politica

Sulla ripartenza delle attività sportive, Quarta Commissione e Giunta separati in casa

 

Numerose le questioni alle quali il Comune deve ancora rispondere

 

Se non è un ultimatum poco ci manca. Lo sport non può attendere, ma alla fine del tunnel non si vede luce. E se le società sportive lamentano un’assenza di confronto con l’amministrazione comunale, che continua a rinviare la palla a centrocampo, la Commissione Consiliare al ramo, presieduta dalla forzista Marina Morelli, ha cercato una posizione di raccordo. Che, da una parte, non scontenti le società ed associazioni sportive smaniose di sapere quando e, soprattutto, in che modo ricominciare. Dall’altra cercando di non creare attriti con il sindaco Umberto De Augustinis, che non gradisce affatto le fughe in avanti della sua maggioranza ed in modo particolare quelle della “pasionaria” presidentessa della Quarta Commissione (Festival dei Due Mondi docet).

E’ ormai assodato che De Augustinis parla e, soprattutto, agisce quando sono le carte a dargli conforto. Ma, in questo momento, soprattutto a livello governativo il vuoto normativo è a dir poco imbarazzante. Così, sino a quando non ci saranno linee guida per le singole discipline sportive con protocolli medici sottoscritti dalle Federazioni, è giocoforza che anche il Comune abbia le mani legate. Ma, da questo orecchio, alcune società non vogliono sentirci. Sulla linea del buon senso è attestata la Giromondo Basket. “Ad oggi – spiega la società – il quadro normativo purtroppo è molto complesso e non chiaro. Disciplinare gli sport di squadra è alquanto difficoltoso anche in funzione delle peculiarità di ogni attività ed allo stato attuale non è arrivata nessuna precisa direttiva né dalla federazione né dall’amministrazione sui protocolli da adottare in caso di ripartenza”. La Bluebasket dello stakanovista Lucio Polinori, invece, vuole ripartire ad ogni costo. Magari all’aperto. Una posizione che solleva più di una perplessità anche da un punto di vista prettamente medico-scientifico. Palleggiare ed andare a canestro senza scambiarsi il pallone sarà possibile? E a quali costi? Come si possa pensare di ricominciare quando neppure i “padroni del pallone” hanno questa certezza? E chi può prevedere come evolverà la situazione epidemiologica dopo la fine del lockdown?

Due, comunque, sono i timori dei dirigenti delle società. Il primo è che questo continuo posticipare non sia altro che un modo per strangolare ogni velleità. Tra l’altro non aiuta neppure il Decreto Rilancio. La presidentessa Morelli è stata comunque abile a tessere la tela per un documento condiviso tra maggioranza ed opposizione. Nonostante abbia considerato una assoluta mancanza di bon ton istituzionale l’assenza del capogruppo di “Laboratorio per Spoleto”, Mario Mancini e, soprattutto, quella del consigliere con delega allo sport, Massimiliano Montesi, che non starnutisce se prima non ha chiesto l’autorizzazione al sindaco De Augustinis. Nel documento, vergato dalla presidentessa e dai consiglieri Di Cintio, Erbaioli, Pompili, Settimi e Trippetti, si parte dalla premessa che è auspicabile un ritorno alle attività sportive in generale e alla pratica di tutti quegli sport che via via saranno riattivati a seguito delle ordinanze che Regioni e Comuni emaneranno.

Poi, una serie di sollecitazioni rivolte alla giunta su questioni che non sono più rinviabili:dare risposta affermativa alla richiesta del comitato organizzatore del Campionato Mondiale di moto enduro così da poter immediatamente confermare la data in calendario; compiere il massimo sforzo affinché l’atteso incontro tra il Comune e la società Azzurra, che gestisce la piscina comunale Pallucchi, possa procedere con i lavori di sanificazione e quanto altro occorre per consentire agli spoletini, anche in seguito della crisi economica in atto, di poter godere delle giornate di ferie nella nostra città in serenità e sicurezza; dare immediato mandato per la sanificazione delle Palestre e organizzare rapidamente degli incontri con tutte le società sportive in modo che possano organizzare tempestivamente il lavoro nelle strutture che l’ente ha scelto di destinare ad attività sportiva, anche in vista dei prossimi campus estivi; chiedere alla Provincia di Perugia di dare la massima priorità e un celere inizio dei lavori che consentano la messa in uso dei locali presso Piazza XX Settembre, che potranno essere utilizzati dalla Boxe Spoleto,  ove non sussistano altre ipotesi cantierabili a breve. Il resto alla prossima puntata. Che dovrebbe esserci tra una decina di giorni. A meno che De Augustinis non faccia come i grandi giocatori di poker. Che hanno sempre l’asso pronto nella manica.



I commenti dei nostri lettori

blubasket

1 mese fa

Va ancora di moda pubblicare articoli senza apporre la propria firma? Sono Lucio Polinori, forse sono stakanovista ma assolutamente non incosciente come vorrebbe farmi passare l'anonimo autore di questo articolo. O se lo sono , sono comunque in compagnia di un vasto numero di colleghi che attendono risposte non solo al quesito di quando poter iniziare l'attività, e con quali direttive legate alla contingente situazione, ma soprattutto a quello che riguarda le condizioni in cui si troverà lo sport quando potrà ripartire davvero, fosse anche tra un anno o due. I problemi legati all'attività sportiva a Spoleto erano tanti e ben conosciuti sin da molto prima che il covid stendesse un provvidenziale velo sulla carenza degli impianti spoletini, e la "smania" di ripartire espressa da tante società certo non è ben vista da chi avrebbe potuto , ed ancora potrebbe, in questo lungo periodo, progettare soluzioni, non per disinfettare un pallone mentre viaggia da una mano all'altra, ma per garantire dignità ad ogni disciplina nel momento in cui questo momento ce lo saremo lasciato alle spalle. Certo che ciò presupporrebbe avere delle vedute e la volontà di realizzarle, cosa che necessiterebbe poi di un impegno da veri stakanovisti. Ma per fortuna è arrivato il covid, ed allora tutto "giustificatamente" fermo. Magari giocando con le paure della gente, che se ben cavalcate fanno apparire belli e giudiziosi.Quando invece in realtà si è completamente disinteressati perchè non lo si ritiene importante , e utile solo quando serve a fare un pò di passerella, o perchè intanto ci sono i seicento euro , che personalmente non ho chiesto, elargiti dal governo. Voler tornare a fare attività , nel rispetto di ogni regola e della tutela di tutti, significa inevitabilmente tirar fuori di nuovo da sotto il tappeto tutti i problemi preesistenti e nascosti da mesi. Ecco forse il vero motivo per cui è meglio aspettare ancora.

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