alla struttura operativa: 9 impiegati su 30 non si trovano in nessuna azienda privata. Ma questo è il retaggio della politica dello “spoil system” di bruniniana memoria, quando i funzionari che non godevano delle simpatie dell’amministrazione comunale venivano spediti a via dei Filosofi. Luigi Battaglini, però, è troppo giovane per ricordare. E si è buttato su questa esperienza con l’entusiasmo di un ragazzino. 

Ingegner Battaglini, la sua nomina è tecnica o politica?

“Assolutamente tecnica – risponde -. Spero di essere stato scelto per le mie competenze e capacità. Sono e resto vicino a FdI, anche se il mio partito è un po’ l’ala critica di questa maggioranza. Però credo che, al nostro interno, ci sia grande dialettica democratica, forte coesione del gruppo consiliare e rispetto per i ruoli di ognuno”

Mai come in questo momento, dopo un periodo difficilissimo, l’Ase va rilanciata. Qual è la sua ricetta?

“Innanzitutto vorrei ringraziare il mio predecessore, l’ingegner Giovanni Cao, che ha svolto un grande lavoro, seppur in un contesto difficile. L’Ase è un po’ la cartina al tornasole della  cura che la pubblica amministrazione ha verso il suo territorio. Sono cosciente che il percorso è molto difficile ed impegnativo, ma ho individuato alcune priorità. Non ho ricette, perché non sono un medico come mio padre. Quello che posso mettere sul piatto è la voglia di lavorare, le idee e, soprattutto, l’amore che nutro verso questa nostra città”.

Da dove cominciare, ingegner Battaglini?

“La mia priorità – afferma - è quella di definire il contratto “Global Service” che lega l’Azienda al Comune, definendo aspetti formali ed obiettivi. Poi, occorrerà iniziare a definire un crono programma di manutenzioni, in modo da ridurre al minimo le situazioni di emergenza che comportano un notevole aumento dei costi e di uso della macchina organizzativa”.

Un suo pallino è quello di riuscire, finalmente, a far confrontare questa azienda con il mercato. Ci può spiegare come?

“Siamo un’azienda in house, ma possiamo fornire servizi sia ai privati cittadini che alle aziende con la garanzia di chi è abituato a lavorare a regola d’arte e, soprattutto, con il rispetto dei canoni normativi della pubblica amministrazione. E questo dovrà essere il nostro biglietto da visita”.

Lei vuole puntare anche ad ampliare il raggio d’azione dell’Azienda. In che modo?

“L’Ase ha nel proprio paniere risorse  umane, tecniche e strumentali che possono tornare utili anche ai comuni limitrofi, per i quali può essere molto vantaggioso poter usufruire dei servizi che l’azienda offre. Tali potenziali rapporti vanno rafforzati e favoriti. A tale proposito, ho in agenda una serie di incontri con i Sindaci dei comuni limitrofi”.

“Ase 4.0”: un sogno o un disegno realizzabile?

Le tematiche della Ricerca e dello Sviluppo,  – spiega ancora l’amministratore unico-, mi sono particolarmente care in quanto le ho approfondite nella mia esperienza di ricercatore all’Università, ed hanno una valenza strategica rilevante in cui risiede il segreto del successo. È ormai d’obbligo indagare approfonditamente la realtà dei bandi comunitari e dei fondi strutturali europei, per poter reperire quelli necessari a mettere in atto azioni che incrementino il contributo innovativo e tecnologico interno all’azienda. Le attività di Ricerca e Sviluppo, l’acquisizione di nuove dotazioni ed equipaggiamenti, la forte spinta in ambito digitale, l’approccio deciso nei meccanismi di industria 4.0, sono gli unici meccanismi validi affinchè un’azienda possa incrementare la propria competitività in un contesto lavorativo fortemente depresso ed estremamente concorrenziale”.

Tre linee guida per definire la mission della Ase targata Battaglini?

“La mia filosofia aziendale ha tre solidi pilastri che dovremo sempre tenere in mente tutti; dal sottoscritto ai dipendenti del settore operativo, agli impiegati del settore amministrativo: pianificazione, programmazione ed innovazione”. 

Dicono che lei sia un “prescelto” del Sindaco. Conferma?

“Ringrazio il dottor De Augustinis che ha creduto nelle mie capacità professionali e per la stima personale che ha per me. Quello che posso assicurare è che svolgerò questo incarico con serietà, dedizione e massimo impegno. Spero di non deludere le sue aspettative e quelle degli spoletini, perché io sono uno di loro anche se la mia famiglia ha origini capitoline. Ma spero anche di dare un importante contributo per la crescita politica ed amministrativa di Fratelli d’Italia. Su questo posso rassicurare il nostro coordinatore regionale,il senatore Franco Zaffini”.

Ed allora buon lavoro ingegner Battaglini e “in bocca al lupo”! “Grazie, crepi il lupo!”.



I commenti dei nostri lettori

Fabio M

9 mesi fa

Una persona competente e con esperienza in proprio come lui, potrebbe realmente trasformare un carrozzone in un camion da rimorchio.. In bocca al lupo e buon lavoro!

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