le interviste di Sol

Silvia Vianello alla Rocca per Impresa Eccezionale: 'Non bisogna mai smettere di coltivare i propri sogni'

 

Autostima, carattere, determinazione: la professoressa premiata come miglior donna leader del Medioriente ricorda ai giovani che 'per avere successo lo studio è fondamentale, ma è solo lavorando con le altre persone che si impara davvero a vivere'

 

Dalla provincia di Venezia al tetto di Dubai, passando per Milano, Parigi, Houston, New York. La storia di Silvia Vianello non la scopre certamente Spoletonline, ma rappresenta senza dubbio un modello da evidenziare, perfetto esempio di come la forza di volontà e lo spirito di abnegazione, alla fine, paghino su tutto. La direttrice dell'Innovation Lab dell'SPJain College of Global Management di Dubai, eletta da Forbes tra le 100 donne italiane di maggior successo nel mondo, è stata protagonista


del convegno "De' remi facemmo ali", promosso e organizzato da Marica Corvi di Impresa Eccezionale, alla Rocca Albornoziana lo scorso martedì primo ottobre. Prima italiana e, soprattutto, prima non orientale a ricevere il prestigioso premio "top middle east woman leader", la professoressa incarna un'eccellenza tutta italiana e può fregiarsi, tra gli altri riconoscimenti, anche del Pioneer Woman leadership award. Spoletonline ha voluto conoscerla per ascoltare la sua storia e, soprattutto, il suo messaggio per i tanti giovani che vorrebbero percorrerne le orme.

Professoressa Vianello, nel punto più alto di Spoleto per un'Impresa Eccezionale. "Beh sì, credo che queste iniziative dovrebbero essere organizzate più spesso, per far capire a tutte le donne quante imprese eccezionali ci potrebbero essere. Basta solo crederci fino in fondo e avere qualcuno che ti guida e ti aiuta a realizzare i tuoi obiettivi. Molto dipende dall'autostima:  le donne italiane dovrebbero averne di più e dovrebbero coltivare i loro sogni, invece di accontentarsi".

Partiamo dal carattere: l'importanza di averne uno forte per reagire agli schiaffi della vita. Nel Suo caso, il passaggio forzato dall'amore per lo sport alla passione proiettata nello studio fin dall'età più tenera. "Il carattere è determinante, lo dico sempre: nella vita il 10% è quel che ti succede e il 90% è come reagisci. Me lo hanno insegnato da piccolina e ne ho fatto davvero tesoro. Nella vita ti può capitare di tutto ma è il modo in cui reagisci che fa la differenza. Io amavo lo sport, poi mi hanno detto che avevo un problema al cuore e  non potevo più fare neanche una rampa di scale. Vedevo le mie sorelle fare sport e io restavo sola. Mi sono detta: 'Cosa faccio adesso?', e così mi sono appassionata di studio di nuove tecnologie, computer ecc, giungendo a fornire alle aziende dati sui loro mercati che esse stesse non possedevano. Con il senno di poi, posso dire che lo stop forzato all'attività sportiva è stata una fortuna, perché dalle medaglie locali e regionali sono passata a giocare la Champions' League...".

Peraltro superando già i gironi preliminari... "(Sorride) Beh, in effetti qualche premio quest'anno l'ho vinto".

In giro per il mondo sin da giovanissima seguendo l'obiettivo di crescere e migliorarsi. Quanta differenza ha incontrato tra i generi, e dove più che altrove? "C'è un grande pregiudizio riguardo la vita delle donne in Medio Oriente: anch'io avevo timore di andare, dopo aver vissuto a Parigi, Houston, New York, Milano ecc. E invece devo dire che il Paese che più mi ha discriminato come donna è l'Italia, il paese che più mi ha discriminato come giovane donna è l'Italia, mentre il paese con maggior rispetto per la donna sono gli Stati Uniti. Non ho incontrato mai alcun problema, anche perché il mobbing viene punito severamente e nessuno si azzarda. In medio Oriente ho trovato tanto rispetto".

