cronaca

AGGIORAMENTO Una citta' in lacrime per la morte di Cristina Crispini

 

Dimesso il conducente della vespa coinvolto nell'incidente mortale. Il dramma del fratello che ha assistito

 

Aggiornamento delle 17.05: Qualche minuto fa, il maresciallo dei carabinieri di 33 anni , che è rimasto ferito nel grave incidente mortale in cui ha perso la vita la trentenne spoletina, Cristina Crispini ha firmato la cartella clinica per essere dimesso dall'ospedale di Perugia. 

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Aggiornamento delle 14.00. Non versa in pericolo di vita, a differenza di quanto si era inizialmente temuto, il maresciallo dei carabinieri di 33 anni che era alla guida dello scooter a bordo del quale ha perso la vita Cristina Crispini. Il ragazzo, trasportato con l'elisoccorso al Santa Maria della Misericordia di Perugia, ha riportato diverse fratture ma, per fortuna, non desta particolari preoccupazioni. E' cosciente e parla con il personale dell'ospedale, oltre ad aver telefonato ad amici e parenti per tranquillizzarli. Resta il dramma di una giovane vita spezzata e il ricordo, indelebile, di quegli attimi.

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“Verrà la morte ed avrà i tuoi occhi. Questa morte che ci accompagna dal mattino alla sera, insonne, sorda, come un vecchio rimorso o un vizio assurdo. I tuoi occhi saranno una vana parola, un grido taciuto, un silenzio”, scriveva Cesare Pavese. Gli occhi sempre sorridenti di Cristina Crispini, trent’anni appena compiuti, sono stati rapiti per sempre da una morte assurda, in un assolato pomeriggio di primavera. Trasformando un sabato spensierato, in sella ad un vespone, in una tragedia che ha lasciato sgomenta una città intera. Cristina lavorava come commessa alla tabaccheria Cmb di piazza della Vittoria. Un volto conosciutissimo dai tanti clienti dell’esercizio commerciale spoletino. Una ragazza sempre cordiale e sorridente con tutti. Come testimoniano anche i tantissimi post degli amici su Facebook, che da sabato sera stanno lasciando un ricordo, un pensiero, un emoticon sul suo profilo.

“Cristina era una ragazza semplice, dolcissima e senza grilli per la testa. Aveva sempre una battuta per tutti. E, soprattutto, era immensamente altruista”, dice di lei un’amica dei tempi in cui faceva l’autista volontaria con l’associazione di pubblica assistenza "Stella d’Italia".Profondamente colpiti da questa tragedia anche il presidente Gianni Fernetti e il direttore Aldo Calvani, che a stento hanno trattenuto la commozione. "La nostra è una grande famiglia - ha dichiarato Aldo Calvani-, e con Cristina perdiamo una figlia". Dopo questa esperienza, aveva trovato un’occupazione stabile nella tabaccheria gestita da un’autista della stessa associazione. Non appena la notizia del tragico incidente avvenuto lungo il lunghissimo viale della Stazione di Norcia, che separa le attività artigianali rimaste ancora in piedi dopo gli effetti devastanti del terremoto, il gelo è piombato tra gli operatori del 118 e del Pronto Soccorso degli ospedali di Spoleto e Norcia. Un colpo al cuore per autisti, medici ed infermieri. Che l’avevano conosciuta sul campo e ne avevano apprezzato le doti umane e professionali. Cristina lascia nello strazio i genitori ed il fratello più grande Simone, anche lui volontario della Stella d’Italia. Ancora tutta da chiarire la dinamica dell’incidente che ha visto lo scooter, condotto da un maresciallo dei carabinieri di 33 anni, residente anch’egli a Spoleto, scontrarsi frontalmente con una Jeep Renegade dell’Esercito che, con due militari a bordo, aveva girato per andare all'interno della Cioccolateria Vetusta Nursia.

I due occupanti del fuoristrada sono rimasti praticamente illesi. L’amico che era con Cristina è stato trasportato con l’elisoccorso “Icaro” al Santa Maria della Misericordia: è politraumatizzato e, dopo essere stato tenuto sotto sedazione all’unità di rianimazione, ora è cosciente in attesa di essere sottoposto ad un intervento chirurgico per la riduzione delle gravi fratture. La prognosi resta riservata. I due giovani erano partiti da Spoleto nel primo pomeriggio. La bella giornata li aveva convinti ad andare in gita sino a Castelluccio, che ieri ha ricominciato a vivere dopo il lockdown imposto dal Covid. 

Con loro era andato anche il fratello Simone, legatissimo alla sorella. Al momento dell’urto mortale seguiva la sorella con la sua moto, sulla quale viaggiava anche la sua compagna, che risiede a Cascia. Proprio la città di Santa Rita sarebbe stata la loro prossima tappa, prima di tornare a casa a Spoleto. Un dramma nel dramma, dunque, per il fratello che ha assistito alla tremenda scena dell’impatto. I rilievi dell’incidente mortale sono stati effettuati dai carabinieri del nucleo radiomobile della Città di San Benedetto, coordinati dallo stesso capitano Pasqualino Trotta intervenuto sul luogo dell’incidente, che si trova di fronte alla Cioccolateria “Vetusta Nursia” di proprietà della famiglia Verucci. La salma di Cristina Crispini si trova a disposizione dell’autorità giudiziaria all’obitorio del Santa Maria della Misericordia. Il magistrato di turno, infatti, ha disposto l’autopsia sul corpo della sfortunatissima ragazza. Esame che verrà effettuato, con ogni probabilità, tra domani (25) e martedì all'Istituto di Medicina legale di Perugia.



I commenti dei nostri lettori

Enzo

1 mese fa

Sono stato sul luogo dell'incidente,l'ho vista caricata sull'asfalto che non rispondeva a nulla. L'articolo è reale.

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