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Passerella sul Tessino. Nonostante le irregolarità, l'impresa porta il Comune in tribunale per essere pagata

 

 

Un retroscena. Che neppure uno “stakanovista”, ed ormai espertissimo apritore di cassetti come l’assessore ai lavori pubblici, Angelo Loretoni, che non s’è mai annerito un’unghia per la benché minima distrazione, era riuscito a scovare. Perché ora, la “passerella della vergogna” si arricchisce di un altro capitolo: una causa civile. Fatta di comparse conclusionali, condite a suon di pretese economiche a sei cifre (per l’esattezza 334 mila euro e 45 mila euro più spiccioli, con tanto di rivalutazione e interesi monetari) richiesti dall’impresa costruttrice.


Quella Pulsoni Group di Amelia, ormai nell’Acheronte di dantesca memoria. Il Comune, ovviamente, si è difeso contrattaccando con la contraerea della domanda riconvenzionale ed asserendo in giudizio che, se c’è una parte danneggiata, questa è proprio l’ente pubblico. Che non solo non ha visto il completamento dell’opera la quale doveva essere ultimata in 360 giorni solari come da capitolato d’appalto, a partire dal 17 febbraio 2011 (quando si dice che essere superstiziosi non guasta mai), ma in perfetta regola d’arte.

Un assunto che è stato assolutamente smentito dalla qualità delle travi metalliche di sostegno della passerella risultate prive della stampigliatura Cee. Ed è su questo aspetto che aveva puntato l’indice la Procura della Repubblica di Spoleto ipotizzando il reato di frode in forniture. E sequestrando il cantiere non una bensì due volte. La seconda, come già appurato da Spoleto on Line, dopo un nuovo esposto presentato dalla Provincia nell’ambito delle sue competenze di carattere urbanistico. Il sindaco Umberto De Augustinis, poco dopo essersi insediato, ha studiato la pratica con lo stesso zelo di quando indossa la toga di magistrato. E, insieme al suo “ciambellano” al bilancio Claudio Zucchelli, con un pedigree ministeriale ed accademico di prima grandezza, ha trovato l’unica via di uscita praticabile: farsi autorizzare dalla Regione e dal Provveditorato alle Opere pubbliche a stampigliare sulle travi quelle tre lettere che impediscono alla passerella, che è come aver costruito un drive in mezzo al Parco della Reggia di Caserta, di tornare finalmente in possesso del Comune.

Non fosse altro per una questione di sicurezza: la recinzione che circonda il cantiere è divelta, potendovi così entrare chiunque. Una situazione assolutamente pericolosa, oltre che un cazzotto alla Tyson per il decoro del parcheggio della Ponzianina che, Covid-19 permettendo, tra una quindicina di giorni comincerà ad essere frequentato dai turisti che arrivano in camper. Insomma, dalla Torre Spiritata lo spettro della leggiadra Lucrezia Borgia, continuerà a non avere pace. Solo al pensiero che, quando era padrona e signora della Rocca, si divertiva a vedere i baldi giovani spoletini che, in suo onore, attraversavano il Tessino, a quei tempi (1492) persino navigabile, sfidandosi in gare di forza ed agilità sopra una traballante passerella in legno cercando di non cadere nelle gelide ma terse acque del torrente. Aspirando così a guadagnarsi la benevolenza della Governatrice. E chissà se, nel loro recondito immaginario, ci fosse stato anche qualche desiderio proibito.

 



I commenti dei nostri lettori

Robin Hood

4 mesi fa

Pagate se dovete pagare questa porcheria ma BUTTATELO GIU'!!!!!!!!

Moreno angeli

4 mesi fa

L'avevo detto anche io all'ingegnere che aveva progettato il ponte sul' fiume kwai', quando avevano iniziato i lavori nel lontano 2011.Mi ha letteralmente risposto "ma questo è un luogo ad alto rischio idrogeologico" è necessario farlo in questo modo e non con una passarella.Purtroppo cari concittadini la classe politica locale incapace e incompetente, da 30 e più anni a questa parte, prende decisioni a noi incomprensibili.E non parlo di interessi economici personali, è proprio incapacitá di ragionare nell'interesse comune.

buongusto

4 mesi fa

il materiale non conforme è solo un paradosso, per una bruttura del genere che non avrebbe mai dovuto essere pensata. E non serviva renzopiano per capire che sarebbe stata più utile e piu economica una passerella adiacente il ponte della ponzianina, come se ne vedono a centinaia in norditalia (ma anche a pontebari), a salvaguardia anche di tutti i pedoni, turisti e non, che vengono da piazza garibaldi e dintorni, e che si vedono e vedranno costretti a camminare sul ponte insieme alle auto che arrivano baldanzose da via ponzianina. Questa passerella, che rovina uno degli scorci più belli di Spoleto, è brutta, inadeguata, di colore orribile e addirittura di "materiale non conforme". VA DEMOLITA

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