Beh, bisogna dire però che Dubai non è il Medio Oriente... "E' vero, ma se parli con le donne dei paesi limitrofi scopri che si sentono protette e sicure, valorizzate dai loro uomini, molto pià di quanto si possa credere guardando la loro società da fuori".

Studentessa prima e professoressa poi: molto studio, molta teoria e poi tanta pratica professionale, cui si affianca l'importanza di sapersi arrangiare. Che sia un uragano in Texas o una visita improvvisa da parte di un'autorità, l'improvvisazione è dote fondamentale. Parliamone. "Quando vivevo a Milano ero professoressa, consulente, giornalista con un programma televisivo (Smart & App su Sky Tv, ndr). Ora abbiamo un'agenzia presente in venti Paesi stranieri, entro l'anno lo saremo in 60. Aiutiamo aziende italiane che cercano nuovi mercati: con noi trovano già persone italiane sul territorio che conoscono usi, etichette - sia quelle commerciali sia quelle di comportamento - e penetrano più rapidamente nei mercati di loro elezione. Di più: li aiutiamo a scegliere i mercati che più si confanno al loro business".

La passione per il trasmettere attraverso l'insegnamento. "Più che per il trasmettere per il give back. Ho avuto molto dalla vita e mi piace restituire. Quando trasmetti conoscenza non sbagli mai, e chiudi la bocca a chi dice che hai avuto soltanto fortuna. Sì, la fortuna una volta può capitare, ma quando arrivi a certi livelli la fortuna non esiste più. La vera sfida sta nel confermarsi, non nel raggiungere la cima".

Sotto questo aspetto, dalla Sua quaalche "titolo" c'è... "Sono stata nominata migliore donna manager del Medioriente: la prima italiana, la prima europea e probabilmente la prima donna non mediorientale. Poi ho ricevuto il Pioneer Woman Leadership Award, per il mio impegno nel trasferire conoscenza  sull'innovazione: non basta parlare di innovazione, occorre farla. Anche per questo, oltre che per curiosità e voglia di imparare, ho preso la licenza per pilotare il drone, visto che non puoi descrivere a un'azienda i vantaggi delle riprese realizzate con una tecnologia innovativa se poi non sei in grado di utilizzarla. Credo che ad essere premiato sia stato il mio impegno nel divulgare e nel volontariato: aiuto persone ogni giorno, centinaia. Lo faccio con umiltà, anche se - visto da fuori - tutto questo può stupire".

Più che stupiti lascia un po' increduli: come fa a trovare il tempo? "La tecnologia aiuta tanto a liberare il tempo, nel senso che quando devo essere operativa trovo uno strumento di intelligenza artificiale che lo faccia per me. Così ho più tempo per le persone. Non temo la tecnologia, ma la abbraccio e la uso a mio favore".

Cosa consiglierebbe a una giovane provinciale di belle speranze che comincia oggi? "Abbandonare l'approccio del libro universitario. Nel senso che si è portati a pensare che se si ottiene una laurea poi il mondo sarà generoso dal punto di vista lavorativo. Non è così. E non è così non soltanto in Italia, ma ovunque. Bisogna imparare a fare delle cose, e farlo prima degli altri. Faccio un esempio: se devo assumere un profilo e mi si presenta un 110 e lode senza nessuna esperienza al di fuori dello studio e, contestualmente, un altro laureato magari senza il 110 ma con una fila lunga così di esperienze tra stage, lavori, volontariato ecc, li ascolterò entrambi e poi deciderò sulla base dell'umiltà e della preparazione anche umana. Ci sono mille modi per fare esperienza. Studiare e basta per 25 anni può non essere sufficiente, anzi di solito non lo è. Spesso c'è più arroganza in chi non ha esperienza rispetto a chi ne ha molte e, nonostante tutto, si è anche laureato. Non è dovuto avere un lavoro perché si ha una laurea. La laurea occorre, ma è importante saper stare con le persone, coltivare i rapporti, comprendere l'altro: ed è lì che devi imparare a stare al mondo".



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